Cronaca | News

Il nuovo passo dell’Italia per staccarsi dal gas russo

14 Giugno 2022
Il nuovo passo dell’Italia per staccarsi dal gas russo

Continua la disperata ricerca di Paesi che possano fornire all’Italia il gas e l’energia di cui necessità per scollarsi dalla Russia.

La corsa italiana ai rifornimenti non appresta a fermarsi: proprio ora il premier Mario Draghi si trova a Tel Aviv per una «due giorni» in Medio Oriente dai molteplici scopi. Tra i temi affrontati con il primo ministro israeliano Naftali Bennett, il presidente del Consiglio ha chiesto aiuto a Israele per il problematico aspetto della dipendenza italiana dal gas russo, trovando grande entusiasmo nell’accoglimento delle sue richieste.

«Sul fronte energetico, lavoriamo insieme nell’utilizzo delle risorse di gas del Mediterraneo orientale e per lo sviluppo di energia rinnovabile. Vogliamo ridurre la nostra dipendenza dal gas russo e accelerare la transizione energetica verso gli obiettivi climatici che ci siamo dati». Lo ha detto il premier Mario Draghi nel corso delle dichiarazioni congiunte alla stampa con il primo ministro israeliano Naftali Bennett.

Dal canto suo Israele si è dichiarata pronta ad aiutare non solo l’Italia ma l’intera Europa con il suo gas. Bennett ha infatti affermato che «Israele potrà aiutare l’Europa e i Paesi come l’Italia, producendo gas naturale nelle sue acque e questa è un’ottima notizia» rimarcando come sia «necessaria una collaborazione affinché il nostro gas naturale possa servire anche l’Europa».

Con il passare dei mesi la mancata risoluzione della problematica legata all’energia pesa sempre di più, come confermato anche dall’ l’ex presidente della Bce, Jean-Claude Trichet: «Devo ammettere che questa guerra tra Ucraina e Russia è stata una vera pugnalata e ci ha spinto ad affrontare il tema di avere una strategia energetica globale». «Mi pare – ha osservato Trichet – che ci sia la volontà politica di coordinarci al meglio possibile e di tendere un occhio anche al futuro e nel futuro noi non dovremmo dipendere dalla Russia per gas e petrolio. Su questo mi sembra che il consenso ci sia. Il problema è la transizione. Tutti noi dobbiamo fare questo in modo coordinato, perché siamo in un mercato unico e sarebbe meglio avere un solo mercato unico dell’energia».

«Abbiamo il dovere – ha concluso Trichet – di organizzarci per il lungo termine. Dobbiamo assolutamente organizzare la transizione. Abbiamo l’opportunità di fare più investimenti e dobbiamo cambiare un pochino la prospettiva: bisogna essere uniti, ma io sono convinto che ci sia la volontà politica».

L’obiettivo, dunque, è quello di trovare una risoluzione che vada oltre a quella di vedersi garantite le forniture di energie da Paesi differenti dalla Russia. La transizione, così come ricordato da Trichet, ha un tempo e un luogo: qui e ora.

D’altra parte, però, per l’Italia la disponibilità israeliana arriva come manna dal cielo dopo gli insufficienti accordi trovati ad aprile da Draghi, il quale ha concordato il rifornimento di nove miliardi di metri cubi l’anno con Algeri e tre con il Cairo.



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