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Il condomino può installare tubi sul muro comune?

18 Giugno 2022
Il condomino può installare tubi sul muro comune?

Un condomino ha installato un tubo sul muro comune per scaricare la condensa del suo condizionatore nel pluviale condominiale. Può farlo? Durante i lavori, gli operai hanno danneggiato la mia proprietà. Che fare? 

Per quanto riguarda il tubo posto sulla facciata condominiale ed il rispetto del decoro architettonico, la Corte di Cassazione (sentenza n. 2002 del 29 gennaio 2020) ha precisato che il muro condominiale è una struttura che può essere sicuramente utilizzata anche per collocarvi condutture di vario genere (acqua, gas, energia elettrica ecc.), ma nel rispetto di ciò che stabilisce l’articolo 1102 del Codice civile e cioè:

  • non alterando la funzione del bene comune (cioè del muro comune);
  • non impedendo agli altri condomini di fare anch’essi uso del bene (cioè del muro comune);
  • e nel rispetto anche del decoro architettonico dell’edificio (limite che, secondo la Cassazione, si applica sia alle modificazioni descritte nell’articolo 1102 del Codice civile sia alle innovazioni di cui all’articolo 1120 del Codice civile).

Fatta questa premessa, occorre dire che in altra successiva sentenza (la n.7.864 del 10 marzo 2022) la Corte di Cassazione ha chiarito che non si ha violazione del decoro del fabbricato quando un condomino appone sulla facciata condominiale, ed a servizio della propria unità immobiliare, delle tubazioni del medesimo colore della facciata, e sulla facciata siano già presenti altre tubazioni.

Su queste premesse e tenendo conto anche della fotografia da lei allegata, possiamo affermare che il tubo di scolo della condensa della calderina non altera il decoro architettonico dell’edificio.

Per quanto riguarda il secondo aspetto della vicenda, occorre dire invece che in un caso simile al suo il tribunale di Padova (sentenza n. 352 del 22 febbraio 2011) stabilì che non è consentito al singolo condomino di utilizzare il pluviale comune per lo scarico di acqua di provenienza domestica. Il tribunale stabilì infatti che non è consentito al singolo condomino, senza l’autorizzazione dell’assemblea, scaricare nel pluviale condominiale, destinato allo scarico delle acque meteoriche, la condensa della propria caldaia (indipendentemente da quale sia la composizione di queste acque di condensa).

Concluse il tribunale di Padova affermando che in questo modo, cioè scaricando nel pluviale condominiale (destinato a scaricare solo acque meteoriche) le acque di condensa della propria caldaia, il condomino va a modificare in modo illegittimo la destinazione del bene comune (cioè del pluviale condominiale) e perciò dovrà essere condannato a rimuovere il proprio tubo di scarico.

Infine, per quello che riguarda i danni causati a beni di sua proprietà, essi vanno risarciti da chi li ha causati.

Se gli operai della ditta, autorizzati o meno a transitare in proprietà private, hanno provocato dei danni, i danni vanno risarciti a chi li ha subìti.

Per completezza aggiungo solo che l’articolo 843 del Codice civile:

  • dà diritto ad accedere e passare sulle proprietà altrui (informandone preventivamente il titolare) se è necessario per costruire o riparare qualsiasi opera di proprietà del confinante o di proprietà comune;
  • stabilisce un’indennità se l’accesso procura un danno.

Nel suo caso mi pare di capire che avevate rinunciato a qualsiasi indennità per l’occupazione del giardino, ma questo non significa che abbiate rinunciato anche al risarcimento dei danni prodottisi durante i lavori commissionati alla ditta appaltatrice. E quindi lei ha tutto il diritto di chiedere ai responsabili (cioè alla ditta che ha eseguito i lavori) il risarcimento dei danni ed il ripristino dello stato dei luoghi a come erano prima dei lavori.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Angelo Forte



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