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Cosa fare se Equitalia ti invia una cartella prescritta

19 Ottobre 2014
Cosa fare se Equitalia ti invia una cartella prescritta

Equitalia è obbligata ad accettare la tua richiesta di autotutela.

Ci piacerebbe finirla con gli articoli contro Equitalia; tuttavia sembra che l’Agente per la riscossione ci offra, ogni giorno, uno spunto nuovo per criticarne l’operato. Sono centinaia le segnalazioni inviateci dai nostri lettori di irregolarità, diritti calpestati e totale indifferenza alle (spesso evidenti) ragioni dei contribuenti. Sentiamo allora il dovere di informare chiunque circa i diritti previsti dalla legge e di cui, purtroppo, il cittadino viene sempre a conoscenza per vie traverse o quando ormai è troppo tardi.

Uno dei casi più frequenti è quello della notifica delle cosiddette “cartelle pazze”, ossia di richieste di pagamento per sanzioni amministrative o tributi ormai prescritti, oppure già sgravati da un provvedimento del giudice o dell’autorità amministrativa, o già pagati.

Sarà che i computer a Equitalia non funzionano bene, fatto sta che, assai spesso, vengono notificate cartelle esattoriali per importi che, invece, non sono dovuti in quanto è scaduto il termine entro cui possono essere pretesi (cosiddetta prescrizione).

Fino al 2013, al povero contribuente non restava che pagare un avvocato e fare ricorso al giudice di pace o al tribunale (a seconda del contenuto della cartella). Risultato: il ricorrente vinceva quasi sempre la causa, ma, nel frattempo, era costretto a subìre un’ipoteca, il blocco del conto corrente, il pignoramento del quinto dello stipendio/pensione o il fermo dell’auto (salvo che il giudice avesse concesso, immediatamente, la sospensiva).

La legge di stabilità del 2013 ha tentato di porre rimedio a questa assurda situazione, ma con scarsi risultati. La legge prevede che, in caso di cartelle pazze notificate da non oltre 90 giorni, il contribuente ha il diritto sacrosanto di presentare a Equitalia (recandosi allo sportello o inviandola per posta) una richiesta di sospensione e, all’esito di un’istruttoria interna,di sgravio. Ci risulta peraltro che diversi uffici di Equitalia abbiano predisposto dei modellini appositi per tali istanze.

E se i 90 giorni sono scaduti? Equitalia è comunque tenuta a ricevere qualsiasi tipo di istanza o richiesta presentata dai cittadini. Così, l’interessato potrà depositare o spedire una “istanza in autotutela”: si tratta, cioè, di una sorta di reclamo (scritto senza formule particolari, in carta semplice) con cui si segnala l’irregolare pretesa e se ne chiede l’annullamento.

Tuttavia, il personale interno non sempre è informato di ciò. Alcuni lettori ci hanno addirittura segnalato di aver ricevuto un diniego al ricevimento di qualsiasi richiesta o istanza scritta [come se poi non potesse essere notificata col postino! N.d.r.] e che abbiano piuttosto invitato il cittadino a rivolgersi al giudice di pace.

Non è affatto così! Equitalia, per quanto società privata, svolgendo un servizio pubblico, è equiparata a qualsiasi altra pubblica amministrazione (questo è l’orientamento condiviso da tutti i giudici e finanche dalla Cassazione). Pertanto è tenuta agli obblighi di trasparenza, di imparzialità e di buona fede nella gestione della propria attività di riscossione.

Non sono poche le sentenze che hanno condannato l’Agente per la riscossione al risarcimento del danno per non aver dato corso a una richiesta di accesso agli atti amministrativi.

Purtroppo, le irregolarità non finiscono qui. Quand’anche lo sportello dovesse accogliere le istanze presentate dal contribuente, quasi mai le stesse vengono evase o comunque ciò avviene fuori dai termini. Si pensi al caso di un preavviso di fermo che può essere impugnato entro 60 giorni e che anticipa le ganasce fiscali nei successivi 30. Se il cittadino presenta l’istanza di sospensione all’Agente e questi non risponde entro i successivi 60 giorni [1], il fermo nel frattempo diviene esecutivo; invece, in caso di mancato accoglimento, i termini per il ricorso al giudice sono ormai scaduti.

Come fare per difendersi?

Esigete sempre dallo sportellista di depositare le vostre istanze. Nessuno le può rifiutare. E se anche ciò avviene pretendete di parlare con un dirigente. Se anche in tal caso vengono fatte orecchie da mercante, avete sempre la possibilità di notificare l’istanza con il postino o con l’ufficiale giudiziario del tribunale.

La presentazione di tale richiesta/reclamo è fondamentale anche per un’altra ragione: nel caso in cui Equitalia proceda ugualmente al pignoramento o al fermo/ipoteca, costringendovi a fare ricorso al giudice, potrete chiedere in tale sede la sua condanna al risarcimento del danno per lite temeraria [2] ossia per avervi costretto a intraprendere una causa di cui, invece, non ve ne era affatto bisogno, essendo evidenti le vostre ragioni. Le condanne per lite temeraria arrivano anche a cifre elevate di diverse migliaia di euro. Cosa che, ad un certo punto, tralasciando le questioni di mero principio, e concordando previamente con il vostro avvocato la sua parcella, potrebbe anche convenire…

Dopo il deposito dell’istanza, dovete seguire questa procedura: “Chiedere a Equitalia l’annullamento dell’ipoteca gratis“.


note

[1] La legge però prevede che dopo il 221mo giorno di silenzio scatta il silenzio-accoglimento.

[2] Art. 96 cod. proc. civ.

Autore immagine: 123rf com


1 Commento

  1. come si può non cancellare un errore causato da un legale ora deceduto che mi diceva di non avanzare opposizione contro situazione tributaria,perchè ero stato assolto dal penale e si sarebbe estinto senza opposizione il tributario.sono incensurato mai avuto nulla .ora mi trovo indecente non ho nulla e perchèl,autotutela contro equitalia non viene presa in considerazione dalla stessa,capisco……..devono andare tutti in croce.e ho detto in una tel che mi hanno fatto che non pagherò mai un danno di quell,entità da una persona che mi ha truffato in più aspetto sentenza da dicembre 2015 contro avv. e truffatore.come posso difendermi? in queste condizioni e non solo io come dicono giornali e tv .stato protettore solo di disonesti.come possono certe leggi essere cosi vuote di contenuti?questa è miseria dentro i cervelli ,è rimasto solo il cranio.spero in uno spiraglio di luce ,soffro dal 1995 .scusate dello sfogo e spero che tutto questo serva x buoni frutti x il futuro a quelli come me NELL,ATTESA DI UNA RISPOSTA D. S.

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