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Nucleare, le richieste della Russia agli Stati Uniti

16 Giugno 2022 | Autore:
Nucleare, le richieste della Russia agli Stati Uniti

Il portavoce Russo ha chiesto un incontro con gli Usa per ridiscutere del trattato «Start» che regola gli arsenali di distruzione di massa.

Con l’ampio sostegno che gli Stati Uniti e l’Occidente da sempre hanno dimostrato all’Ucraina dallo scoppio del conflitto armato, una delle armi che la Russia si tiene ben stretta per trattare è ancora quella del nucleare. Una parola che, se pronunciata nelle opportune sedi, mette i brividi e fa temere il peggio solo a sentirla. E il Cremlino lo sa bene. Per questo, quando non ci sono altri strumenti da poter sfoderare, da Mosca si torna a parlare di armi di distruzione di massa e nucleari, ricordando al mondo il rischio che corre.

«La Russia e gli Stati Uniti devono negoziare l’estensione del trattato ‘Start’ finalizzato a limitare o a diminuire gli arsenali di armi di distruzione di massa, come le armi nucleari». Lo ha detto giovedì il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov nel corso di un’intervista all’agenzia di stampa Ria. È una questione importante per la sicurezza globale, ha aggiunto, sottolineando che l’operazione militare russa in Ucraina non è un buon motivo per evitare di parlarne.

Rispondendo a una delucidazione su una possibile guerra nucleare, Peskov ha risposto di credere «che oggi i media dovrebbero essere abbastanza professionali da non porre domande del genere, e coloro che vengono intervistati dovrebbero essere abbastanza saggi da non rispondere a tali domande».

«La Russia – ha aggiunto il portavoce – spera che gli Stati Uniti e i paesi occidentali abbiano abbastanza buon senso da non portare la situazione in Ucraina a un confronto diretto con l’uso delle armi nucleari».

E se da un lato gli Usa sono finiti nel mirino russo (anche) perché troppo a favore della controparte armata, dall’altro l’accusa è che lo siano troppo poco. Le richieste di Peskov, infatti, giungono poco dopo le critiche secondo le quali gli Stati Uniti non stanno fornendo all’Ucraina tutte le armi richieste, nonostante le ripetute conferme di questi mesi avanzate da Biden di ampio e solido sostengo a Zelensky, che ormai da tempo chiede a gran voce di essere rifornito di armi per poter vincere questa guerra. Proprio su questo il capo di Stato maggiore Usa Mark Milley rispondendo alle critiche nel corso di una conferenza stampa a Bruxelles insieme al Segretario alla Difesa Lloyd Austin, ha dichiarato: «In guerra nessun sistema di armi è una pallottola d’argento. Nessun tipo d’arma cambia l’equilibrio». Eccetto quelle nucleari o di distruzione di massa, naturalmente.

Milley ha aggiunto che se gli ucraini usano i sistemi d’arma che gli Stati Uniti e altri alleati stanno fornendo correttamente, «dovrebbero essere in grado di eliminare una quantità significativa di obiettivi». Si è anche complimentato con i militari di Kiev definendoli «artiglieri di prim’ordine» sui Triple 7 Howitzer, e dicendo di aspettarsi che fossero anche molto bravi sul sistema missilistico di artiglieria ad alta mobilità, noto come Himars, un sistema a ruote più leggero in grado di sparare grandi quantità di munizioni.

Milley ha affermato in aggiunta di ritenere che l’Ucraina sarà in grado di sostenere la lotta, nonostante i resoconti dei media affermino che circa 100 forze ucraine vengono uccise e altre 100-300 persone vengono ferite ogni giorno. «La vostra capacità di sopportare la sofferenza, la vostra capacità di sopportare le vittime, è direttamente proporzionale all’obiettivo da raggiungere. E se l’obiettivo da raggiungere è la sopravvivenza del vostro paese, allora lo sosterrete», ha detto Milley.



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1 Commento

  1. gli USA hanno sempre lasciato “ricordini” in ogni guerra anche solo come partecipanti . A Ghedi ( Brescia) abbiamo
    testate nucleari (forse accordato per far parte del patto atrlantico).
    Prima di dire Paese democratico vogliamo forse dire di essere un Paese Libero?

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