Fake news: arriva il nuovo codice

17 Giugno 2022
Fake news: arriva il nuovo codice

La stretta da Google, Facebook e TikTok contro le bufale e i profili falsi.

Se il legislatore non ha ancora adottato una normativa unitaria contro le fake news, nel timore che una legislazione di questo tipo possa implicare un’eccessiva discrezionalità in capo al giudice e rasentare una limitazione alla libertà di espressione, a combattere la falsa informazione ci pensano ora i giganti del web come Meta (Facebook, Instagram e WhatsApp), Google, TikTok, Amazon Twitch, Twitter e Microsoft. I colossi americani hanno concordato proprio ieri, insieme alla Commissione europea, l’adozione di una linea più dura contro le fake news approvando e impegnandosi a rispettare un nuovo e aggiornato Codice di condotta sulla disinformazione. Le stesse società hanno accettato anche di essere colpite da pesanti multe se non rispetteranno le nuove regole: multe fino al 6% del loro fatturato globale e anche all’esclusione dal mercato europeo. 

I firmatari (che, in tutto, sono ben 34), hanno concordato di fare di più per contrastare il deepfake, gli account falsi e la pubblicità politica. 

Il cambio di paradigma è fondamentale per contrastare in modo efficace un fenomeno di cui la crisi pandemica prima e quella bellica poi hanno solo fatto ulteriormente emergere i gravissimi effetti distorsivi, ben conosciuti già prima, che è in grado di produrre. Specialmente quando si tratta di disinformazione on line.

Ecco i punti su cui si basa il nuovo codice di condotta:

  1. innalzare il livello di sicurezza contro tecniche, procedure e strategie di disinformazione;
  2. rafforzare la posizione degli utenti, attraverso nuovi strumenti che siano in grado sia di identificare con più facilità informazioni false, sia di mitigare il rischio di un inquinamento del dibattito;
  3. garantire un accesso ai ricercatori, ovviamente in conformità a quanto previsto dal GDPR, ai dati necessari per poter condurre una ricerca anche empiricamente valida sui processi di disinformazione;
  4. escludere dalla monetizzazione i contenuti produttivi di fakenews;

I big del web avranno sei mesi per adeguarsi ai nuovi standard e entro l’inizio del 2023 dovranno presentare un report sui progressi compiuti. «Il nuovo codice è la prova che l’Europa ha imparato la lezione e che non siamo più ingenui», ha detto la vicepresidente della Commissione, Vera Jourova. «Le vicende legate all’invasione russa dell’Ucraina, alla pandemia di Covid, alla Brexit, ci hanno obbligato – ha aggiunto Jourova – a fare di più contro la diffusione di notizie false». Alcuni operatori, come Act, l’associazione delle tv commerciali e dei service di video on demand, hanno, però, criticato il nuovo codice.



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