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Donazioni indirette: quali sono?

20 Giugno 2022
Donazioni indirette: quali sono?

Esempi di donazioni indirette e la differenza con la donazione diretta; la donazione indiretta è soggetta a tassazione e registrazione?

Quando si parla di donazioni si usa distinguere tra donazioni dirette e indirette. Le «donazioni dirette» sono quelle che perseguono, in modo immediato, lo scopo dell’arricchimento del beneficiario (il cosiddetto donatario). È il caso del padre che intesti la casa al figlio o che versi sul suo conto una sostanziosa somma di denaro. Le donazioni indirette realizzano il medesimo scopo ma con un passaggio in più o comunque in modo mediato. Si pensi al caso di chi, anziché comprare una casa per poi donarla al figlio, paga direttamente il venditore affinché gliela intesti. In questo breve articolo cercheremo di capire meglio quali sono le donazioni indirette e come funzionano. Quando sono soggette a tassazione le donazioni indirette e quali sono gli obblighi per le parti? Procediamo con ordine.

Cos’è la donazione indiretta?

La donazione è un contratto in forza del quale un soggetto arricchisce gratuitamente e per spirito di generosità un altro soggetto. A fronte di ciò, il donatario non è tenuto a erogare alcuna controprestazione (ecco perché la donazione si definisce “contratto a titolo gratuito”), salvo solo gli alimenti nel caso in cui il donante dovesse trovarsi in una situazione di grave bisogno conseguente a una inabilità che non gli consenta più di produrre reddito.

La donazione indiretta ha le stesse conseguenze della donazione vera e propria, ossia l’arricchimento del patrimonio del donatario senza che quest’ultimo debba corrispondere un corrispettivo, ma tale risultato si realizza in modo indiretto.

Esempi di donazione indiretta

È più facile comprendere quali sono le donazioni indirette se si fanno esempi pratici.

Il caso più frequente è quello di chi, volendo donare un bene (ad esempio, un immobile) a un’altra persona, anziché acquistarlo e poi, con un secondo passaggio, intestarlo al donatario, corrisponde a questi la somma per pagare il relativo prezzo al venditore (si pensi al padre che bonifica, sul conto del figlio, un importo in denaro per acquistare la sua prima casa).

Un secondo modo per realizzare il medesimo effetto si verifica quando il donante, anziché trasferire il prezzo per l’acquisto al donatario, lo versa direttamente al venditore. Si pensi al padre che paga la ditta costruttrice affinché intesti una casa al figlio.

In entrambi i casi appena indicati, la donazione indiretta ha il vantaggio di realizzare il medesimo scopo (la donazione del bene al donatario) con un unico atto giuridico e non con due diversi passaggi di proprietà (dal venditore al donante prima; dal donante al donatario dopo). Il che, specie in materia di immobili, implica un notevole risparmio.

Un altro esempio di donazione indiretta si verifica quando un soggetto, il donante, paga a un terzo un debito che, verso di lui, ha il donatario. Si pensi al padre che estingue il mutuo del figlio o gli paga le spese per il matrimonio. Il pagamento di debiti altrui è quindi una forma di donazione indiretta.

In materia societaria, si verifica una donazione indiretta quando, ad esempio, a seguito di un’assemblea straordinaria di aumento di capitale sociale, detto aumento viene sottoscritto pro quota da padre e figlio ma con risorse finanziarie fornite solo dal padre e di ciò si dà atto nel rogito notarile. 

Un ulteriore esempio di donazione indiretta si verifica quando una persona fa un prestito a un’altra ma, al momento della scadenza del termine per il rimborso, rinuncia al credito stesso, abbuonando il pagamento al debitore. 

Altri esempi di donazioni indirette:

  • rinuncia di una quota di comproprietà di un bene in modo da accrescere la quota di uno degli altri comproprietari;
  • deposito di somme su un conto cointestato se, a fronte di ciò, non viene chiesto nulla in cambio;
  • cointestazione di un conto corrente prima intestato al solo donante;
  • acquisto di azioni di una società da parte del padre, con intestazione delle stesse direttamente in capo al figlio;
  • beneficio attribuito in sede di sottoscrizione di una polizza assicurativa;
  • cointestazione di buoni postali fatta impiegando di denaro di uno solo dei cointestatari, per spirito di liberalità verso l’altro;
  • vendita di un bene a un prezzo formale e irrisorio (per esempio, a fronte di un valore di 100 euro viene corrisposto solo 1 euro).

La donazione indiretta viene tassata?

Le donazioni indirette sono soggette a tassazione quando sono:

  • scaturenti da atti soggetti a registrazione (in tal caso, però, non scontano imposta sulle donazioni se si tratta di atti concernenti immobili che abbiano scontato l’Iva o l’imposta di registro proporzionale);
  • scaturenti da atti non soggetti a registrazione, ma solo se volontariamente registrate o accertate dall’Agenzia delle Entrate ed in presenza di specifiche e stringenti condizioni individuate dall’art. 56-bis del D.Lgs. 346/90.

I rischi delle donazioni indirette

È sempre meglio effettuare la donazione indiretta tramite pagamenti tracciabili o atti registrati in modo da poter opporre al fisco il contratto in essere tra le parti ed evitare così accertamenti al donatario tramite redditometro. Ad esempio, si pensi al caso di un ragazzo, privo di reddito, che risulti d’un tratto intestatario di un’auto. Egli ha potuto acquistare il veicolo solo grazie alla madre che gli ha dato il denaro. Proprio per ciò, il versamento della somma deve avvenire tramite bonifico o assegno non trasferibile (sia che esso vada a finire al figlio o direttamente al venditore) per poter poi opporlo all’Agenzia delle Entrate. L’ufficio delle imposte infatti potrebbe rilevare l’incongruenza tra il reddito dell’intestatario dell’auto e il valore del bene stesso e così sottoporlo ad accertamento. Solo la dimostrazione della donazione indiretta potrebbe salvare il contribuente dall’applicazione delle sanzioni per evasione. 

Vantaggi della donazione indiretta

Lo schema della donazione indiretta è certamente più agevole per due ragioni:

  • innanzitutto, non è necessario l’atto pubblico notarile, ma addirittura può avvenire anche con accordo verbale o direttamente con l’atto di donazione (il bonifico al donatario o al venditore; il pagamento del debito altrui nelle mani del creditore, ecc.);
  • in secondo luogo, si finisce per pagare meno tasse, atteso che c’è un solo atto giuridico (ad esempio, un unico passaggio di proprietà) e non due.

Approfondimenti

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