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Quanti anni dura il Parlamento

15 Giugno 2022
Quanti anni dura il Parlamento

Quanto dura una legislatura e dopo quanto tempo bisogna tornare a votare per deputati e senatori?

La nostra Costituzione, nonostante i tentativi di riforma, ha mantenuto intatta la struttura originaria fondata sul bicameralismo perfetto. Il Parlamento è infatti composto da due Camere, il Senato e la Camera dei deputati che hanno gli stessi poteri, poste su un piano di perfetta parità. Entrambe sono elette a suffragio universale e diretto, ossia dagli stessi cittadini con diritto al voto. Ma quanti anni dura il Parlamento? In altri termini, dopo quanto tempo bisogna tornare a votare per le elezioni “politiche” dei parlamentari? La questione – che può trovare interesse in chi, magari, non è più soddisfatto di una determinata maggioranza o del governo appoggiato dalle Camere e vorrebbe tornare al più presto alle elezioni, magari anche anticipate – trova una risposta nella nostra Costituzione. Basterebbe leggere il testo più bello della nostra storia repubblicana per comprendere quanti anni dura il Parlamento. 

In ogni caso, chi non sa quali articoli della Costituzione andare a leggere e vuole una risposta più semplice e rapida, potrà proseguire nella lettura di questo articolo per soddisfare tutte le proprie curiosità in tema di durata del mandato parlamentare.

Quanto resta in carica il Parlamento?

Salvo la possibilità che possano verificarsi elezioni anticipate (di cui parleremo qui di seguito), la durata del mandato parlamentare – tanto per senatori quanto per deputati – è relativamente breve, anche se suscettibile di rinnovi in caso di rielezioni. In particolare, il Parlamento dura in carica 5 anni. Questo arco di tempo viene chiamato legislatura.

È bene evidenziare che, siccome le elezioni delle due Camere avvengono contemporaneamente, le stesse decadono nello stesso momento. Quindi non sarà mai possibile, ad esempio, che “scada” il mandato della Camera dei deputati mentre resta in vita quello dei senatori (o viceversa): una volta che si è chiamati a votare, bisogna scegliere i rappresentanti di entrambe le Camere.

Abbiamo detto che la durata di una legislatura è di 5 anni. Tuttavia la Costituzione prevede, in caso di guerra, che le Camere possano rinviare le elezioni e prorogare i propri poteri. Si tratta della cosiddetta “proroga di durata” che deve essere disposta con legge, approvata dal plenum (cioè dalle assemblee e non con procedimento abbreviato o dalle Commissioni). 

Cos’è la proroga dei poteri?

Un caso differente è quello della proroga dei poteri (la cosiddetta “prorogatio”). In particolare, le elezioni delle nuove Camere devono avvenire entro 70 giorni dalla fine delle precedenti e la prima riunione deve avvenire non oltre 20 giorni dalle elezioni (cosiddetta convocazione iniziale). Tuttavia, finché non sono riunite le nuove Camere, vengono prorogati i poteri delle precedenti, per consentire comunque al nostro Stato di funzionare ed esercitare i propri poteri fino alla prossima riunione del nuovo Parlamento. 

Quando avviene lo scioglimento anticipato delle Camere?

Le camere possono essere sciolte, singolarmente o congiuntamente, dal Presidente della Repubblica  anche prima della scadenza del loro mandato. È il cosiddetto scioglimento anticipato delle Camere, ossia prima della scadenza dei 5 anni del mandato. Esso comporta le elezioni anticipate. 

Il Presidente scioglie le Camere dopo essersi consultato con i loro Presidenti (di norma, vengono sciolte sempre entrambe le Camere insieme). 

La Costituzione non indica i casi e i presupposti per l’esercizio del potere di scioglimento delle Camere, lasciando al Capo dello Stato ogni valutazione più opportuna nel singolo caso specifico. 

Di solito, lo scioglimento anticipato delle Camere avviene quando queste non sono nella condizione di funzionare per l’assenza di una maggioranza. Ciò ad esempio succede quando le Camere non riescono ad appoggiare un Governo, ossia non si mettono d’accordo nel dare la fiducia al Capo dell’Esecutivo.

In ogni caso, le camere non possono mai essere sciolte durante il cosiddetto semestre bianco, cioè nei sei mesi antecedenti alla scadenza del mandato del Presidente della Repubblica, salvo che essi coincidano in tutto o in parte con gli ultimi sei mesi della legislatura. 

Tale divieto ha lo scopo di evitare che il Presidente della Repubblica possa ricorrere artificiosamente allo scioglimento delle Camere per creare un “vuoto istituzionale” e così prorogare la durata della propria carica. Infatti, se le Camere sono sciolte, non è possibile eleggere un nuovo Presidente.



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