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Termini entro cui contestare una donazione

26 Giugno 2022
Termini entro cui contestare una donazione

Quanto tempo per impugnare una donazione: i casi di vizio di forma, incapacità, lesione della legittima, ingratitudine, sopravvenienza di figli, vizi della volontà, simulazione, azione revocatoria. 

Contrariamente a quanto spesso si crede, non è vero che per impugnare una donazione ci sono 5 anni di tempo. O meglio, non è sempre corretto. Tutto dipende dal tipo di contestazione sollevata. In alcuni casi i termini sono più brevi, in altri più lunghi o addirittura inesistenti. In questo articolo ci occuperemo dunque dei termini entro cui contestare una donazione in modo da sapere entro quanto tempo agire per far annullare tale atto. Ma procediamo con ordine.

Termini entro cui contestare una donazione per vizio di forma

Le donazioni di beni immobili e di «non modico valore» (da rapportarsi alle condizioni economiche delle parti) necessitano del notaio e di due testimoni.

La donazione che non rispetta questa forma può essere annullata in qualsiasi momento, senza cioè termini di decadenza. Si pensi alla donazione effettuata con semplice scrittura privata.

Termini entro cui contestare una donazione per sopravvenienza di figli

La donazione non è un atto revocabile a meno che il donante non abbia dei figli (o non scopra di averli) successivamente alla donazione stessa. La donazione può inoltre essere revocata per il riconoscimento di un figlio naturale, salvo che si provi che al tempo della donazione il donante aveva notizia dell’esistenza del figlio.

L’azione di revocazione per sopravvenienza di figli deve essere proposta entro 5 anni dal giorno della nascita dell’ultimo figlio o discendente legittimo oppure della notizia dell’esistenza del figlio o discendente, oppure dell’avvenuto riconoscimento del figlio naturale.

Il donante non può proporre o proseguire l’azione dopo la morte del figlio o del discendente.

Termini entro cui contestare una donazione per ingratitudine

Si può revocare una donazione per ingratitudine quando il donatario ha commesso uno dei fatti previsti dalla legge come causa di indegnità a succedere (si tratta di reati particolarmente gravi ai danni del donante o dei suoi familiari), oppure si è reso colpevole d’ingiuria grave verso il donante o ha dolosamente arrecato grave pregiudizio al suo patrimonio o gli ha rifiutato indebitamente gli alimenti dovuti in caso di stato di grave bisogno economico. 

Ricordiamo che l’ingiuria grave che consente di revocare la donazione consiste in un qualsiasi atto o comportamento il quale leda la reputazione del donante e palesi all’esterno un sentimento di avversione e odio da parte del donatario. Si deve quindi trattare di un comportamento reiterato e non limitato solo all’occasione di un litigio.

La domanda di revocazione per causa d’ingratitudine deve essere proposta dal donante o dai suoi eredi, contro il donatario o i suoi eredi, entro 1 anno dal giorno in cui il donante è venuto a conoscenza del fatto che consente la revocazione.

Se il donatario si è reso responsabile di omicidio volontario in persona del donante o gli ha dolosamente impedito di revocare la donazione, il termine per proporre l’azione è di un anno dal giorno in cui gli eredi hanno avuto notizia della causa di revocazione.

Il termine decorre dal momento in cui il donante abbia acquisito la piena e sicura consapevolezza del compimento da parte del donatario di uno degli atti che legittimano l’esercizio del relativo diritto.

Non possono revocarsi per causa d’ingratitudine, né per sopravvenienza di figli, le donazioni rimuneratorie e quelle fatte in riguardo di un determinato matrimonio.

Termini entro cui contestare una donazione per incapacità

Il donante, al momento della donazione, deve essere capace d’intendere e volere. Ciò non succede se: 

  • è minorenne oppure se è stato dichiarato incapace dal tribunale con una sentenza di interdizione o inabilitazione (cosiddetta incapacità legale);
  • al momento della donazione si trovava in una condizione tale da non consentirgli di comprendere il significato e gli effetti delle proprie azioni (cosiddetta incapacità naturale). Si pensi al caso di un soggetto ubriaco, sotto gli effetti di psicofarmaci, di droga oppure affetto da una malattia.

