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Legge Salvamare: cosa prevede

17 Giugno 2022 | Autore:
Legge Salvamare: cosa prevede

Le nuove norme a tutela dell’ambiente per liberare il mare dalla plastica: i pescatori potranno conferire i rifiuti nei porti e i più virtuosi saranno premiati.

Il mare è il serbatoio di vita della terra, e l’Italia ha 8mila chilometri di coste, eppure le acque sono invase dai rifiuti: lo dimostra il fatto che ogni anno milioni di tonnellate di plastica finiscono nelle reti dei pescatori o si depositano sui fondali marini, danneggiando gravemente la flora e la fauna ittica e, di riflesso, la nostra salute ed economia. Per fronteggiare questa situazione e salvaguardare l’ambiente marino è stata finalmente approvata, dopo un iter parlamentare durato 4 anni, la legge Salvamare: vediamo cosa prevede.

Legge Salvamare: finalità e obiettivi

La legge Salvamare prevede un complesso di misure volte al risanamento dell’ecosistema marino, allo sviluppo di un’«economia circolare» sul trattamento dei rifiuti e alla sensibilizzazione della collettività sulle tematiche ambientali.

La finalità dichiarata dal legislatore [1] è quella di promuovere «modelli comportamentali virtuosi volti alla prevenzione dell’abbandono dei rifiuti in mare, nei laghi, nei fiumi e nelle lagune».

Ok ai rifiuti in porto e via le sanzioni

Uno dei paradossi delle leggi italiane è che finora i pescatori che trasportavano a riva la plastica rimasta impigliata nelle reti durante la pesca potevano essere sanzionati, a livello amministrativo ed anche penale, per trasporto illecito di rifiuti. Di conseguenza questi materiali venivano ributtati in mare: i pescatori se ne disfacevano subito, per non rischiare.

Adesso, invece, grazie alla legge Salvamare, i pescatori al rientro possono conferire, gratuitamente e senza oneri, questi «rifiuti accidentalmente pescati» (Rap) in appositi spazi di raccolta, che saranno predisposti in tutti i porti italiani. Le Autorità portuali dovranno realizzare delle isole ecologiche e stabilire le modalità di recupero, o di riciclo, di questi rifiuti in plastica.

Le associazioni ambientali e dei pescatori, come Legambiente, Wwf e Fedagripesca, calcolano che in questo modo si riuscirà a portare a terra una grande quantità di plastica intrappolata nelle reti insieme al pesce, e così i mari italiani potranno essere liberati, in dieci anni, da 30mila tonnellate di rifiuti.

Premi per i pescatori virtuosi

La attività di raccolta e smaltimento dei rifiuti da parte dei pescatori verranno anche incentivate. Con un apposito decreto ministeriale, che dovrà essere emanato entro 4 mesi dall’entrata in vigore della legge, saranno stabiliti i premi per i comandanti dei pescherecci che aderiranno a queste attività di conferimento dei rifiuti pescati accidentalmente nei mari, nei laghi e nei fiumi.

La legge Salvamare esclude «provvidenze economiche» e, dunque, la possibilità per gli imprenditori ittici di ricevere dallo Stato o da altri Enti pubblici erogazioni in denaro per l’attività di raccolta rifiuti svolta. I premi consisteranno, molto probabilmente, in un attestato di riconoscimento dell’impegno svolto a tutela dell’ambiente mediante una pesca sostenibile.

Educazione ambientale nelle scuole

La legge Salvamare prevede anche la promozione, nelle scuole di ogni ordine e grado, di attività didattiche volte ad evidenziare l’importanza dell’ambiente marino e del corretto funzionamento del ciclo dei rifiuti. Le risorse saranno attinte dal «Piano rigenerazione scuola» previsto nell’ambito del Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza) per utilizzare i fondi europei stanziati con il programma Next Generation Eu, il cosiddetto Recovery plan.

Questi insegnamenti potranno essere svolti nell’ambito delle lezioni di educazione civica e saranno inseriti nelle prossime linee guida emanate dal ministero dell’Istruzione, ma probabilmente diventeranno una nuova materia autonoma: educazione ambientale. Così ai bambini ed ai ragazzi sarà spiegato come fare per conferire i rifiuti di vario genere, come funzionano i sistemi di recupero e di riuso e quali benefici comportano all’ambiente, alla salute ed all’economia.


note

[1] L. n. 60 del 17.05.2022, pubbl. in G.U. n. 134 del 10.06.2022.


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