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Cosa ci vuole per fare una denuncia?

16 Giugno 2022
Cosa ci vuole per fare una denuncia?

Come fare una denuncia o una querela, a chi presentarla, entro quanto tempo. Come si scrive una denuncia/querela, il modello fac-simile.

Forse in pochi sanno che, per fare una denuncia, basterebbe solo la dichiarazione della vittima e nient’altro. Ci sono infatti numerosi reati – in particolar modo quelli più gravi come la violenza sessuale e l’estorsione – che, per poter essere puniti, non necessitano di nient’altro che della testimonianza della parte lesa: questa difatti, almeno nel processo penale, è considerata una prova. 

Tuttavia, per poter evitare che il pubblico ministero ritenga il supporto probatorio insufficiente e archivi la pratica, sarà bene, laddove possibile, indicare e allegare sin dall’inizio tutti gli elementi che possano servire per dimostrare il reato. Ed allora cosa ci vuole per fare una denuncia? Cerchiamo di fare il punto della situazione partendo da una distinzione che, seppur può sembrare solo terminologica, serve per comprendere meglio gli aspetti del diritto penale: la differenza tra denuncia e querela. 

Che differenza c’è tra denuncia e querela?

Alcuni reati, per la loro gravità, vengono perseguiti indipendentemente dalla richiesta della vittima. Sono quelli che destano maggior allarme sociale. Si pensi all’omicidio, alla guida in stato di ebbrezza, alle violenze in famiglia, alla violenza sessuale nei confronti di un minorenne, all’estorsione, al disturbo della quiete pubblica, all’abuso edilizio, ecc. In tali casi, si parla di reati perseguibili d’ufficio: qui lo Stato tutela la vittima a prescindere dalla sua volontà, procedendo in modo diretto contro il responsabile del reato stesso anche in assenza di una specifica richiesta della parte lesa. Richiesta che, se sussistente, viene chiamata denuncia. La denuncia funge quindi, più che altro, da “segnalazione” per un reato che comunque lo Stato avrebbe l’obbligo di perseguire ugualmente.

Vi sono altri reati che, invece, possono essere puniti solo se lo chiede la vittima e quindi in presenza di una specifica istanza da parte di questa. Tale istanza si chiama querela. È il caso, ad esempio del furto, della truffa, della violenza privata, dello stalking, delle minacce, delle lesioni, ecc. Si parla in tali casi di reati perseguibili a querela di parte.

Dunque la querela, a differenza della denuncia, non è una semplice segnalazione ma una richiesta di punizione senza la quale le autorità non potrebbero mai agire.

Sotto un profilo contenutistico e procedurale, querela e denuncia non presentano differenze: esse devono essere scritte e presentate secondo le medesime regole. 

Tuttavia, se per la querela ci sono massimo tre mesi di tempo per sporgerla, la denuncia non ha un termine massimo, se non quello della prescrizione del reato.

Inoltre, la querela può essere sporta solo dalla vittima mentre la denuncia da chiunque altro.

Dove si presenza una denuncia?

Atteso ciò che abbiamo appena detto, tutto ciò che diremo qui di seguito dunque vale sia per le denunce che per le querele.

La denuncia o la querela possono essere presentate direttamente dalla vittima anche senza l’assistenza di un avvocato. 

Per denunciare una persona è sufficiente recarsi presso:

  • la Polizia di Stato (e quindi in Questura o presso qualsiasi posto di polizia o commissariato);
  • i Carabinieri;
  • la polizia postale (limitatamente ai reati commessi online come ad esempio il cyber bullismo o il furto d’identità);
  • la Guardia di Finanza, competente in generale per i reati in materia tributaria;
  • la Procura della Repubblica del tribunale del luogo ove è stato commesso il reato o della residenza della vittima. 

La denuncia può essere depositata con uno scritto già redatto prima di recarsi dalle autorità, in cui la vittima descrive compiutamente la vicenda e il reato subìto. L’atto deve essere chiaramente firmato e datato.

In alternativa, per chi non va d’accordo con la scrittura, la denuncia si può fare anche oralmente, ossia descrivendo alla pubblica autorità il reato subìto. In questo caso, sarà il pubblico ufficiale a redigere il verbale che costituirà poi la denuncia o la querela vera e propria. 

Entro quanto tempo presentare una denuncia?

Come anticipato sopra, non esiste un termine massimo per presentare una denuncia, salvo che nel frattempo il reato sia caduto in prescrizione.

Invece la querela va presentata entro 3 mesi da quando si è avuto conoscenza del reato. Le uniche eccezioni a tale termine sono costituite dai seguenti reati:

  • violenza sessuale, il cui termine per sporgere querela è di 12 mesi;
  • stalking e revenge porn, il cui termine per la querela è di 6 mesi.