Se l’incapacità legale opera in automatico, quella naturale deve essere valutata caso per caso dal giudice.

Si può impugnare una donazione conclusa in uno stato di incapacità entro 5 anni dalla data dell’atto. Se il termine non è decorso, l’impugnazione può essere proposta anche dagli eredi del donante.

Termine entro cui contestare una donazione per vizi della volontà

Si può donare perché si è costretti da una violenza (fisica o psicologica), perché si cade in errore oppure perché si è vittima del dolo altrui (ossia della malafede volta a ingannare il donante). In questi casi, il termine per l’impugnazione della donazione è di 5 anni da quando è stato compiuto l’atto o da quando è stato scoperto l’errore o è cessata la violenza. 

Per quanto riguarda l’impugnazione della donazione per errore si pensi al caso di chi doni una sostanziosa somma di denaro a una persona ritenendo che questa sia un proprio parente, quando invece non lo è. Per quanto riguarda invece l’impugnazione della donazione per dolo, si pensi a chi fa credere di aver intercesso per conto del donante al fine di fargli ottenere un beneficio che in realtà gli era dovuto per legge.

Termine entro cui contestare una donazione da parte dell’erede legittimario

Il coniuge, i figli e i genitori del donante sono suoi eredi legittimari, non possono cioè mai essere diseredati o privati di quella quota minima del suo patrimonio che accorda loro la legge (è la cosiddetta legittima).

Se una persona, con vari atti di donazione, svuota il proprio patrimonio al fine di ledere le quote di legittima dei legittimari, questi ultimi hanno un termine di 10 anni dall’apertura della successione (ossia dalla morte del donante) per promuovere la cosiddetta azione di riduzione per lesione della legittima: tale processo è rivolto a rendere inefficaci gli atti di donazione e a far sì che i beni già donati vengano divisi con gli altri eredi.

Se il donatario, però, nel frattempo, ha venduto il bene a un terzo in buona fede, gli eredi del donante possono recuperare il bene anche nei confronti dell’acquirente se non sono trascorsi 20 anni dall’atto di donazione.

Termini per contestare le false donazioni

A volte, una donazione viene posta allo scopo di simulare un passaggio di proprietà che invece non si vuol compiere (cosiddetta simulazione assoluta). Ciò succede, ad esempio, per frodare i creditori. In pratica, si stipula una donazione solo per mutare l’intestatario dei beni dinanzi ai terzi, senza alcuna intenzione però di mutare il possesso del bene.

In tal caso, i terzi possono agire con l’azione di simulazione che non ha termini di decadenza e quindi può essere fatta valere in qualsiasi momento (salvo quanto diremo nel successivo paragrafo). Bisogna però dimostrare che le parti, pur avendo concluso una donazione, non ne volevano gli effetti (si pensi a chi, pur donando la propria casa, ci continua a vivere).

I creditori potrebbero anche agire con l’azione revocatoria se riescono a dimostrare che il donante, dopo la donazione, è rimasto privo di beni utilmente pignorabili. In tal caso, il termine per contestare la donazione è di 5 anni dalla data in cui la stessa è stata trascritta nei pubblici registri immobiliari.

Tuttavia, se il creditore trascrive l’atto di pignoramento nei registri immobiliari entro 1 anno dalla trascrizione della donazione non ha neanche bisogno di esperire l’azione revocatoria, potendo pignorare il bene direttamente in capo al donatario, nonostante il passaggio di proprietà.

Termini per contestare la finta vendita che in realtà è una donazione

A volte, si fa una vendita che, in realtà, nasconde una donazione. Ciò succede, ad esempio, quando si tenta di favorire un erede piuttosto che un altro, impedendo l’azione di lesione della legittima. Ma chi si accorge della simulazione (cosiddetta simulazione relativa) ha 10 anni di tempo per contestare la donazione. 



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