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Se un minorenne uccide che pena rischia?

30 Ottobre 2022 | Autore:
Se un minorenne uccide che pena rischia?

Una persona non ancora maggiorenne può essere condannata all’ergastolo? Quanti anni di carcere rischia il minore che commette un omicidio?

Anche i minorenni possono finire in carcere se commettono un reato, purché abbiano compiuto almeno 14 anni. È questo, in estrema sintesi, ciò che dice la legge a proposito dei crimini compiuti dalle persone che non sono ancora maggiorenni. Con il presente articolo ci soffermeremo su un aspetto in particolare: se un minorenne uccide che pena rischia?

In teoria, la legge prevede l’ergastolo per le forme più gravi di omicidio, come ad esempio quello premeditato. Essere condannati all’ergastolo significa dover scontare una pena perpetua, con la speranza di poter uscire solamente dopo molti anni attraverso permessi premio e semilibertà. Ciò vale anche per i minorenni? Una persona che non ha compiuto diciotto anni può essere condannata all’ergastolo? Se un minorenne uccide che pena rischia? Scopriamolo insieme.

Minorenne: cosa succede se commette reato?

Se un minorenne commette un reato dovrà risponderne davanti alla giustizia, con questa differenza:

  • se, al momento del fatto, il minore aveva già compiuto 14 anni ed era capace di intendere e di volere, allora potrà essere processato e perfino finire in carcere, in caso di condanna;
  • se, al momento del crimine, il minore non aveva nemmeno 14 anni, allora non potrà essere condannato. Al limite il giudice, se lo ritiene pericoloso, può infliggerli la libertà vigilata oppure un periodo di tempo da trascorrere in una comunità minorile (ex riformatorio giudiziario).

Il compimento dei 14 anni d’età rappresenta dunque lo spartiacque fondamentale per comprendere se un minorenne è imputabile o meno. Spieghiamo meglio questo concetto.

Cos’è l’imputabilità penale?

Una persona è imputabile penalmente quando può essere sottoposta a processo per il reato che ha commesso.

Per il Codice penale [1], l’imputabilità equivale alla capacità d’intendere e di volere, cioè di comprendere correttamente la realtà esterna e di agire (o reagire) di conseguenza.

Sempre secondo la legge, sono privi di capacità di intendere e di volere, e pertanto non possono essere processati per i crimini che compiono, non solo le persone che soffrono di un disturbo mentale ma anche i minorenni che non hanno ancora compiuto i 14 anni.

Minorenni: sono imputabili?

Per la precisione, il Codice penale afferma che:

  • il minore che non ha compiuto 14 anni non è mai imputabile, poiché la sua immaturità lo rende equiparabile a una persona non sana di mente [2];
  • il minore che ha compiuto 14 anni è invece imputabile [3], se il giudice ritiene che, all’epoca del crimine, era capace di intendere e di volere. In caso di condanna, la pena è comunque diminuita.

Processo a carico di minorenni: come funziona?

Il processo a carico dei minori che hanno compiuto quattordici anni si svolge davanti a un giudice speciale: il tribunale per i minorenni. Anche le regole del processo sono particolari: se il minore è d’accordo, può accedere a un percorso di risocializzazione (la messa alla prova) che gli permette di estinguere il reato.

Il minorenne può anche ottenere il perdono giudiziale, così da evitare la condanna.

Al processo a carico dei minori non si applica il patteggiamento né il decreto penale di condanna. La vittima del reato non può nemmeno costituirsi parte civile per chiedere il risarcimento dei danni: se vorrà, dovrà intraprendere un autonomo giudizio civile.

Insomma: il processo a carico dei minorenni è caratterizzato da una maggiore clemenza nei confronti dell’imputato, per evitare che lo stesso sia condannato per reati minori o, in alternativa, per impedire che l’eventuale condanna possa avere pregiudizi sul suo futuro.

Minore di 14 anni: non rischia nulla?

Il minore di 14 anni, pur non essendo imputabile e, quindi, non rischiando di essere processato, potrebbe ugualmente essere sottoposto a qualche sanzione.

Secondo la legge [4], il minore di 14 anni che commette un reato e che dimostra di essere socialmente pericoloso può essere posto dal giudice in libertà vigilata o addirittura essere collocato in comunità.

Si tratta di due misure di sicurezza che pongono delle limitazioni al minorenne; per la precisione:

  • con la libertà vigilata il giudice dispone che il colpevole sia controllato dalla polizia e rispetti delle prescrizioni, come ad esempio non allontanarsi dal Comune di residenza senza un giustificato motivo;
  • con il collocamento in comunità, invece, il giudice ordina che il minorenne venga affidato a una comunità, imponendo eventuali specifiche prescrizioni inerenti alle attività di studio o di lavoro ovvero ad altre attività utili per la sua educazione.

