Diritto e Fisco | Articoli

Incidente senza scontro con due veicoli: chi paga?

16 Giugno 2022 | Autore:
Incidente senza scontro con due veicoli: chi paga?

Esiste un concorso di colpa nel sinistro in cui non c’è una collisione tra le loro auto?

Può sembrare un paradosso: come si fa a parlare di incidente che coinvolge due veicoli se le auto nemmeno si sfiorano? Non è una circostanza così rara: basti pensare a chi, ad un incrocio, «brucia» il rosso del semaforo mentre arriva un’altra macchina. Entrambe frenano per evitare l’impatto e sbandano. Una finisce contro un albero, l’altra contro uno di quei «panettoni» di cemento collocati sul bordo della strada per impedire il parcheggio. Ecco fatto: un sinistro provocato dall’imprudenza di un automobilista, con due auto coinvolte che nemmeno si sono sfiorate. Che succede in circostanze come queste? Quando si verifica un incidente senza scontro con due veicoli, chi paga?

La risposta l’ha data recentemente la Cassazione, con un’ordinanza in cui ribadisce che difficilmente si può parlare di concorso di colpa quando manca la collisione tra due macchine. Vediamo che cosa significa.

Incidente: quando scatta il concorso di colpa?

C’è una norma contenuta nel Codice civile che parla di «presunzione di concorso di colpa». In pratica, «nel caso di scontro tra veicoli si presume, fino a prova contraria, che ciascuno dei conducenti abbia concorso ugualmente a produrre il danno subito dai singoli veicoli» [1]. In altre parole: se non si dimostra il contrario, la colpa del sinistro ce l’hanno entrambi gli automobilisti. Il problema, appunto, è dimostrare il contrario.

In termini pratici, tutto ciò significa che se non c’è una prova che liberi dalla colpa dell’incidente uno dei due conducenti, ciascuno di loro (o meglio, ciascuna delle loro compagnie di assicurazioni) dovrà rimborsare all’altro il 50% del danno, indipendentemente dalla sua entità.

Concorso di colpa: cambia la classe di merito?

La buona notizia per il conducente che si vede addossare il concorso di colpa in un incidente è che, quando la responsabilità viene accertata al 50%, la sua classe di merito non cambierà. La legge Bersani [2], infatti, ha stabilito il divieto di modificarla senza prima accertare la responsabilità principale dell’assicurato. Il che vuol dire che, con la colpa a metà, il Malus non viene applicato.

La notizia meno buona (ma si tratta di una circostanza evitabile se si guida con prudenza e si evita di causare un sinistro) è che in caso di successivi incidenti provocati entro cinque anni dalla prima annotazione di concorso di colpa, se la responsabilità dell’assicurato supera il 51% la compagnia penalizzerà il conducente cambiando la sua classe di merito. Trascorsi quei cinque anni, le annotazioni di concorso di colpa verranno cancellate.

Concorso di colpa: quando non può essere applicato?

Ovviamente, non c’è concorso di colpa quando la responsabilità di un sinistro viene riconosciuta ad un solo conducente. Può essere il caso di chi tampona una macchina ferma al semaforo rosso.

La parità di responsabilità, però, non viene riconosciuta nemmeno in caso di incidente senza scontro tra due veicoli. Chi paga in questo caso?

Secondo una recente ordinanza della Cassazione [3], non è possibile appellarsi al concorso di colpa se non c’è stata una collisione. Ed il caso esaminato dalla Suprema Corte è l’ideale per chiarire questo aspetto.

A rivolgersi ai giudici di legittimità era stato un motociclista che, vedendosi tagliare la strada da un’auto, ha fatto una manovra per evitare l’impatto ed è caduto a terra senza, però, sfiorarlo. L’uomo, per non pagare da solo il danno alla moto, aveva invocato la pari responsabilità con il conducente che si era introdotto all’improvviso nella carreggiata, costringendolo alla rovinosa manovra. La sua teoria era: se non mi avesse tagliato la strada, non sarei stato costretto a compiere quella manovra e non sarei finito a terra.

Non è di questo parere la Cassazione. Nell’ordinanza in commento, infatti, spiega che occorre valutare diversi aspetti per stabilire chi ha la colpa del sinistro, in particolare:

  • la ricostruzione delle modalità del fatto che ha generato il danno;
  • la valutazione della condotta dei singoli conducenti coinvolti;
  • l’accertamento e la graduazione della responsabilità;
  • l’esistenza o meno del nesso di causalità tra le condotte dei singoli e l’evento dannoso.

Nel caso in esame, la Suprema Corte ha accertato, attraverso le testimonianze, che il motociclista era caduto a terra appena aveva toccato i freni e che, pertanto, la caduta non era direttamente collegabile con la manovra dell’automobilista. Mancava, insomma, il nesso di causalità.

Inoltre, il Codice civile – come abbiamo visto sopra – parla di presunzione di responsabilità «nel caso di scontro tra veicoli». Non essendoci stata alcuna collisione – conclude la Cassazione – non è possibile applicare tale presunzione.


note

[1] Art. 2054 cod. civ.

[2] Legge n. 40/2007.

[3] Cass. ord. del 15.06.2022.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube