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Ucraina, quando entrerà nell’Unione Europea

17 Giugno 2022 | Autore:
Ucraina, quando entrerà nell’Unione Europea

I quattro leader europei che ieri sono giunti a Kiev hanno garantito a Zelensky di sostenere l’entrata dell’Ucraina nell’Ue.

Il viaggio di quattro rappresentanti europei a Kiev, tre dei quali tra i big dell’Ue nonché membri del G7 (naturalmente, parliamo di Draghi, Macron e Scholz), ha una valenza molto più che simbolica. La loro presenza in Ucraina proprio durante lo scontro armato in corso dimostra le chiare intenzioni dell’Europa di non cedere alle pressioni russe e di voler restare al fianco di Zelensky e dei diritti civili.

Una scelta che ha conseguenze concrete: l’entrata dell’Ucraina nell’Unione Europea, infatti, da ipotesi remota quale era, sembra essere ora sempre più vicina. Ieri, i quattro leader europei si sono ampiamente espressi in modo favorevole sul tema, annunciando al mondo l’obiettivo di voler aprire le porte all’Ucraina (ma non solo) il prima possibile, seppur sempre nei limiti imposti da burocrazia e diplomazia.

Proprio questa mattina, all’indomani del viaggio a Kiev, l’Ue ha approvato la candidatura ucraina per entrare nell’Unione. Una decisione a cui è subito giunta una risposta russa: «Diverse trasformazioni sono in atto e noi le seguiamo da molto vicino», ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov. La Russia, ha aggiunto Peskov, è al corrente «del rafforzamento della componente di difesa dell’Ue».

L’Ucraina «merita una prospettiva europea» e dovrebbe essere accolta come Paese candidato ad entrare nell’Ue, con «l’intesa che è stato fatto un buon lavoro, ma che resta un lavoro importante da fare. L’intero processo è basato sul merito: segue strettamente le procedure e, pertanto, il progresso dipende interamente dall’Ucraina». Lo sottolinea la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, in conferenza stampa a Bruxelles.

«Naturalmente – aggiunge von der Leyen – sappiamo che non tutto si può fare mentre infuria la guerra nel Paese. Ma molti di questi problemi (come la lotta alla corruzione, la nomina dei giudici della Corte Costituzionale, la riforma del quadro legislativo riguardante le minoranze e altri) possono essere affrontati ugualmente», conclude.

«L’Europa è unita e convinta nel sostegno al processo di integrazione di Kiev nell’Ue e appoggia con forza lo status di Paese candidato per l’Ucraina già al prossimo Consiglio europeo». Questo è il messaggio che il premier italiano, Mario Draghi, insieme al presidente francese, Emmanuel Macron, al cancelliere tedesco, Olaf Scholz, e al presidente rumeno, Klaus Iohannis, hanno portato al leader ucraino, Volodymyr Zelensky. Una visita storica e attesa da tempo, quella dei leader dei Paesi fondatori dell’Ue, sullo sfondo di una Kiev che cerca lentamente di tornare alla normalità.

«Avete il mondo dalla vostra parte», ha detto Draghi durante le visita tra i palazzi bruciati e le macerie delle bombe cadute, accompagnato dal capo dell’amministrazione militare della regione di Kiev e dal sindaco. Durante l’ora scarsa passata a Irpin, Draghi ha poi aggiunto riferendo alla stampa il contenuto dei colloqui avuti con le autorità locali, «abbiamo sentito parole di dolore, di speranza ma anche di futuro». Il tema della ricostruzione è tra quello in cima ai pensieri del governo ucraino. Ma Zelensky si è spinto oltre, ribadendo che si deve fare «il primo passo» verso l’integrazione dell’Ucraina nell’Unione europea e sottolineando la necessità del suo Paese di avere armi moderne perché «ogni arma è una vita umana salvata, ogni rinvio, aumenta la possibilità dei militari russi di uccidere i nostri civili».

Zelensky ha quindi chiesto una «posizione comune europea in sostegno della nostra adesione all’Ue». Una visione unitaria che era stata messa a punto dai tre leader europei nel vertice notturno tenuto sul treno che da Medyka (Polonia), li aveva portati a Kiev.

Non è passato inosservato come durante la conferenza stampa Zelensky, posizionato al centro, avesse ai suoi lati Macron e Draghi, mentre all’esterno ci fossero Scholz e Iohannis. Un messaggio a Berlino? Dal canto suo il cancelliere tedesco si è tratto di impaccio, dichiarando di sostenere la concessione dello status di candidato Ue all’Ucraina e la Moldova e dicendo che la Germania fornisce armi a Kiev «e continueremo a farlo». Scholz ha poi affermato che potrebbe volerci molto tempo per l’ingresso dell’Ucraina nell’Ue ma che lo sforzo in questo senso varrà la pena perché questa prospettiva darà speranza agli ucraini. «L’ucraina fa parte della famiglia europea», ha aggiunto.

Anche Macron, dichiarandosi favorevole all’ingresso ucraino nell’Ue, ha dichiarato: «Le prossime settimane, lo sappiamo, saranno molto difficili». «Sosteniamo lo status di candidato immediato dell’Ucraina all’Ue», ha chiarito senza fare riferimento, come in altre occasioni, ai tanti anni che serviranno prima che il Paese ne diventi a tutti gli effetti membro. Questa guerra, ha aggiunto Macron, «cambierà la storia dell’Europa. Saremo al fianco dell’Ucraina per accompagnarla in questa prospettiva», sottolineando che la Francia è con gli ucraini senza ambiguità. Ambiguità che in questi mesi è stata rinfacciata da esponenti del governo ucraino a Scholz.



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