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Notifiche via Pec: quale indirizzo bisogna usare?

17 Giugno 2022 | Autore:
Notifiche via Pec: quale indirizzo bisogna usare?

Nel conflitto tra gli indirizzi di posta elettronica certificata presenti nei due elenchi pubblici, Reginde e Ini-Pec, secondo la Cassazione prevale il primo.

La Pec, ossia la posta elettronica certificata, è in vigore da diversi anni, ma in alcuni aspetti rimane ancora oscura e problematica. Chiunque abbia dimestichezza con le pubbliche amministrazioni o con le società private sa bene quanto sia difficile reperire un indirizzo valido, effettivo e aggiornato, che è quello da utilizzare per le comunicazioni con valore legale. Per facilitare le cose, sono stati creati dei pubblici elenchi: ma la confusione nasce dal fatto che ne esistono (almeno) due ufficiali, il Reginde e l’Ini-Pec.

Così tutti gli operatori, a partire dagli avvocati, si chiedono: nelle notifiche via Pec, quale indirizzo bisogna usare? Una nuova ordinanza della Corte di Cassazione [1] ha dato la risposta: per le notifiche degli atti giudiziari prevale il Reginde, cioè l’archivio gestito dal ministero della Giustizia. Pertanto, è stata ritenuta nulla una notifica inviata ad una casella risultante nel registro Ini-Pec ma non presente nel Reginde: solo quest’ultimo, infatti, rappresenta il «domicilio digitale» del difensore al quale vanno notificati gli atti relativi ai processi civili, penali ed amministrativi.

La notificazione degli atti giudiziari

A livello generale, la legge sulle notifiche degli atti giudiziari [2] dispone che: «La notificazione con modalità telematica si esegue a mezzo di posta elettronica certificata all’indirizzo risultante da pubblici elenchi, nel rispetto della normativa, anche regolamentare, concernente la sottoscrizione, la trasmissione e la ricezione dei documenti informatici. La notificazione può essere eseguita esclusivamente utilizzando un indirizzo di posta elettronica certificata del notificante risultante da pubblici elenchi».

Questi pubblici elenchi – a parte il Registro Imprese tenuto dalle Camere di Commercio – sono, a decorrere dal 2013, essenzialmente due: il Reginde e l’Ini-Pec. La legge [3] prevede che entrambi possano essere utilizzati «ai fini della notificazione e comunicazione degli atti in materia civile, penale, amministrativa, contabile e stragiudiziale». Però, mentre il registro Ini-Pec è pubblico, il Reginde è riservato, ed è consultabile dal personale degli uffici giudiziari, dagli avvocati e dagli operatori Unep (Ufficio notificazioni, esecuzioni e protesti).

Domicilio digitale e Reginde

Il domicilio digitale ai fini delle notificazioni degli atti giudiziari, è l’indirizzo della casella di posta elettronica certificata che ogni avvocato iscritto all’Albo deve indicare, per legge [1], al Consiglio dell’Ordine di appartenenza. Questo dato viene inserito nel Reginde (Registro generale degli indirizzi elettronici).

La consultazione del Reginde è possibile nell’area riservata del Portale servizi telematici (Pst) del ministero della Giustizia, il quale, però, in un disclaimer presente sul proprio sito avverte gli utenti che il Reginde «non gestisce informazioni già presenti in registri disponibili alle PP.AA., nell’ambito dei quali sono recuperati, ad esempio ai fini di eseguire notifiche ex art. 149 bis c.p.c., gli indirizzi Pec delle imprese o le CEC-PAC dei cittadini».

Registro Ini-Pec

Il registro Ini-Pec è l’indice nazionale degli indirizzi di posta elettronica certificata. È istituito presso il ministero dello Sviluppo economico (Mise) e raccoglie tutti i dati delle imprese e dei professionisti operanti in Italia. Ecco perché, nel caso degli avvocati, un nominativo può comparire sia nell’Ini-Pec che nel Reginde.

Quanto alla consultazione, chiunque può entrare nel registro Ini-Pec (disponibile online sul portale all’indirizzo inipec.gov.it) senza necessità di autenticazione ed estrarre liberamente i dati necessari.

La prevalenza del Reginde

Secondo la nuova ordinanza della Cassazione [1], l’indirizzo Pec di un avvocato che compare nel Reginde è l’unico account che può ritenersi «qualificato ai fini processuali e idoneo a garantire l’organizzazione preordinata all’effettiva difesa».

La conseguenza è che – in caso di discordanze tra i dati Reginde e Ini-Pec e comunque quando la parte interessata ha inviato la notifica all’indirizzo che compare in quest’ultimo – la notificazione di un atto giudiziario all’indirizzo Pec diverso da quello inserito nel Reginde è nulla: per la Suprema Corte «resta del tutto irrilevante la circostanza che detto indirizzo risulti dall’Indice nazionale degli indirizzi di posta elettronica certificata (Inipec)».

Gli orientamenti contrapposti

Nonostante l’orientamento più recente, espresso dalla Corte di Cassazione nella pronuncia che abbiamo riportato, la questione della prevalenza dei dati contenuti nel Reginde rispetto a quelli riportati nell’Ini-Pec non è stata ancora definitivamente risolta, e non mancano sentenze di segno contrario. Ti esponiamo le opposte posizioni negli articoli: “Notifica Pec mediante Reginde o registro Ini-Pec?” e “Notifica Pec in base al Reginde o al registro Ini-Pec?“.


note

[1] Cass. ord. n. 19351 del 16.06.2022.

[2] Art. 3 bis L. n. 53/1994.

[3] Art. 16 ter D.L. n. 179/2012, conv. in L. n. 221/2012; artt. 6 bis, 6 quater e 62 D.Lgs. n. 82/2005; art. 16 D. L. n. 185/2008, conv. in L. n. 2/2009.

[4] Art. 16 sexies D.L. n. 179/2012, conv. in L. n. 221/2012, modif. dal D.L. n. 90/2014, conv. in L. n. 114/2014.


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