Diritto e Fisco | Articoli

Pignoramenti presso terzi, le novità della riforma

20 Giugno 2022
Pignoramenti presso terzi, le novità della riforma

Per i nuovi procedimenti bisogna notificare l’iscrizione a ruolo. Cambia anche il tribunale competente se il debitore è una pubblica amministrazione. 

La riforma della giustizia civile batte alle porte. In attesa dell’attuazione delle deleghe contenute nella riforma del processo civile (legge 206/2021), da mercoledì 22 giugno entrano in vigore, e sono direttamente efficaci, nuove norme in materia di pignoramento presso terzi. Le novità della riforma si racchiudono sostanzialmente in due regole, la prima in merito alla competenza territoriale nel caso in cui il debitore sia una pubblica amministrazione, la seconda relativa a un nuovo adempimento per il creditore che procede a un pignoramento presso terzi. Ai procedimenti già iniziati invece si applicheranno le norme previgenti. Vediamo, dunque, quali sono le modifiche al codice di procedura civile. 

Giudice competente se il debitore è la pubblica amministrazione

La riforma del processo civile detta solo i principi e i criteri di delega, che dovranno essere tradotti in disposizioni dai decreti legislativi del Governo, da adottare entro il 24 dicembre 2022. Ma alcune norme sono già immediatamente efficaci. Due, in particolare, riguardano il processo esecutivo ossia i pignoramenti.

La prima novità riguarda l’individuazione del giudice al quale si deve rivolgere il creditore di un dipendente della pubblica amministrazione o di un soggetto a sua volta creditore di un ente pubblico, per procedere a esecuzione forzata delle quote pignorabili di quanto deve ricevere. Con la modifica all’articolo 26-bis del Codice di procedura civile, la riforma stabilisce che, quando si deve pignorare un credito e il debitore sia una pubblica amministrazione, è competente il giudice del luogo dove ha sede l’ufficio dell’Avvocatura dello Stato, nel cui distretto il creditore ha la residenza, il domicilio, la dimora o la sede.

In precedenza la competenza era radicata presso il luogo dove aveva sede l’ente. 

Il nuovo adempimento nei pignoramenti presso terzi

La seconda novità della riforma è rivolta a garantire al terzo debitore, che ha ricevuto la notifica del pignoramento del credito, di essere tempestivamente informato della sua sopravvenuta inefficacia. Come noto, ai sensi dell’articolo 543 del Codice di procedura civile, attualmente il creditore deve notificare la citazione per l’udienza di comparizione davanti al giudice dell’esecuzione al terzo pignorato (ossia al debitore del debitore). Sempre il creditore, entro 30 giorni da quando l’ufficiale giudiziario gli riconsegna l’atto notificato, deve depositare nella cancelleria del giudice competente per l’esecuzione la nota di iscrizione a ruolo, con la copia conforme dell’atto di citazione, del titolo esecutivo e del precetto. Tali adempimenti sono posti a pena di inefficacia del pignoramento.  

La riforma aggiunge un adempimento che consente al terzo pignorato (il debitor debitoris)  che ha già ricevuto la notifica del pignoramento di sapere se il creditore pignorante ha assolto a tali oneri e se quindi il pignoramento è ancora efficace. Il creditore, infatti, entro la data dell’udienza di citazione indicata nell’atto di pignoramento, dovrà notificare al debitore e al terzo l’avviso di avvenuta iscrizione a ruolo con indicazione del numero di ruolo della procedura. Tale avviso, con la prova della notifica, andrà depositato nel fascicolo dell’esecuzione. La mancata notifica o il suo mancato deposito nel fascicolo dell’esecuzione integra un’altra nuova causa di inefficacia del pignoramento. 

 



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