Cosa ci vuole per fare una denuncia?

Per presentare una denuncia, come visto, ci vuole davvero poco. 

Per semplificare il compito di chi deve provvedere a depositare una querela possiamo dire che questa si compone di tre parti:

  • descrizione del fatto costituente reato;
  • descrizione dei danni;
  • richiesta di punizione del colpevole.

Descrizione del reato

È bene ricordare per bene i fatti e le date, magari aiutandosi attraverso la previa compilazione di una cronistoria affinché l’atto che poi verrà depositato presso la polizia o i carabinieri – oppure la dichiarazione verbale – sia meglio circostanziato. 

Sarà quindi bene esporre la vicenda nel modo più dettagliato possibile, seguendo un modello che sia lineare e schematico. Non esistono però moduli preimpostati da seguire o compilare, anche perché ogni fatto è diverso dagli altri. 

Ad esempio, potrà essere ben apprezzato un atto di querela scritto nel seguente modo:

«In data…. il sottoscritto riceveva un’email da parte di….. [allegato 1] con cui veniva prospettata la possibilità di un grosso investimento. Successivamente, in data …. Il sottoscritto contattava il sig …. chiedendo di avere maggiori informazioni in merito al prospettato affare [allegato 2]. In data …. il sig…. rispondeva fornendo una serie di rassicurazioni e, più precisamente, asserendo che «…..» [allegato 3]. Così, in data …. provvedevo a bonificare la somma di euro …. sul conto corrente n. ….. [allegato 4]».

Come visto, sarà bene che, ad ogni fatto narrato sia accompagnata, laddove esistente, la relativa prova documentale.

Descrizione dei danni

La vittima del reato dovrà anche indicare quali siano state le conseguenze del reato, anche ai fini della quantificazione della pena. Ad esempio è possibile scrivere:

«…. In conseguenza dell’aggressione ricevuta dal sig… il sottoscritto veniva immediatamente trasportato presso il Pronto soccorso di…. da cui veniva dimesso in data …. con la seguente diagnosi e prognosi…. [allegato 1]. Tuttavia, nei giorni a seguire, il sottoscritto si sottoponeva alle seguenti indagini strumentali che evidenziavano …. [allegato 2]. Il tutto richiedeva ben 40 giorni per la definitiva guarigione documentata dal certificato medico del …. a firma di …. [allegato 3]. Oltre a tutto ciò il sottoscritto subiva un grave danno morale e psicologico, sfociato in uno stato di depressione che ha impedito ogni relazione sociale, con conseguente chiusura a casa per paura di incontrare nuovamente il colpevole [come potrà testimoniare il sig…. padre della vittima]».

Come appena visto anche in questa descrizione bisogna essere quanto più precisi possibile, con l’indicazione delle prove documentali e dei testimoni che eventualmente potrebbero confermare i fatti narrati.

La richiesta di punizione del colpevole 

La denuncia e la querela si chiudono sempre con una formula di rito con cui si chiede la punizione del colpevole. Il modello, seppur non obbligatorio, è il seguente:

«Per tutto quanto qui sopra narrato, il sottoscritto propone atto di denuncia/querela affinché si proceda contro il sig. … , nato a … il … in quanto responsabile del reato descritto. 

Il sottoscritto chiede la punizione del colpevole per qualsiasi reato che la S.V. vorrà ravvisare nei fatti di cui sopra, riservandosi di costituirsi parte civile nell’instaurando procedimento penale. Con il presente atto dichiara di voler essere informato circa l’eventuale archiviazione ai sensi dell’art. 408 c.p.p. secondo comma e art. 126 att.

Consegnato e firmato presso la Stazione Carabinieri o Polizia Giudiziaria di…».

La denuncia è obbligatoria?

Di norma, nessun privato cittadino ha l’obbligo di denunciare un reato di cui sia a conoscenza, salvo alcune eccezioni. In particolare, la denuncia diventa un obbligo quando:

  • si viene a conoscenza di un reato contro lo Stato (attentati, terrorismo, spionaggio politico-militare, stragi);
  • ci si accorge di aver ricevuto in buona fede denaro falso;
  • si riceve denaro sospetto o si acquistano oggetti di dubbia origine;
  • si viene a conoscenza di depositi di materie esplodenti o si rinvenga qualsiasi esplosivo;
  • si subisce un furto o smarrisce un’arma, parte di essa o un esplosivo;
  • rappresentanti sportivi abbiano avuto notizia di imbrogli nelle competizioni sportive.


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