Cronaca | News

L’avvocato diventa giudice per le coppie di fatto con figli

16 Giugno 2022 | Autore:
L’avvocato diventa giudice per le coppie di fatto con figli

Anche i genitori non sposati potranno rivolgersi all’avvocato per regolare il loro rapporto di separazione tramite la convenzione di negoziazione assistita.

Quando un amore finisce è sempre doloroso e spesso complicato. Lo è ancora di più se in mezzo ci sono uno o più figli nati da quell’unione giunta al termine. E fino ad oggi la situazione andava a complicarsi nel caso in cui i genitori non fossero sposati ma semplicemente uniti come coppia di fatto.

Grazie alle recenti novità introdotte nel nostro ordinamento, però, a partire dal 22 giugno l’avvocato, in tema di famiglia, assumerà, anche per le coppie di fatto, un ruolo e una funzione che storicamente era affidata al giudice. Spetterà al legale pensare a una soluzione tra le parti al fine di risolvere consensualmente la loro unione, dovendo trovare un accordo che riesca a tutelare nel migliore dei modi i loro figli.

L’avvocato di fiducia, così come già da tempo previsto per le coppie sposate, avrà quindi il compito di trovare una soluzione tramite la convenzione di negoziazione assistita per le coppie di fatto.

Che cosa significa quindi? La grande novità sta nel fatto che, a partire dal 22 giugno, entreranno in vigore le prime disposizioni della riforma del processo civile: tra queste, per l’appunto, l’estensione della negoziazione assistita anche alle coppie di fatto. Del resto perché, se un avvocato può negoziare e trovare un accordo tra marito e moglie, non può farlo con una coppia non sposata?

In base alla normativa vigente la convenzione di negoziazione assistita deve essere praticata da almeno un legale per ciascuna parte. Oltre alle coppie di fatto, l’applicazione di questa misura si estende anche ai genitori tra loro non sposati che però hanno dei figli in comune. Questo proprio per il fatto che lo scopo di questa misura è quello di essere un ulteriore strumento per una migliore tutela dei figli, a prescindere dal rapporto tra i genitori. La convenzione può essere utilizzata per disciplinare:

  • le modalità di affidamento e mantenimento dei figli minori nati fuori dal matrimonio e dei figli maggiorenni che ancora sono «non economicamente autosufficienti», ad esempio perché privi di lavoro stabile;
  • la determinazione degli alimenti e quella dell’assegno di mantenimento chiesto ai genitori dal figlio maggiorenne non indipendente dal punto di vista economico;
  • la modifica consensuale delle condizioni stabilite in eventuali provvedimenti giurisdizionali già intervenuti su tali aspetti, quando è necessario un adeguamento alle condizioni attuali.

La coppia, per sveltire l’iter burocratico, avrà la possibilità di sfruttare questo strumento che resta però facoltativo: i genitori avranno comunque sempre la possibilità di rivolgersi al giudice nel caso in cui lo preferiscano.

Una volta sottoscritta la convenzione di negoziazione, ossia esplicitata la volontà delle parti di riuscire a trovare così un accordo, toccherà agli avvocati riuscire nell’intento. Trovate le condizioni che mettono d’accordo entrambi i genitori, l’intesa sottoscritta passerà al vaglio del procuratore che dovrà verificare se effettivamente gli interessi dei figli siano stati adeguatamente tutelati.

Nel caso in cui tutto vada liscio, il procuratore firmerà l’accordo che diventerà ufficialmente valido, in caso contrario (quindi se il procuratore dovesse ritenere la soluzione condivisa inadeguata) verrà fissata una comparizione delle parti dinnanzi al presidente del tribunale che deciderà sul da farsi disponendo le opportune modifiche alle condizioni concordate.

Una volta trovata l’intesa, l’accordo diverrà valido immediatamente e le parti saranno tenute al suo rispetto: l’accordo di negoziazione assistita autorizzato dal pm, infatti, produce gli stessi effetti dei provvedimenti giudiziali relativi all’affidamento e al mantenimento dei figli.

A differenza che per le coppie sposate, nel caso di coppie di fatto, gli avvocati non dovranno fare alcuna comunicazione ai Comuni di residenza, non essendo le convivenze indicate nei registri di stato civile.



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube