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Chi paga il terzo trasportato?

16 Giugno 2022
Chi paga il terzo trasportato?

Incidente stradale: come fa il passeggero a farsi risarcire i danni e a chi deve rivolgersi?

Nel gergo giuridico, il terzo trasportato è il passeggero che si trova all’interno dell’automobile. Può succedere che, in caso di incidente stradale, questi riporti ferie e traumi. In tal caso, non v’è dubbio che andrà risarcito. Ma chi deve farlo? Chi paga il terzo trasportato? La questione merita un approfondimento. Come vedremo a breve, la risposta varia a seconda che il passeggero si trovasse su un’auto coperta da regolare polizza assicurativa o meno. Ma procediamo con ordine.

Chi è il terzo trasportato?

Come abbiamo appena detto, il terzo trasportato è il passeggero all’interno di un’auto che non guida. Il terzo trasportato può essere seduto tanto sul sedile anteriore quanto su quelli posteriori.

In presenza di più passeggeri si parla sempre, con riferimento a ciascuno di questi, di “terzo trasportato” (non avremo pertanto un “quarto trasportato”, un “quinto trasportato”, ecc.).

Il terzo trasportato deve avere le cinture di sicurezza?

Anche il terzo trasportato deve indossare le cinture di sicurezza, sia che alloggi sui sedili anteriori che posteriori. L’eventuale violazione di tale obbligo implica una multa da 83 a 332 euro oltre alla perdita di 5 punti patente. Inoltre, il passeggero senza cinture si vedrà ridurre o negare il risarcimento, in caso di incidente stradale, in proporzione al danno che avrebbe potuto evitare se solo avesse rispettato la norma del Codice della strada.

In caso di incidente, chi paga il terzo trasportato?

Il terzo trasportato viene sempre risarcito dall’assicurazione dell’auto al cui interno si trovava al momento dell’incidente, indipendentemente dal fatto che il conducente sia o meno responsabile dell’evento.

Tanto per fare un esempio, chi accetta un passaggio da una persona in evidente stato di ebbrezza ha diritto ad essere risarcito dall’assicurazione di costui, anche se è in grado di prevedere il pericolo a cui si sottopone. Chi si trova in un’auto che non rispetta il rosso del semaforo o uno stop o che viola i limiti di velocità potrà chiedere i danni all’assicurazione del conducente, anche se in evidente torto.

Come fa il terzo trasportato a farsi risarcire in caso di incidente?

Per ottenere il risarcimento, il terzo trasportato non ha l’onere di dimostrare eventuali responsabilità nella determinazione del sinistro, come invece deve fare il conducente per sé stesso. Egli deve solo fornire la prova di essersi trovato all’interno dell’auto al momento dell’incidente e dei danni fisici subiti. A quest’ultimo fine egli deve conservare il certificato del pronto soccorso e tutti gli ulteriori certificati medici, le indagini strumentali a cui si è sottoposto, gli scontrini dei farmaci e quant’altro possa servire a dimostrare il danno fisico.

A cosa ha diritto il terzo trasportato?

Il terzo trasportato ha diritto a vedersi risarciti innanzitutto i danni patrimoniali per eventuali oggetti trasportati che si siano rotti in conseguenza dell’incidente (si pensi a un computer portatile o a un cellulare).

La componente più importante è però costituita dai danni fisici. I danni fisici hanno due componenti:

  • danni patrimoniali: costituiti dal lucro cessante, ossia dal reddito perso per via dell’incidente (si pensi alle giornate di astensione dal lavoro), e dal danno emergente, ossia le spese sostenute per le cure;
  • danni non patrimoniali: costituiti dal danno morale (ossia la sofferenza fisica patita per le ferite e i traumi, nonché per la convalescenza), il danno biologico (ossia la perdita di funzionalità di una o più parti del corpo, che può essere “totale”, se investe l’intero corpo, o “parziale”, se ne riguarda solo una parte), il danno esistenziale (ossia quello alla vita di relazione).

Come fa il terzo trasportato a farsi risarcire?

Per il risarcimento il terzo trasportato deve agire secondo le normali procedure dell’indennizzo diretto. Dovrà innanzitutto diffidare l’assicurazione, anche a mezzo (ma non necessariamente) di un avvocato, tramite raccomandata o pec. Nella lettera indicherà tutti i danni patiti e le prove di essi. Poi, dovrà attendere la risposta della compagnia e la nomina di un consulente che svolga una perizia medico legale per quantificare i danni fisici. Alla visita, il passeggero può farsi accompagnare dal suo avvocato e/o da un consulente di parte, anch’egli medico legale.

L’assicurazione dovrà inviargli un’offerta di risarcimento entro 90 giorni. In caso contrario, o qualora l’offerta non dovesse essere ritenuta congrua, il passeggero potrà agire innanzi al giudice per la corretta quantificazione dei danni.



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