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In quanto tempo si prescrive l’IRPEF?

16 Ottobre 2014 | Autore:
In quanto tempo si prescrive l’IRPEF?

Irpef: il termine di prescrizione non va confuso con quello di decadenza entro il quale Equitalia può riscuotere l’imposta mediante ruolo esattoriale.

 

L’Irpef, come gli altri tributi erariali (per es. IVA e IRAP), si prescrive in dieci anni.

Non esiste una norma specifica che stabilisce il termine di prescrizione delle imposte sui redditi. Proprio per la mancanza di una previsione legale si applica il termine di prescrizione ordinario che è, appunto, quello decennale [1].

Un orientamento minoritario [2] ritiene invece che la prescrizione sia quinquennale, in quanto l’Irpef è un tributo periodico e, per legge [3], tutto ciò che deve pagarsi periodicamente, ad anno o in un termine più breve, si prescrive in cinque anni.

Secondo la Cassazione [4], invece, non si potrebbe applicare la prescrizione quinquennale prevista per tutto ciò che deve essere pagato periodicamente: infatti l’irpef non può essere definita “periodica” dato che si basa di volta in volta su valori differenti calcolati nella dichiarazione dei redditi.

Il termine di prescrizione di dieci anni si interrompe e inizia a decorrere nuovamente ogni qual volta al contribuente viene notificato un atto della riscossione (per esempio avviso dell’Agenzia delle Entrate o cartella Equitalia).

Una volta notificata la cartella, il debito Irpef si prescrive nei dieci anni successivi (sempre che non vengano validamente notificati nel frattempo altri atti interruttivi della prescrizione).

Termini di decadenza della cartella esattoriale 

La cartella esattoriale riguardante l’IRPEF è soggetta, oltre che ad un termine di prescrizione, ad un termine di decadenza.

Infatti, la legge [5] stabilisce che Equitalia deve agire per la riscossione dell’imposta sui redditi delle persone fisiche entro il 31 dicembre:

del terzo anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione, ovvero a quello di scadenza del versamento dell’unica o ultima rata se il termine per il versamento delle somme risultanti dalla dichiarazione scade oltre il 31 dicembre dell’anno in cui la dichiarazione è presentata;

del quarto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione, per le somme che risultano dovute a seguito dell’attività di controllo formale;

del secondo anno successivo a quello in cui l’accertamento è divenuto definitivo, per le somme dovute in base agli accertamenti dell’ufficio.

Se Equitalia non rispetta i termini appena indicati, decade dalla possibilità di riscuotere l’Irpef mediante il ruolo.

Ciò vuol dire che l’Agenzia delle Entrate dovrà procedere al recupero del credito per via ordinaria tramite ricorso al giudice.

Riassumendo: decorso il termine di prescrizione, Equtalia non può più riscuotere l’Irpef perché la tassa si è estinta. Se, invece, decorre il termine di decadenza per la notifica della cartella, ma non quello di prescrizione dell’Irpef, quest’ultima è ancora dovuta, con la differenza che non sarà riscossa in via amministrativa ma tramite una causa giudiziale.


note

[1] Art. 2946 cod. civ.

[2] Comm. Trib. Reg. Catania, sent. n. 4963/2011; Trib. Roma, sent. n. 981/1990.

[3] Art. 2948 cod. civ.

[4] Cass. sent. n. 4283/2010.

[5] Art. 25 D.P.R. 602/1973.

Autore immagine: 123rf com


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5 Commenti

  1. Io ho venduto l’appartamento nel 2010, per motivi finanziari, al rogito il notaio non ha trattenuto l’imposta(da pagare se si vende prima dei 5 anni) visto che a oggi non mi è ancora arrivato niente, che scadenza ha? Grazie Luigi

  2. buon giorno,
    ho ricevuto una cartella, notificata il 29/06/2015, per un sollecito da parte di equitalia per conto dell’agenzia delle entrate e si riferisce a “irpef”. Ora, nella raccomandata, e da una mia verifica, risulta già essere stata notificata un prima cartella nel settembre 2005 ma non ritirata da me ma da un’amica che all’epoca viveva con me. posso fare qualche cosa?

  3. Buongiorno, vi spiego il mio caso alquanto singolare.
    Un cliente a gennaio 2016 voleva vendere l’auto del padre deceduto a dicembre 2015 e ha scoperto che non poteva in quanto risultava iscritto un fermo amministrativo da Riscossione Sicilia.
    Ho richiesto visura dell’auto al PRA e il fermo risulta iscritto il 20/06/2007. Richiedendo contestualmente un estratto di ruolo a Riscossione Sicilia ho scoperto che il fermo deriva dall’omesso pagamento di un cartella notificata al padre relativa a omesso versamento IRPEF per l’anno 2000. La cartella è stata notificata il 22/10/2004.
    Alla luce delle varie notifiche ricevute, a Suo parere, ci possono essere dei termini prescrizionali che consentirebbero di annullare il debito e conseguentemente la rimozione del fermo?

    In caso di risposta negativa, non mi resterà che chiedere lo sgravio limitatamente alle sanzioni in quanto non trasmissibili agli eredi e pagare la cartella per poter rimuovere il fermo…

    Ringrazio anticipatamente per la disponibilità,
    Cordiali Saluti
    Filippo B. da Reggio Emilia

  4. Non condivido il fatto che il termine prescrizionale per i tributi erariali (Irpef, IVA, Irap) sia decennale solo perché non espressamente previsto dalla legge. Stante la natura sicuramente periodica di dette imposte (ogni anno costituisce un’obbligazione a se. Tanto è vero che le operazioni di controllo, liquidazione ed accertamento, avvengono per ogni singolo anno d’imposta). Pertanto per tali imposte, a mio avviso, ma anche di ampia giurisprudenza (vedi: Cassazione S.U. n.23397/2016, Cassazione Ordinanza n. 930 del 17/01/2018, CTR Roma n. 812 del 23/02/2017, CTR Roma n. 276 del 18/01/2018), trova applicazione la prescrizione quinquennale.

  5. In 06/08 2018 o ricevuto una cartela da Agenzia del Entrate di Roma .si parla di IRPEF 2008 ,2013. In quelli anni io o lavorato pochissimo in regola. Dal 2015 fine adesso o lavorato in regola.Adesso sto aspetando la disocupazione.Che devo fare ? Grazzie !

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