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Come funziona il risarcimento danni da incidente stradale?

3 Luglio 2022
Come funziona il risarcimento danni da incidente stradale?

Infortunistica stradale: tutta la procedura per ottenere il risarcimento dall’assicurazione per i danni fisici e il rimborso delle spese di riparazione dell’automobile.

Come farsi risarcire in caso di sinistro stradale? I passaggi da compiere sono pochi e la procedura è abbastanza semplice. Peraltro, le pratiche di infortunistica stradale non richiedono necessariamente l’intervento dell’avvocato, almeno finché non si finisce in causa contro l’assicurazione. Per cui è bene sapere come funziona il risarcimento danni da incidente stradale. Si sappia però che, quasi sempre, l’eventuale costo dell’avvocato è integralmente sostenuto dall’assicurazione, che lo aggiunge e non lo detrae dall’indennizzo liquidato alla vittima del sinistro. Ragion per cui potrebbe essere più conveniente, oltre che più opportuno, avvalersi di un legale che possa sbrigare da solo l’intera questione, sollevando da un onere, a volte noioso e lungo, il proprio cliente.  

Vediamo dunque come ottenere il risarcimento dopo un incidente stradale e cosa bisogna fare per farsi indennizzare.

La denuncia di sinistro

Dopo l’incidente stradale, ciascun soggetto coinvolto deve cominciare il sinistro alla propria compagnia, anche quello che ritiene di avere ragione. Sarà questa a erogare il risarcimento e non quella di controparte.

Se le parti hanno firmato il Cid (ossia il modulo di constatazione amichevole di sinistro) sarà sufficiente consegnare una copia di tale modello all’agenzia con cui si è firmato il contratto di rc-auto.

La presenza del Cid serve a ridurre i tempi massimi del risarcimento che passano da 60 a 30 giorni per i danni al veicolo e da 90 a 45 giorni per quelli fisici.

La legge stabilisce che la denuncia di sinistro vada fatta entro 3 giorni dall’evento, ma il contratto può prevedere (e succede quasi sempre) un termine superiore. Tuttavia, secondo la giurisprudenza, l’eventuale ritardo non comporta la perdita del risarcimento, a meno che non sia stato fatto in malafede e abbia comportato un danno per l’assicurazione.

La richiesta di risarcimento di eventuali passeggeri

Se nell’auto erano presenti dei passeggeri, questi potranno presentare la richiesta di risarcimento all’assicurazione dell’auto in cui erano trasportati per poter essere risarciti direttamente da quest’ultima. Non devono dimostrare chi fosse nel torto e chi nella ragione: avranno comunque diritto all’indennizzo.

Dovranno comunque seguire la procedura qui illustrata. 

Il contenuto della denuncia di sinistro

La denuncia di sinistro non è altro che una comunicazione in cui si indica – in assenza di Cid – la data, l’orario e il luogo dell’incidente, ne si descrive la dinamica, si indicano le relative responsabilità e, infine, si fa espressa richiesta di risarcimento del danno.

Nel momento in cui si fa la denuncia di sinistro, bisogna indicare i nomi dei testimoni eventualmente presenti al momento dell’incidente che potranno confermare la ricostruzione del sinistro fatta dall’assicurato.

Bisogna poi elencare i danni subiti: sia quelli al mezzo che quelli fisici. Non è necessario, in questa fase, quantificare gli esatti importi che potranno essere documentati anche in un momento successivo. Ma è chiaro che prima si agisce e meglio è. A tal fine si potranno allegare:

  • fotografie dei luoghi in cui è avvenuto il sinistro e che ritraggano le auto nell’immediatezza dello scontro (serviranno a ricostruire la dinamica dell’incidente e comprendere le eventuali responsabilità);
  • fotografie delle auto coinvolte, da cui si potranno verificare i punti di contatto, sempre al fine di delineare le colpe;
  • fotografie dell’auto danneggiata, per quantificare i danni subiti;
  • preventivi rilasciati da officine meccaniche per la riparazione del mezzo;
  • certificati del pronto soccorso.

Successivamente si possono produrre:

tutti i certificati medici e le indagini strumentali per quantificare i danni fisici;

  • le prove delle spese mediche sostenute;
  • le prove del reddito perso a causa dell’incidente (ad esempio giorni di riposo e fatturati degli anni precedenti).

La risposta dell’assicurazione

Dopo qualche settimana arriverà la risposta dell’assicurazione che potrebbe chiedere ulteriori documenti oppure chiarimenti in merito alla pratica.

L’assicurazione poi indicherà il nome di uno o più periti di fiducia per la stima dei danni: sia quelli fisici che quelli al mezzo. Con questi, la vittima dovrà mettersi in contatto per far eseguire le perizie sia sull’auto che sulla propria persona.

Di solito, in assenza di danni di particolare rilievo, l’assicurazione formula una proposta di risarcimento à forfait. Diversamente si procede nel seguente modo.

