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Quanto rimane in carica un senatore

1 Novembre 2022 | Autore:
Quanto rimane in carica un senatore

Chi può aspirare ad un posto in Aula a Palazzo Madama? Come si viene eletti e qual è la durata del mandato? E quanto si guadagna?

L’articolo 55 della Costituzione stabilisce che il nostro Parlamento, cioè l’istituzione che esegue la funzione legislativa, è composto da due organi: il Senato e la Camera dei deputati. Entrambi sono autonomi, hanno il proprio regolamento approvato in assoluta indipendenza. Ma uno non può operare senza l’altro: affinché una legge sia valida e possa essere pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale per entrare in vigore, deve ricevere il via libera da entrambi i rami del Parlamento. Il Senato viene considerato l’organo più importante: non a caso, il suo presidente riveste la seconda carica dello Stato dopo il presidente della Repubblica. Ma quanto rimane in carica un senatore? C’è qualche differenza rispetto ai deputati?

Il periodo che va da un rinnovo ad un altro del Parlamento viene chiamato «legislatura». Ha, come vedremo, una durata massima ma non una durata minima. Ecco che cosa prevede in merito la Costituzione.

Com’è strutturato il Senato?

Il Senato della Repubblica, chiamato anche «Camera Alta», è, come detto, uno dei due rami del Parlamento in cui vengono approvate le leggi che compongono il nostro ordinamento. La sua sede è a Palazzo Madama, a Roma. Probabilmente, nell’immaginario collettivo, quando si pensa al Senato si può credere che si limiti a quell’emiciclo in cui si riunisce un certo numero di parlamentari, spesso a discutere tra di loro, per promuovere o bocciare le leggi proposte da singoli senatori oppure che hanno già ricevuto parere positivo alla Camera dei deputati e devono essere confermate.

In realtà, la struttura del Senato è ben più complessa e contiene diversi organi, dal Presidente al Consiglio di Presidenza, dall’Assemblea (quella dell’immaginario collettivo) alle Commissioni, le Giunte ed altro ancora. Alcuni di questi organi sono previsti dalla Costituzione, altri dal Regolamento interno.

Il presidente del Senato ha il compito di rappresentare questo ramo del Parlamento e di garantire il regolare svolgimento dei lavori, oltre che il buon andamento dell’amministrazione interna. Viene eletto nella prima seduta dopo le elezioni. In quella successiva, è la volta della nomina del Consiglio di presidenza, che si occupa di deliberare il bilancio ed i regolamenti interni.

L’Assemblea e le Commissioni sono l’ordinaria sede di lavoro dei senatori. Nella prima si assumono decisioni, si approvano le proposte di legge e si svolgono i dibattiti. Nelle seconde, come previsto dalla Costituzione, vengono esaminati i disegni di legge di loro competenza per poi riferire all’Assemblea. In totale sono 14, specializzate per materia secondo uno schema che riflette, in linea di massima, i settori dei diversi ministeri e composte in modo tale da rispecchiare proporzionalmente i rapporti numerici tra le forze politiche presenti in Assemblea.

Chi può fare il senatore?

Per diventare senatore, è necessario innanzitutto godere dei diritti politici e civili, quindi avere la possibilità di:

  • partecipare attivamente alla vita politica;
  • avere diritto di voto;
  • prendere parte alle decisioni pubbliche.

Altro requisito indispensabile è quello dell’età: per poter essere eletto senatore, è necessario che chi si candida abbia compiuto i 40 anni il giorno del voto.

Non viene, invece, richiesto alcun titolo di studio particolare, nel senso che non occorre, ad esempio, una laurea per presentarsi alle elezioni.

Come viene eletto un senatore?

I parlamentari (e, pertanto, anche i senatori) vengono scelti con suffragio universale. L’articolo 56 della Costituzione garantisce a tutti i cittadini che hanno compiuto la maggiore età di eleggere liberamente i suoi rappresentanti alla Camera dei deputati e al Senato. In quest’ultimo caso, a sancirlo è stata una legge costituzionale approvata l’8 luglio 2021.

I senatori vengono eletti a suffragio diretto: il popolo affida direttamente alle persone elette la facoltà di rappresentarli. Ogni senatore ha il dovere di agire per conto di tutti gli italiani, anche di quelli che non lo hanno votato perché di ideologia diversa dalla sua.

Quanto tempo rimane in carica il senatore?

Abbiamo detto all’inizio che il tempo che trascorre tra un rinnovo del Parlamento ed un altro viene chiamato legislatura. La Costituzione stabilisce un tempo massimo di cinque anni non prorogabili se non in un caso veramente eccezionale, cioè se il Paese dovesse entrare in guerra e non fosse possibile tenere delle elezioni politiche.

Non c’è, invece, una durata minima: la legislatura può essere interrotta entro i cinque anni in qualsiasi momento, quando la maggioranza di Governo non ha più la fiducia del Parlamento e il Presidente della Repubblica non trova alcun candidato disponibile a formare un nuovo Esecutivo. A quel punto, il Capo dello Stato scioglie le Camere e convoca nuove elezioni, ponendo formalmente la parola «fine» alla legislatura.

Tutto ciò significa che un senatore resta in carica per un massimo di cinque anni. Attenzione, però: solo se si tratta di un senatore elettivo, cioè se è stato eletto dal popolo alle ultime elezioni.

Esistono altri senatori «senza scadenza»: si tratta dei senatori a vita e dei senatori di diritto a vita. I primi (un massimo di cinque) vengono nominati dal Presidente della Repubblica per avere dato lustro al Paese nel mondo grazie ai loro meriti professionali o sociali. I senatori di diritto, invece, sono gli ex capi di Stato che, a fine mandato, ricevono, appunto, di diritto questa carica a vita. In ogni caso, hanno gli stessi poteri dei senatori elettivi, possono partecipare normalmente alle sedute e votare insieme agli altri parlamentari su qualsiasi questione.

Quanto guadagna un senatore?

L’indennità mensile lorda di un senatore è di 10.385,31 euro, vale a dire 5.304,89 euro netti (circa 200 euro in meno per i senatori che hanno un’attività lavorativa). In più:

  • 500 euro di diaria;
  • 180 euro di rimborso spese di mandato;
  • 650 euro al mese di rimborso forfettario telefonico e di trasporto.

Totale: 14.634,89 euro al mese.



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