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Danno da paura di ammalarsi: cos’è?

20 Giugno 2022 | Autore:
Danno da paura di ammalarsi: cos’è?

Danno non patrimoniale: cos’è e in cosa consiste? Quando può essere risarcito il danno da pericolo per la propria salute?

Per legge [1], il risarcimento spetta per ogni tipo di danno, anche non patrimoniale. È il caso, ad esempio, di chi riporta lesioni personali a seguito di un sinistro stradale oppure del coniuge della persona deceduta dopo un intervento chirurgico andato male. Tra questi particolari pregiudizi, tutti meritevoli di essere risarciti, rientra anche il danno da paura di ammalarsi. Che cos’è?

Come vedremo, la giurisprudenza ha riconosciuto piena dignità anche al “danno da pericolo per la propria salute”, il quale deriva dal timore (fondato) di poter contrarre una malattia per via del contatto con sostanze nocive. È il caso, ad esempio, del lavoratore costretto a svolgere le proprie mansioni all’interno di un ambiente insalubre. Cosa dicono la legge e la giurisprudenza a riguardo? Cos’è il danno da paura di ammalarsi? Quando spetta il risarcimento? Scopriamolo insieme.

Danno non patrimoniale: cos’è?

Il danno non patrimoniale è il pregiudizio che una persona patisce senza che sia intaccato direttamente il suo patrimonio.

Ad esempio, mentre il sinistro stradale che si limita a rompere la carrozzeria dell’autovettura rappresenta un danno patrimoniale, in quanto comporta un deprezzamento oggettivo del bene, il sinistro con conseguenze per la salute del conducente crea un danno non patrimoniale, in quanto incide su un bene giuridico (la salute) che non ha un valore di mercato.

Detto ancora in termini diversi, Il danno non patrimoniale può essere definito come la lesione di un interesse protetto dall’ordinamento ed avente ad oggetto un bene per il quale non sussiste un mercato.

Danno non patrimoniale: quanti tipi?

Sebbene la legge parli di un unico danno non patrimoniale, la giurisprudenza ne ha col tempo individuato diverse tipologie, come ad esempio:

  • il danno morale, inteso come turbamento dello stato d’animo di una persona a seguito di un illecito. Si pensi al dolore provato dai figli per la morte del padre a seguito di un intervento chirurgico del tutto sbagliato. Il danno morale è anche definito come il “prezzo del dolore”;
  • il danno biologico, inteso come lesione dell’integrità psicofisica della persona che ha subito un illecito, che può essere accertata dal punto di vista medico. Si pensi alla vittima di un sinistro stradale da cui abbia riportato lesioni permanenti alle gambe o al volto;
  • il danno esistenziale, inteso come modificazione peggiorativa delle proprie abitudini di vita e delle relazioni interpersonali. È il caso, ad esempio, della persona che, rimasta sfigurata a seguito di un incidente stradale, si vede compromessa la sua vita relazionale e sociale.

Cos’è il danno da paura di ammalarsi?

Il danno da paura di ammalarsi rappresenta una particolare specie di danno morale, quindi un danno non patrimoniale.

Il danno da paura di ammalarsi viene riconosciuto ogni volta che una persona subisce un peggioramento delle proprie condizioni di vita a causa del costante e fondato timore di contrarre una malattia.

Il danno da paura di ammalarsi non serve, ovviamente, a risarcire chi è ipocondriaco, cioè chi teme di contrarre una malattia senza una ragione specifica, bensì chi ha fondato motivo di credere che possa ammalarsi. È il tipico caso dei dipendenti costretti a lavorare a stretto contatto con sostanze tossiche, come ad esempio l’amianto [2].

Il danno da paura di ammalarsi può quindi definirsi come il danno morale spettante in ragione del patema e del turbamento provati per il sospetto di malattia futura, correlata al maggior rischio dovuto all’esposizione a sostanze tossiche o, comunque, ad ambienti non salubri.

Danno da paura di ammalarsi: quando va risarcito?

Secondo la più recente giurisprudenza [3], il danno da paura di ammalarsi è indipendente da quello biologico e, pertanto, va risarcito a prescindere dall’effettiva lesione del diritto alla salute.

In altre parole, una volta provato il patema d’animo derivante dal timore di contrarre una malattia, il risarcimento va pagato anche se la patologia poi non si verifica: è sufficiente quindi dimostrare la sofferenza per la paura di ammalarsi, soprattutto per chi opera in un ambiente insalubre.

Per la Cassazione, il danno che deriva dallo sconvolgimento dello stile di vita può essere risarcito al di là di una lesione alla salute documentata, a patto che comprima il diritto alla piena esplicazione dei gesti quotidiani.

Nel caso di specie, la Cassazione dava ragione agli eredi di un operaio afflitto da cancro al pancreas: era stato infatti dimostrato come il lavoratore vivesse nella paura di ammalarsi per la morte di alcuni colleghi e come fosse costretto a sottoporsi a molti esami clinici e controlli medici, peggiorando la qualità della sua vita.

Insomma: il lavoratore terrorizzato perché opera in un contesto in cui la sicurezza non è garantita subisce un’evidente lesione di diritti inviolabili tutelati dalla Costituzione, che risulta autonoma dal danno biologico.


note

[1] Art. 2059 cod. civ.

[2] Cass., sent. n. 24217 del 13.10.2017.

[3] Cass., ord. del 17.06.2022.

Autore immagine: depositphotos.com


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