Perché alle aziende conviene assumere apprendisti

16 Giugno 2022 | Autore:
Perché alle aziende conviene assumere apprendisti

Il datore di lavoro ha diritto a godere di un grande vantaggio nel caso in cui assuma apprendisti nel corso del 2022.

Al fine di incentivare le assunzioni di giovani che si vogliono inserire nel mondo del lavoro e hanno ancora tutto da imparare, l’Inps ha recentemente ricordato l’importante deroga per cui, chiunque abbia almeno 9 apprendisti, ha la possibilità di godere di uno sgravio contributivo completo.

Nello specifico, l’Inps in una circolare [1] ha voluto chiarire un nodo in tema di fiscalità per chi assume nuovi apprendisti. L’Istituto nazionale di previdenza sociale ha, infatti, disposto che, per i contratti di apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore e il certificato di specializzazione tecnica superiore (detto anche «apprendistato di primo livello») stipulati durante l’anno in corso, viene riconosciuto uno sgravio contributivo del 100 per cento a tutti i datori di lavoro che hanno assunto un numero di addetti pari o inferiore a nove.

Un vantaggio fiscale che si riferisce, così come previsto dalla normativa vigente [2], ai periodi contributivi maturati nei primi tre anni di contratto, restando comunque valido ed effettivo il livello di aliquota del 10 per cento per i periodi contributivi maturati negli anni di contratto successivi al terzo.

Per tutto il 2022, è stato rinnovato lo sgravio già precedentemente previsto [3] per le assunzioni in apprendistato di primo livello, che può essere applicato però solo nel caso in cui sussistano due condizioni:

  1. che l’assunzione in apprendistato sia stata effettuata nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2022 e il 31 dicembre 2022;
  2. che i datori di lavoro abbiano alle proprie dipendenze un numero di addetti pari o inferiore a nove già al momento dell’assunzione dell’apprendista di primo livello. Nel caso in cui il datore superi questo limite il beneficio contributivo rimane.

Lo sgravio comporta per i primi 36 mesi di contratto di apprendistato l’azzeramento dell’aliquota contributiva a carico del datore di lavoro. Va, inoltre, ricordato che questo genere di assunzioni non sono soggette alla disciplina del contributo di licenziamento, detto anche ticket di licenziamento [4], e sono esonerate dal versamento della contribuzione di finanziamento dell’ASpI e dal contributo integrativo dell’1,61% della retribuzione imponibile ai fini previdenziali [5]. Per quanto riguarda l’apprendista, invece, l’aliquota contributiva a suo carico resta pari al 5,84% della retribuzione imponibile per tutta la durata del periodo di formazione e per un anno dalla prosecuzione del rapporto di lavoro al termine dell’apprendistato.

L’Inps specifica anche che, ai fini dell’applicazione dello sgravio contributivo appena spiegato, il datore di lavoro dovrà tenere conto di eventuali precedenti periodi di apprendistato svolti dallo stesso lavoratore presso altre aziende. Nel caso in cui il dipendente abbia già lavorato in apprendistato altrove, infatti, lo sgravio di cui potrà godere il datore di lavoro sarà relativo al periodo residuo rispetto ai 36 mesi massimi previsti dalla legge di Bilancio 2022.

Infine, per poter godere dello sgravio, il datore di lavoro deve essere in possesso del documento unico di regolarità contributiva (Durc) e deve rispettare tutte le norme a tutela delle condizioni di lavoro e gli altri obblighi di legge, i contratti collettivi nazionali e  quelli regionali, territoriali o aziendali.

Nel caso in cui il datore di lavoro non abbia effettuato il versamento dei contributi al fondo di previdenza complementare e abbia però ridotto il proprio onere contributivo omettendo di dichiarare i versamenti dovuti al Fondo di garanzia, questi agisce –naturalmente – in violazione di legge. Una violazione che esclude il diritto a godere degli sgravi concessi e legittima così il recupero di quelli già eventualmente fruiti. In tal caso, il datore dovrà pagare non solo i contributi per gli apprendisti ma anche l’ASpI e il contributo integrativo dell’1,61%, oltreché il ticket di licenziamento.


note

[1] Circ. Inps n.70 del 15/06/2022

[2] L. n.296/2006 art. 1, comma 773, quinto periodo

[3] D.L.gs. n. 81/2015 art. 43

[4] L. n.92/2012, art. 2, commi 31 e 32

[5] L. n. 845/1978, art. 25, quarto comma


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