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Stampa su magliette: quali sono le norme sul diritto d’autore?

17 Giugno 2022
Stampa su magliette: quali sono le norme sul diritto d’autore?

Si possono vendere magliette con citazioni letterarie, fotografie, immagini o con le facce stilizzate di persone famose?

Nel momento in cui si decide di mettere in piedi un’attività di stampa e vendita di magliette e t-shirt personalizzate, con su impresse citazioni letterarie (aforismi), fotografie, immagini di personaggi famosi, è bene rispettare il cosiddetto copyright, o meglio il diritto d’autore e il diritto d’immagine di ciò e di chi si ritrae. Perché – piaccia o no – anche su questi elementi scende la legge a imporre determinate condizioni. 

La violazione di tali precetti implica quantomeno l’obbligo di risarcire il danno al detentore dei diritti e l’interruzione dell’attività, con divieto di vendita dei residui di magazzino. Ecco allora, in tema di stampa su magliette, quali sono le norme sul diritto d’autore. Lo faremo traendo spunto da una recente sentenza della Cassazione che ha stabilito se sia lecito o meno divulgare le foto di persone famose senza il loro consenso. Ma procediamo con ordine.

Magliette con le facce di persone famose

È lecito stampare su t-shirt e magliette il volto di persone famose, anche se solo stilizzato, in modo che questo, pur non essendo perfettamente conforme alla realtà (trattandosi di un disegno), sia sicuramente riconducibile al vip? La risposta è no, a meno che si agisca senza scopo di lucro. A confermare questa interpretazione è la Cassazione con una recente ordinanza [1].

Secondo la Suprema Corte, non si può impedire la divulgazione, senza consenso, delle foto di personaggi famosi purché non sfruttino commercialmente l’immagine per pubblicità o propaganda. È necessario il rispetto della sfera privata in cui il personaggio esercita il diritto alla riservatezza. 

Così, ad esempio, un noto ex calciatore o un cantante potrebbero opporsi alla stampa e alla vendita di prodotti con la propria immagine, anche se modificata al computer, qualora ci sia uno scopo di lucro. Lucro reso più che evidente, appunto, dalla vendita del prodotto stesso. Ci sarebbe infatti un indebito sfruttamento dei suoi diritti di immagine, un intento commerciale non autorizzato. E ciò anche se le fotografie non hanno nulla di offensivo o sconveniente. 

Viceversa, se le immagini vengono usate per una finalità didattico-culturale, senza la realizzazione di alcun guadagno per chi le riproduce, siamo in presenza di un legittimo esercizio del diritto di cronaca. Si pensi al caso di chi sviluppi una ricerca in ambito universitario e, accanto al testo, posizioni delle immagini di personaggi famosi dei quali ha parlato nella ricerca stessa. Lo prevede espressamente l’articolo 97 della legge sul diritto d’autore secondo cui non occorre il consenso della persona ritratta in fotografia quando la riproduzione dell’immagine è giustificata dalla notorietà o dall’ufficio pubblico coperto. E ciò ricorre non solo allorché il personaggio noto sia ripreso nell’ambito dell’attività da cui la sua notorietà è scaturita, ma anche quando la fotografia lo ritrae nello svolgimento di attività a quella accessorie o comunque connesse, «fermo restando (precisa la Cassazione), da un lato, il rispetto della sfera privata in cui il personaggio noto ha esercitato il proprio diritto alla riservatezza, dall’altro, il divieto di sfruttamento commerciale dell’immagine altrui, da parte di terzi, al fine di pubblicizzare o propagandare, anche indirettamente, l’acquisto di beni e servizi».

Secondo la Cassazione, «la pubblicazione a corredo di un articolo di stampa di foto, in sé non lesive dell‘onore o della reputazione, non può considerarsi integrativa dell’illecito da lesione del diritto all’immagine senza una previa, rigorosa e non atomistica valutazione in ordine alla riconducibilità anch’essa all’esercizio del diritto di cronaca». 

I ritratti fotografici dei personaggi dello sport, della musica e del cinema, possono essere divulgati, senza il loro consenso, anche in contesti del tutto estranei da quelli che hanno reso noti tali personaggi, sempre che vengano rispettati il decoro e la reputazione della persona in questione: in altri termini, l’immagine non deve essere diffamante o mettere alla berlina il vip.

