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Gas: altro schiaffo della Russia all’Italia

17 Giugno 2022 | Autore:
Gas: altro schiaffo della Russia all’Italia

Con oggi sono tre giorni consecutivi che la Russia fornisce meno gas al nostro Paese, arrivando persino a cederne la metà di quanto accordato.

Con la scusa della mancanza di pezzi di ricambio per la manutenzione dei gasdotti (mancanza – accusa Mosca – causata dalle sanzioni imposte dall’Occidente), la Russia, anche oggi, sta tagliando le forniture di gas a Italia, Germania e Austria. Una spiegazione etichettata come falsa persino dal premier Mario Draghi che, ieri, in visita a Kiev assieme ai leader francese, tedesco e rumeno, ha dichiarato di non credere assolutamente alla spiegazione fornita dal Cremlino. Per il nostro Presidente del Consiglio e gli altri leader europei si tratta in realtà di un uso politico del gas come del grano, da settimane bloccato nei porti ucraini con l’obiettivo russo di poterlo utilizzare come moneta di scambio col resto del mondo.

In ogni caso, anche se si tratta di un mero pretesto per bloccare i rifornimenti, il danno resta concreto e tangibile. Con oggi sono tre i giorni consecutivi di gas ridotto (oggi, addirittura dimezzato) fornito dalla Russia a Eni. È proprio l’impresa dell’energia che in una nota spiega come, a fronte di una richiesta di gas pari a circa 63 milioni di metri cubi al giorno, la Russia tramite Gazprom abbia comunicato che anche per oggi potrà fornire solo il 50% di quanto chiesto.

Nei giorni scorsi, il calo è partito dal 15%, passando dal 35% in meno di ieri e arrivando persino alla metà odierna. Una scelta, quella russa, che era già stata sperimentata con il taglio del metano a Polonia, Bulgaria e Finlandia. Una decisione che, per il momento, non porta con sé gravi conseguenze, poiché il metano che complessivamente arriva in Italia al momento riesce comunque a coprire e persino superare il fabbisogno nazionale (per fare un esempio, i 195 milioni di metri cubi che arriveranno oggi coprono i 155 di cui abbiamo bisogno durante la giornata). La preoccupazione è, però, rivolta al futuro. La Russia continuerà con la riduzione della fornitura di gas fino a tagliarlo del tutto? Un problema che si riversa ancor più tragicamente sulla Germania, colpita a sua volta da questa riduzione, che però a differenza dell’Italia non ha altri fornitori per il momento. Come se non bastasse, naturalmente, anche il prezzo del gas nel mercato di riferimento europeo continua a crescere.

Cosa si può fare dunque per arginare il problema? Attualmente, l’Italia si trova nel primo dei tre step di allarme legati alla fornitura di gas (o meglio, nella fase cosiddetta di preallarme), e non è la prima volta che succede. Già nel 2018, quando l’inverno era stato particolarmente rigido, il nostro Paese si trovava in un’analoga situazione, che prevede solo un attento monitoraggio. Il passo successivo è quello di allarme, seguito dal terzo step, quello dell’emergenza.

Per i primi due livelli, forniture e mercato funzionano seguendo le normali regole del mercato, nel caso in cui si arrivasse allo stato di emergenza, invece, potrebbe rendersi necessario l’utilizzo dello stoccaggio strategico del gas sfruttando quelle risorse che in questi mesi sono state appositamente messe da parte. Le imprese «interrompibili», appositamente previste per legge, potrebbero essere limitate nel loro utilizzo di energia, al fine di risparmiare le poche risorse disponibili.

Per il momento però, trovandosi l’Italia in uno stato di preallarme, l’unica azione da compiere è quella di monitorare la situazione dell’energia nazionale anticipando il riempimento dello stoccaggio di riserva.



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1 Commento

  1. Noi gli facciamo sanzioni, perseguitiamo artisti e sportivi russi. E loro ci dovrebbero dare il gas? Fossi in loro taglierei al 100%

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