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Il conflitto di interessi del Presidente del Consiglio dei Ministri

20 Giugno 2022
Il conflitto di interessi del Presidente del Consiglio dei Ministri

Quando il Premier è in una situazione di conflitto di interessi e cosa succede in questi casi. 

La nomina di Berlusconi a Premier nel 1994 ha posto, per la prima volta nella nostra storia, il problema del conflitto di interessi del Presidente del Consiglio dei Ministri. All’epoca, non esisteva una legge che regolamentasse la materia ma si è subito avvertita l’esigenza di colmare il vuoto. Un’esigenza che, però, come vedremo a breve, è stata soddisfatta solo dieci anni dopo.

La normativa sul conflitto d’interessi contiene in sé anche la disciplina sull’incompatibilità delle cariche governative con altre attività. Vediamo dunque quali sono gli aspetti principali di tale disciplina. 

Il conflitto di interessi del Presidente del Consiglio dei Ministri

L’assunzione di cariche governative, come anche di quelle pubbliche, comporta il potere di adottare decisioni destinate a incidere sull’assetto del Paese. Pertanto, qualora tali cariche siano ricoperte da soggetti titolari di un rilevante potere economico, esiste la possibilità di un abuso a fini personali della carica istituzionale ricoperta tanto nell’ipotesi in cui tale decisione possa favorire interessi personali, a scapito di quelli del Paese, quanto per danneggiare eventuali concorrenti.

In altri Stati, la problematica del conflitto d’interessi è stata da tempo affrontata e risolta attraverso disposizioni costituzionali o legislative che impongono al titolare di cariche pubbliche di procedere ad una netta separazione tra gli interessi personali economici e l’esercizio di una carica pubblica.

Per questo motivo negli Stati Uniti è previsto il cosiddetto «blind trust» una forma di garanzia costituita allo scopo di separare la titolarità del proprio patrimonio affidandone la cura ad un «amministratore terzo».

In Italia, però, la normativa non è così rigorosa ed anzi lascia margine a manovre “triangolari” in grado di consentire facili elusioni. 

In particolare, nel nostro Paese, la materia è disciplinata dalla Legge 20 luglio 2004, n. 215 che ribadisce il principio secondo il quale i titolari delle cariche di governo debbono dedicarsi esclusivamente alla cura degli interessi pubblici (art. 1).

Secondo la Legge 215/2004 sussiste una situazione di conflitto di interessi quando il titolare di cariche di governo partecipa all’adozione di un atto, o omette un atto dovuto, che abbia un’incidenza preferenziale sul patrimonio personale o su quello dei congiunti. 

Incompatibilità del Presidente del Consiglio dei Ministri

La legge 215/2004 definisce le ipotesi di incompatibilità. Il titolare di cariche di governo, nello svolgimento del proprio incarico, non può (art. 2):

  • ricoprire cariche o uffici pubblici diversi dal mandato parlamentare e di amministratore di enti locali (nel testo modificato dalla L. 31 maggio 2005, n. 88, che converte il D.L. 31 marzo 2005, n. 44);
  • ricoprire cariche o uffici o svolgere altre funzioni comunque denominate in enti di diritto pubblico, anche economici;
  • ricoprire cariche o uffici o svolgere altre funzioni comunque denominate ovvero esercitare compiti di gestione in società aventi fini di lucro o in attività di rilievo imprenditoriale;
  • esercitare attività professionali o di lavoro autonomo in materie connesse con la carica di governo, di qualunque natura, anche se gratuite, a favore di soggetti pubblici o privati;
  • esercitare qualsiasi tipo di impiego o lavoro pubblico;
  • esercitare qualsiasi tipo di impiego o lavoro privato.

Chi controlla il conflitto d’interesse del Presidente del Consiglio?

Tutti gli incarichi e le funzioni precedentemente indicati cessano automaticamente dalla data del giuramento e comunque dell’effettiva assunzione della carica pubblica di governo.

All’Antitrust, ossia l’Autorità garante della concorrenza e del mercato (che gode di sufficiente autonomia e indipendenza nel decidere) è affidata la vigilanza sugli atti di governo in relazione ad eventuali conflitti di interessi.

Se l’Autorità accerta l’esistenza di una situazione di incompatibilità, richiede agli organismi e autorità competenti di adottare i necessari provvedimenti per rimuovere eventuali situazioni di vantaggio e informa i Presidenti delle Camere.

L’Autorità può, inoltre, diffidare l’impresa facente capo ad un titolare di cariche di governo di astenersi dal compimento di attività in conflitto di interessi. In caso di inottemperanza dell’impresa, l’Autorità ha titolo per infliggerle una sanzione pecuniaria.

Nel caso di imprese editoriali, la competenza a vigilare sul conflitto è affidata all’Autorità garante per le telecomunicazioni che può sanzionare le imprese secondo quanto previsto dalla legge sulla par condicio (L. 28/2000).



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