Diritto e Fisco | Editoriale

Tutte le fregature nascoste nella nuova legge di stabilità

19 Ottobre 2014 | Autore:
Tutte le fregature nascoste nella nuova legge di stabilità

Come contraltare ad alcuni benefici, aumentano le tasse su lavoratori dipendenti e professionisti.

È ormai entrata nella triste consuetudine del nostro legislatore l’abitudine di nascondere, dietro corpi di legge particolarmente lunghi e, spesso, battezzati con nomi “spot” di facciata, norme che, invece, diventano veri e propri cappi per il cittadino. Si ripete, puntualmente, ogni anno con la legge di stabilità (un tempo chiamata “Finanziaria”): un unico articolo con centinaia di commi che neanche i professionisti e gli esperti del settore hanno la pazienza di leggere per intero. E così si riesce puntualmente a far filtrare nuove tasse, vincoli, benefici e prerogative.

In occasione dell’imminente approvazione della nuova legge di stabilità 2015, ci siamo presi la briga di andare a leggere tra le pieghe del decreto, per vedere cosa ci aspetta di brutto dal prossimo anno. Perché la morale della favola è ogni volta uguale: se la coperta è, ormai, sempre la stessa, quando si va a coprire una parte, si lascia scoperta un’altra.

1 | Aumento delle tasse sul TFR e sulle pensioni

Il TFR in busta paga oppure alla fine del lavoro? Comunque la mettete, c’è la fregatura (ne abbiamo parlato, in modo più approfondito, qui: “Come il TFR in busta paga ti fregherà se non sei informato”).

Infatti, il governo – come ormai tutti sanno – ha deciso di lasciare al lavoratore la scelta se prendere il TFR ogni mese (pari al 7,41% della retribuzione), con la busta paga, oppure attendere, come in passato, la fine del contratto di lavoro. Bene: nel primo caso, il TFR verrà tassato con l’aliquota IRPEF ordinaria, come tutti gli altri redditi e, quindi, in modo superiore all’aliquota agevolata prevista per il TFR tradizionale. Chi è della filosofia “meglio pochi, maledetti e subito” dovrà, pertanto, dare di più allo Stato.

Non solo. Se il lavoratore preferirà, invece, accantonare il TFR fuori dall’azienda, nei fondi pensione (con quella che è chiamata “previdenza complementare”), sarà penalizzato ugualmente. La tassazione, infatti, con la legge finanziaria aumenta anche per i fondi pensione, passando dall’11,5% al 20%.

Insomma, in entrambi i casi, lo Stato ci guadagnerà comunque.

2 | Aumenta il vostro ISEE e diminuiscono i benefici assistenziali

 

La scelta di percepire immediatamente il TFR in busta paga farà aumentare anche il vostro ISEE;potrebbero quindi scattare i limiti per tutta una serie di benefici assistenziali di cui, in precedenza, si era goduto. Per esempio, chi prima aveva ottenuto l’iscrizione gratuita all’asilo, qualora volesse ottenere ogni mese la liquidazione, dovrà ora pagare i servizi resi dalle pubbliche amministrazioni.

3 | Se vuoi risparmiare e prevenire i rischi del futuro sarai tassato di più

 

La legge di stabilità introduce una nuova imposta che prima non esisteva sulle polizze vita (abbiamo approfondito l’argomento in “Polizze vita: aumentano le tasse”). In pratica, dal 2015, se tutto verrà confermato, qualora l’assicurato dovesse morire, gli eredi che vorranno percepire il risarcimento da parte dell’assicurazione saranno tenuti a pagare un’imposta del 26% sulle plusvalenza delle polizze Vita (prima non era prevista alcuna tassazione). Un’aliquota, peraltro, particolarmente elevata.

4 | Tassazione maggiore per chi guadagna di meno

 

Si chiama “regime dei minimi” ed è un regime fiscale agevolato (con una imposta sui redditi inferiore rispetto a quella ordinaria), applicato a professionisti, lavoratori autonomi e titolari di partita IVA i cui guadagni non superano una predeterminata soglia. Ebbene, se prima la tassazione dei minimi era fissata al 5%, dal 2015 l’aliquota forfettaria passa al 15%.

L’argomento sta suscitando particolare attenzione nel vasto popolo delle partite IVA, per cui, per approfondimenti, vi rinviamo agli articoli:

Partite IVA: in arrivo regime agevolato a forfait per chi guadagna poco

Regime dei minimi per le partite IVA: le novità

5 | I professionisti pagheranno più tasse

 

Il nuovo regime dei minimi, di cui abbiamo parlato al punto precedente, comporterà un grosso svantaggio per i professionisti rispetto alle altre categorie lavorative. Per i primi, infatti, il tetto soglia oltre il quale si è esclusi dal regime agevolato passa dagli attuali 30mila euro a 15mila euro. Detto in soldoni, se prima un libero professionista che guadagnava 20mila euro l’anno poteva limitarsi a pagare l’Irpef nella misura forfettaria del 5%, dal prossimo anno pagherà il 15%. Una differenza notevole se si tiene conto dell’attuale crisi del mercato delle libere professioni. Leggi anche: “Nuovi minimi: professionisti svantaggiati

6 | Penalizzati gli interventi sul risparmio energetico

Per gli interventi sul risparmio energetico relativi agli edifici condominiali, la detrazione del 65% viene prorogata solo fino al 31 dicembre 2015 e non, come inizialmente previsto, fino al 30 giugno 2016 (è anche vero, però, che la detrazione passa dal 50% al 65%). Per approfondimento su tutte le altre detrazioni, leggi: “Legge di stabilità: nuove detrazioni per ristrutturazioni e acquisto mobili”.


note

Autore immagine: 123rf com


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2 Commenti

  1. insomma non cambia nulla ” siamo in un mondo di ladri ” Renzi come tuti gli altri ..INOLTRE CI PRENDE PER IL SEDERE..

  2. “…qualora l’assicurato dovesse morire, gli eredi che vorranno percepire il risarcimento da parte dell’assicurazione saranno tenuti a pagare…”

    Spero sia una svista del legislatore! se beneficiario della polizza è l’amante la tassa la paga la moglie?!

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