Le perizie

Con una lettera, l’assicurazione comunica il nome dei periti con cui il danneggiato deve prendere contatti.

Per i danni al mezzo, viene nominato un perito esperto in riparazioni auto che visiona il mezzo e formula un proprio parere.

Per i danni alla persona, viene nominato un medico legale che visita la vittima. Quest’ultima può farsi accompagnare alla visita dal proprio avvocato e/o da un medico legale di propria fiducia che possa eventualmente contestare o integrare la perizia dell’assicurazione.

Il verbale della polizia

Se, sul luogo del sinistro, è intervenuta la polizia, l’assicurazione procederà ad acquisire il relativo verbale per verificare eventuali responsabilità. È comunque diritto di ogni danneggiando richiederne copia. L’eventuale verbale che elevi una sanzione nei confronti di uno o entrambi gli automobilisti pregiudica il diritto all’integrale risarcimento. Si potrà, tutt’al più, sperare in un concorso di colpa.

La riparazione dell’auto

Sarà bene non far riparare l’auto prima della perizia. Ma chi non può attendere, può comunque procedere, avendo cura di farsi rilasciare un preventivo o la fattura dall’officina ed effettuare numerose foto alle parti corrotte del mezzo in modo che la perizia possa essere effettuata sulla base di tali documenti.

L’offerta di risarcimento

Una volta effettuate le perizie, l’assicurazione invia una proposta transattiva al danneggiato. Questa conterrà il danno quantificato nel seguente modo:

  • risarcimento per le spese sostenute o da sostenere per la riparazione del veicolo, comprensive di Iva;
  • risarcimento per giorni di invalidità totale (quando la persona sia stata in ospedale o a letto o comunque senza potersi muovere);
  • risarcimento per giorni di invalidità parziale (quando la persona abbia potuto attendere ai compiti della vita quotidiana ma con difficoltà, ad esempio con un braccio ingessato);
  • danno biologico conseguente alla perdita di funzionalità del corpo, che può comportare una invalidità definitiva (si pensi a chi non possa più articolare un braccio o camminare) o momentanea (si pensi a chi ha un braccio paralizzato per un mese). Viene quantificato secondo delle tabelle stabilite dai tribunali e consultabili online;
  • danno morale conseguente alla sofferenza fisica e morale per l’incidente;
  • danno esistenziale conseguente alla compromissione alla vita di relazione (si pensi a una persona che abbia subito uno sfregio sul volto che lo porti a vergognarsi a mostrarsi in pubblico).

Proprio per l’ampiezza delle voci di danno che è possibile richiedere all’assicurazione è bene procurarsi tutte le prove dei danni. 

Le assicurazioni risarciscono anche i giorni di fermo auto, ossia durante i quali il veicolo è rimasto inutilizzabile perché fermo in officina.

Per il risarcimento del danno fisico non bisogna avere fretta e attendere di essere completamente guariti. A tal fine poi l’assicurazione chiederà il rilascio, da parte del medico curante del danneggiato, il certificato di avvenuta guarigione.

Risarcimento danni da microlesioni

Una recente riforma volta a contenere le richieste di risarcimento innondante, ha stabilito che per tutte le microlesioni con danni biologici non superiori al 9%, è necessario dimostrare il danno con una indagine strumentale (ad esempio radiografica, risonanza) o con un certificato medico.

La trattativa

Dinanzi all’offerta formulata dall’assicurazione è possibile accettare oppure rifiutare e procedere poi in causa per ottenere dal giudice l’esatta quantificazione dei danni.

Si potrebbe anche accettare l’offerta a titolo di anticipo, riservandosi di agire poi in giudizio per l’eventuale differenza.

La causa

Se si ritiene insoddisfacente la proposta dell’assicurazione bisognerà incaricare un avvocato affinché proceda con una causa contro l’assicurazione. Le spese, così come l’onorario dell’avvocato, dovrà essere anticipato dalla vittima che però, in caso di vittoria, potrà recuperarlo dalla controparte con la condanna alle spese processuali. 

Secondo la giurisprudenza, la causa per il risarcimento del danno fisico e quella del danno al veicolo vanno proposte contestualmente: non è cioè possibile frammentare la pretesa creditoria. Diversamente, la seconda richiesta verrà rigettata. 

Conviene farsi assistere da un avvocato?

Spesso si nomina un avvocato affinché svolga tutta la pratica di risarcimento, dalla denuncia di sinistro all’eventuale causa. Come anticipato la scelta è conveniente poiché, in tali casi, l’assicurazione liquida al danneggiato una somma aggiuntiva, pari a circa il 10-15% in più per poter pagare la parcella al legale. Resta fermo che l’avvocato potrebbe chiedere al proprio cliente un importo superiore solo se concordato in sede di conferimento dell’incarico, con preventivo scritto. 

 



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