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L’assemblea condominiale può essere convocata con whatsapp?

16 Giugno 2022
L’assemblea condominiale può essere convocata con whatsapp?

Come si può convocare l’assemblea di condominio: email, sms, messaggi e telefonate sono valide?

Un nostro lettore ci chiede se l’assemblea condominiale può essere convocata con WhatsApp. Come noto, l’avviso di convocazione deve essere spedito dall’amministratore almeno cinque giorni dalla data della prima convocazione indicata sull’avviso stesso. Si tratta di un atto formale e obbligatorio, che serve per rendere edotti i condomini non solo del giorno, dell’ora e del luogo in cui si voterà, ma anche dei vari punti all’ordine del giorno che saranno trattati e che, perciò, vanno indicati in modo specifico e analitico sull’avviso stesso. Solo in questo modo, il condomino può partecipare in modo consapevole e informato alla riunione.

L’omessa convocazione di uno o più condomini rende la delibera assembleare annullabile entro 30 giorni dalla data in cui la stessa si è tenuta o, per gli assenti, dal giorno in cui questi hanno ricevuto il verbale dell’assemblea da parte dell’amministratore. 

La stessa sorte vale per l’assemblea convocata in modo irrituale, ossia tramite forme non consentite dalla legge. Quali sono queste forme? L’assemblea condominiale può essere convocata con WhatsApp? 

I moderni strumenti telematici hanno reso molto più dirette e informali le comunicazioni tra cittadini. Si ricorre sempre più spesso alle email e, ancor più che alle email, agli sms e ai messaggi WhatsApp. 

Anche gli stessi giudici hanno mostrato maggiore tolleranza nell’utilizzo di tali mezzi. Ad esempio, alcune sentenze hanno ritenuto legittimo il licenziamento intimato tramite chat WhatsApp laddove vi sia la prova del ricevimento del messaggino da parte del destinatario (cosa che si dimostra agevolmente nel caso in cui venga sollevata contestazione contro il provvedimento espulsivo del datore). 

Ciò nonostante, in tema di convocazione dell’assemblea di condominio la giurisprudenza ha sposato sempre un’interpretazione formalistica, ritenendo che l’elenco formulato dall’articolo 66 delle disposizioni di attuazione del Codice civile sia esaustivo, non si possa cioè estendere ad altre forme non previste dalla legge. E tale norma stabilisce che l’avviso di convocazione, contenente specifica indicazione dell’ordine del giorno, deve essere comunicato almeno cinque giorni prima della data fissata per l’adunanza in prima convocazione, a mezzo di: 

  • posta raccomandata;
  • posta elettronica certificata (almeno ai condomini che posseggano un indirizzo Pec); 
  • fax;
  • o tramite consegna a mano.

Come visto, non viene citato né l’sms, né l’email ordinaria, né tantomeno il messaggio WhatsApp. Ragion per cui è da ritenere annullabile la delibera condominiale la cui convocazione sia stata fatta in un modo diverso da quelli indicati come, ad esempio, con avviso affisso sulla bacheca condominiale o immesso nella cassetta delle lettere, oppure tramite una semplice telefonata, un sms o un messaggio WhatsApp.

Il fatto però che la delibera sia annullabile e non nulla implica che, se il condomino convocato irregolarmente non impugna la delibera entro 30 giorni da quando ne ha avuto comunicazione (ossia col verbale, se non si è presentato in assemblea), la delibera stessa non può più essere contestata e diventa definitivamente vincolante. In buona sostanza, la mancata impugnazione nei termini implica una sorta di sanatoria della nullità.

Si pensi, ad esempio, a un condominio in cui tutte le convocazioni sono sempre state fatte, per tacita intesa tra condomini e amministratore (magari al fine di risparmiare sulle spese postali) tramite email, telefonate, sms e messaggi WhatsApp. Decorsi ormai i termini di 30 giorni per le relative impugnazioni non si potrà più contestare tale operato e tutte le decisioni assunte dall’assemblea vanno ritenute valide. 

 



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