Insomma: anche il minorenne che non ha ancora compiuto 14 anni rischia di dover fare i conti con la giustizia, ma solo se il giudice ritiene che sia socialmente pericoloso. In ogni caso, non potrebbe mai essere condannato al carcere, neanche nel caso di crimini gravi come l’omicidio.

Omicidio: qual è la pena prevista?

Secondo la legge [5], l’omicidio è punito con la reclusione non inferiore a 21 anni. Ciò significa che il giudice, nel valutare il caso concreto, può determinarsi per una pena maggiore.

Se, però, ricorrono alcune circostanze aggravanti (come ad esempio la premeditazione, i motivi futili, ecc.) [6], allora la pena è l’ergastolo, cioè il carcere a vita.

Che pena rischia un minorenne che commette omicidio?

Secondo la Corte Costituzionale [7], il minorenne imputabile non può mai essere condannato all’ergastolo, in quanto questo tipo di pena è incompatibile con lo scopo rieducativo previsto per le sanzioni ai minorenni.

Escluso l’ergastolo, se un minorenne che ha compiuto 14 anni uccide una persona rischia la reclusione non inferiore a 21 anni, non potendo appunto essere condannato alla detenzione perpetua.

Tuttavia, va tenuto conto di alcune circostanze che, molto probabilmente, indurranno il giudice a rivedere al ribasso questa pena:

  • innanzitutto, quasi sempre vengono concesse le attenuanti generiche, con riduzione della pena di un terzo;
  • quando si tratta di minorenni imputabili, poi, il giudice deve sempre concedere uno sconto di pena.

Alla fine, è ragionevole pensare che se un minorenne uccide una persona rischia una pena di circa 14 anni di reclusione. Ciò non significa, però, che in casi particolarmente gravi la pena non possa essere maggiore. Ad esempio, il Tribunale per i minorenni di Napoli, nel 2018, ha condannato un diciassettenne a 18 anni di reclusione per un duplice omicidio [8].

Sospensione del processo con messa alla prova: cos’è?

Paradossalmente, il minorenne omicida potrebbe perfino non finire in carcere grazie alla richiesta di messa alla prova. Di cosa si tratta?

La messa alla prova è una procedura speciale che causa l’estinzione del reato qualora l’imputato dia prova di buona condotta [9]. In pratica, la persona minorenne imputata di un qualsiasi reato può chiedere, all’udienza preliminare o in dibattimento, di essere affidato ai servizi sociali del tribunale affinché preparino per lui un percorso di riabilitazione.

Con la messa alla prova, il minore sceglie volontariamente di sottoporsi ad un periodo durante il quale svolgerà attività di pubblica utilità (ad esempio, volontariato presso qualche associazione, servizio civile, ecc.), oltre che attività che, secondo il giudice e i servizi minorili, possano essergli d’aiuto per il suo corretto sviluppo psicologico: si pensi ad un’attività sportiva o lavorativa, o anche alla semplice prosecuzione degli studi.

Decorso il periodo di sospensione (che non può superare i tre anni), se ritiene che la prova abbia dato esito positivo, il giudice dichiara estinto il reato [10].

Si badi, però, che la richiesta di messa alla prova potrebbe essere respinta dal giudice, il quale non è tenuto a concederla se ritiene che sia inutile, considerata anche la gravità del reato commesso.

Che pena rischia un minore di 14 anni che commette omicidio?

Che succede se l’omicidio viene commesso da un minore che non ha compiuto i 14 anni e che, pertanto, non è imputabile?

Secondo la legge, per i delitti puniti con l’ergastolo o con la reclusione non inferiore a tre anni, al minore di 14 anni deve essere ordinato il collocamento in comunità per un tempo non inferiore a tre anni [4].


note

[1] Art. 85 cod. pen.

[2] Art. 97 cod. pen.

[3] Art. 98 cod. pen.

[4] Art. 224 cod. pen.

[5] Art. 575 cod. pen.

[6] Artt. 576 e 577 cod. pen.

[7] Corte Cost., sent. n. 168 del 28 aprile 1994.

[8] Trib. minorenni Napoli, sent. del 12 gennaio 2018.

[9] Art. 28, D.P.R. n. 448/1988 (codice del processo penale minorile).

[10] Art. 29, D.P.R. n. 448/1988.

Autore immagine: depositphotos.com


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