Magliette con citazioni letterarie e aforismi

Più controversa è invece la citazione letteraria, ossia il cosiddetto aforisma. Si tratta di una frase celebre, una citazione letteraria presa da uno scritto o da un discorso. 

In verità, il diritto d’autore copre non solo le opere scritte ma anche quelle orali, ed ogni parte di esse: sicché, in teoria, sarebbe vietata anche la riproduzione di brevi citazioni.

In realtà, sarà molto improbabile che uno scrittore o un altro personaggio d’autore contesti tale comportamento (anche perché, indirettamente, finisce per fare pubblicità all’autore stesso), sempre a patto che si indichi, oltre all’autore, l’opera dalla quale la stessa è stata presa. 

Si deve comunque trattare di brevi frasi, tali da non costituire concorrenza all’opera originaria. Ad esempio, sarebbe lecito stampare una t-shirt con il noto aforisma di Giulio Andreotti «Il potere logora chi non ce l’ha». Anche se in Italia non è previsto il fair use, sarebbe difficile dimostrare, per il titolare della frase, l’esistenza di un danno nell’estrapolare una frase di 70-80 caratteri.

In ogni caso, è bene ricordare che il diritto d’autore ha una durata limitata: esso scade dopo 70 anni dalla morte del suo autore. Per cui ben potrebbero essere vendute – senza il timore di alcuna contestazione da parte degli eredi – le citazioni di autori come Aristotele, Oscar Wilde, Pirandello, ecc.

Quindi, se non si vuol rischiare nulla con la pubblicazione di aforismi, sarà bene limitarsi a utilizzare quelli di personaggi ormai “datati”.

Magliette con fotografie

Non si possono stampare t-shirt e maglie con fotografie effettuate da altri, anche se già pubblicate su Internet (ad esempio, su un social network) e reperite tramite Google. Le immagini dotate di creatività sono anch’esse coperte dal diritto d’autore, anche se limitano a riprodurre panorami, monumenti, strade, fiori, ecc. L’importante è che non si tratti di una mera “riproduzione” della realtà materiale, priva di alcuna opera creativa da parte del suo autore (ma in quel caso la foto non avrebbe alcun pregio sicché non avrebbe neanche senso la sua riproduzione sulla maglietta). 

Magliette con parodie di marchi

Non è ammessa la stampa di magliette con marchi noti “taroccati” o comunque modificati a puro scopo di parodia. Ad esempio, sarebbe illecita la vendita di una t-shirt con il noto logo dell’Adidas con la scritta “Adidashis”, oppure il logo della Puma con la scritta “Fuma”, o il logo della Levi’s con la scritta “Elvi’s” e così via. La ragione è semplice. I marchi non sono costituiti solo dal nome ma anche dalla rappresentazione grafica (cosiddetto marchio figurativo) che in questo modo verrebbe leso.

Neanche è ammessa la contraffazione del marchio in modo da far cadere in errore il consumatore. L’attività sarebbe lecita solo se si trattasse di un falso grossolano tale da non destare alcun equivoco sulla differenza tra i prodotti.

Magliette con personaggi Disney, dei fumetti e di fantasia

Il diritto d’autore copre anche i personaggi immaginari come quelli dei fumetti e dei cartoni animati. Non anche quelli della fantasia su cui nessun autore ha creato un apposito personaggio. Ad esempio sarebbe lecito creare una maglia con l’immagine di Odino inventata e non estratta da un’altra opera. 

Quindi, ad esempio, se si vuol creare una maglia con la stampa di Thor per come consegnataci dalla Marvel, bisognerà chiedere la licenza a quest’ultima. Se invece Thor viene raffigurato in modo completamente diverso, secondo la fantasia del creatore delle maglie, allora non c’è alcuna violazione del diritto d’autore.

Magliette con figure religiose: Gesù, la Madonna, i Santi

Sono lecite le maglie con personaggi religiosi a meno che non siano le riproduzioni di opere già realizzate da altri autori.

Maglie con quadri famosi e opere d’arte

Non è infine ammessa la stampa di maglie con quadri famosi o di altre opere d’arte (come sculture) se non c’è l’autorizzazione del museo presso cui la stessa è custodita. E anche in questo caso vale la regola secondo cui la pubblicazione è ammessa solo dopo 70 anni dalla morte del suo autore, venendo così meno i diritti d’autore sulla riproduzione e commercializzazione dell’opera d’arte.


note

[1] Cass. ord. n. 19515 del 16.06.2022.

Autore immagine: depositphotos.com


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