Cronaca | News

Le bugie di Putin smontate una per una

17 Giugno 2022 | Autore:
Le bugie di Putin smontate una per una

Per dare un senso all’invasione la Russia continua a dare spiegazioni che non stanno in piedi, supportate da una massiccia campagna di disinformazione. 

Quante sono le bugie che la Russia sta provando a raccontare al mondo per giustificare la scelta di scendere in guerra e provocare la morte di migliaia di persone? Più passa il tempo del conflitto armato e più crescono i tentativi di motivarlo.

Ma la propaganda di disinformazione russa trova nella realtà i suoi limiti, una realtà raccontata con immagini, video, testimonianze e cadaveri colpiti a morte, impossibili da manipolare. Senza contare che, spesso, le stesse informazioni diffuse dal Cremlino e dai suoi seguaci sono contraddittorie tra loro.

Partiamo dall’inizio della guerra: Lukashenko, presidente della Bielorussia, grande amico e sostenitore di Putin, in un’intervista fatta a pochi giorni dall’invasione aveva dichiarato che la Russia il 22 febbraio era stata attaccata dall’Ucraina, la quale con quella mossa aveva dato il via allo scontro armato a cui il Cremlino non aveva potuto far altro che rispondere per difendersi. Nella stessa intervista, pochi istanti dopo, è lo stesso Lukashenko a contraddirsi dichiarando che l’attacco russo avvenuto nella notte del 24 febbraio era stato provvidenziale, avendo anticipato di pochissime ore un attacco ucraino programmato da tempo contro i militari russi e bielorussi intenti in un’esercitazione.

Ma andiamo a ripercorrere insieme le altre spiegazioni addotte da Putin da febbraio in avanti. Innanzitutto, quella enorme bufala legata all’attacco russo per scongiurare che l’Ucraina entrasse nella Nato, la quale avrebbe poi allargato i suoi spazi arrivando alle porte di Mosca. Come dimostrato dagli ultimi ingressi dei Paesi nella Nato, quest’ultima non ha mai occupato altre Nazioni con l’obiettivo di espandersi. A differenza, invece, di quanto fatto dal Cremlino. Basti pensare che dal 1999, anno d’invasione della Cecenia, la Russia ha poi invaso la Georgia nel 2008 e la Crimea nel 2014 (senza contare quando, come Urss, invase Cecoslovacchia e Ungheria), prima dell’ultimo attacco di febbraio.

La paura dei missili Nato, poi, professata da qualcuno nei mesi scorsi, non trova riscontri in considerazione del fatto che, anche nell’eventualità in cui questi missili venissero mai indirizzati verso la Russia da chiunque, non sarebbero certamente collocati sul confine con questa rischiando facili incursioni.

È una fake news anche quella, ampiamente diffusa, secondo la quale gli ucraini hanno compiuto un genocidio nel Donbass, tesi smentita immediatamente dai giudici della Corte Internazionale di Giustizia, che hanno infatti intimato alla Russia di fermare l’assedio. Dal 2014, ci sono state sì 15mila vittime (tra ucraini e russi), ma come conseguenza della guerra civile non di un genocidio ucraino.

All’inizio della guerra circolava anche la notizia, diffusa da Mosca, di un bombardamento ucraino di un asilo: si è scoperto poi che l’asilo si trovava in realtà in quello che era già un territorio ucraino e che il bombardamento arrivava da direzione filorussa. Per non parlare poi del «codice d’onore russo» che imponeva ai soldati di non uccidere civili (pari a quello mafioso che non uccideva donne e bambini): una grande fake news contraddetta dai corpi martoriati di cittadini inermi uccisi mentre andavano a fare la spesa, in ospedale, o semplicemente cercavano di scappare dagli orrori della guerra. Secondo Amnesty International si trattava di veri e propri crimini di guerra già dopo i primi giorni dall’inizio del conflitto.

Ha fatto molto discutere la convinzione, diffusa anche tramite alcune televisioni italiane facenti da cassa di risonanza di sostenitori filorussi, secondo la quale il governo ucraino è nazista e fascista. Anche questo è smentito dal fatto che il partito filo-fascista ucraino abbia preso alle ultime elezioni l’1,06% dei voti e attualmente abbia un seggio solo in Parlamento.

Infine, per puntualizzare, anche l’affermazione per cui l’annessione della Crimea alla Russia sia legale è in realtà falsa, considerando che il referendum che c’è stato nel 2014 dal quale è risultato che il 95% degli ucraini fosse favorevole al cambio di potere, non è stato svolto in maniera legittima, motivo per cui la Crimea non viene riconosciuta come parte della Russia dalla maggior parte dei Paesi.

Insomma, ci hanno provato in tutti i modi a convincere il mondo che invadere l’Ucraina poteva avere un senso. Ma a parte un ritorno economico e di potere della Russia, che in ogni caso non giustifica in alcun modo il conflitto armato, non c’è alcuna spiegazione che regga.



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2 Commenti

  1. Da quello che so io, quello scritto sopra non è la verità. Bisogna guardare alle vere cause della guerra e non solo dire che la Russia è l’aggressore. Che poi certi episodi corrispondano a verità sarà vero, ma non è che gli ucraini siano un modello di santità. Inoltre se tu mi punti una pistola carica o no ti devi spettare una mia reazione e la reazione c’è stata. E’ l’Ucraina che ha provocato la Russia su mandato di Biden e se non vi siete accorti lo ha fatto per ridimensionare la Germania. Informatevi meglio la prossima volta.

  2. Ciao, è meglio che questo sito stia fuori da tutto questo e rimanga sulle leggi in Italia sulla base di “Questa è la Legge”

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