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Sono valide le multe ai minorenni?

3 Luglio 2022
Sono valide le multe ai minorenni?

Il minore va indicato nel verbale ma il trasgressore della sanzione è il genitore o i genitori che esercitano su di lui la potestà genitoriale. 

Anche i minorenni possono prendere multe: succede quando, al motorino o con la microcar, violano il codice della strada, quando salgono sul treno o sull’autobus senza biglietto, quando con gli skate o i rollerblade circolano in aree non consentite (come marciapiedi e strade). Ma in questi casi, la contestazione a chi va elevata: al trasgressore o ai suoi genitori? In altri termini sono valide le multe ai minorenni? La questione ha interessato già più di un giudice come attestato dai numerosi articoli apparsi su questa stessa rivista. 

Più di recente, il problema della validità delle multe ai minorenni è approdato sui banchi della Cassazione la quale ha avuto modo di stabilire alcuni principi cardini in materia di sanzioni amministrative [1]. Facciamo il punto della situazione.

Si può fare una multa a un minorenne?

Sembra fin troppo scontato dire che anche i minorenni devono rispettare il codice della strada e tutte le norme giuridiche del nostro ordinamento. Tant’è vero che i minori di 18 anni, con almeno 14 anni, sono anche responsabili penalmente: possono cioè essere denunciati, querelati, incriminati per il reato commesso; devono pertanto essere processati e quindi sanzionati. E siccome le norme del diritto penale si applicano anche alle violazioni amministrative, è certamente vero che si può fare una multa a un minorenne. 

Chi deve pagare la multa ad un minorenne?

Discorso diverso però è chi deve pagare la multa di un minorenne. Se è vero infatti che esiste la scuola dell’obbligo e che, verosimilmente, un giovane con meno di 18 anni non lavora ancora perché si sta formando, elevare le multe ai più giovani non avrebbe alcun senso perché questi non sarebbero mai in grado di pagare. Ecco che allora la legge dice che le multe fatte ai minorenni devono essere pagate dai suoi genitori i quali sono, tra loro, responsabili in solido. Ciò significa che l’ente accertatore dovrà pretendere l’integrale pagamento da entrambi o da uno solo di essi, anche se sono separati.

Su cosa si fonda la responsabilità dei genitori per le violazioni amministrative dei figli minori? Sugli stessi principi di carattere civile che accollano sui primi il risarcimento dei danni provocati dai secondi. Se è vero che un genitore risponde dell’educazione del figlio, egli deve fare in modo che il minorenne osservi le regole del vivere civile: regole non solo di carattere morale ma anche e soprattutto giuridico. Non basta quindi insegnare ai figli ad essere educati, a chiedere scusa e a rispettare le altre persone: è necessario anche impartire loro l’educazione alla legalità e la conoscenza delle leggi che anche loro devono rispettare (anche laddove non vi pensi lo Stato con la formazione scolastica).

Sono valide le multe ai minorenni

Proprio affinché i genitori possano essere nelle condizioni di provvedere a pagare le sanzioni amministrative elevate al figlio minorenne è necessario che la multa sia ad essi “intestata” e poi notificata.

Per la Corte di cassazione, se la violazione è commessa da un minore, la contestazione deve avvenire nei confronti dei soggetti “tenuti alla sorveglianza” con la redazione di un apposito verbale nei loro confronti. 

Il verbale di contestazione deve sì indicare il minore che ha commesso il fatto, tuttavia detto verbale deve essere elevato nei confronti dei genitori i quali non rispondono a titolo di coobbligati in solido ma, ove non dimostrino di non aver potuto impedire il fatto, a titolo personale e diretto, in qualità di trasgressori e come tali devono essere chiaramente indicati nel verbale.

Per la Suprema corte, «in caso di violazione amministrativa commessa da minore degli anni diciotto, della stessa risponde, a norma dell’art. 2 della L. n. 689 del 1981, applicabile anche agli illeciti amministrativi previsti dal codice della strada ai sensi dell’art. 194, colui che era tenuto alla sorveglianza dell’incapace, salvo che provi di non aver potuto impedire il fatto». Ne consegue che, in caso di violazione commessa da minore, «fermo l’obbligo di redazione immediata del relativo verbale di accertamento, la contestazione della violazione deve avvenire nei confronti dei soggetti tenuti alla sorveglianza del minore con la redazione di apposito verbale di contestazione nei loro confronti, nel quale deve essere enunciato il rapporto intercorrente con il minore che ne imponeva la sorveglianza al momento del fatto e la specifica attribuzione ad essi della responsabilità per l’illecito amministrativo».

Il minorenne che commette un’infrazione al codice della strada non può essere indicato come trasgressore sul verbale perché la violazione deve essere contestata ai genitori. 

In altri termini, conclude la decisione, «la sanzione va irrogata ai soggetti tenuti alla sorveglianza dell’incapace, che rispondono a titolo personale e diretto per la trasgressione della norma, avendo omesso la vigilanza alla quale erano tenuti. Con la conseguenza che, in siffatta ipotesi, fermo l’obbligo della redazione immediata del relativo verbale di accertamento, la violazione dev’essere contestata enunciando il rapporto intercorrente con il minore al momento del fatto, che imponeva la specifica attribuzione ad essi della responsabilità per l’illecito amministrativo».


note

[1] Cass. ord. n. 19619/2022.

Autore immagine: depositphotos.com


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1 Commento

  1. Nell’eventualità che il genitore non sia presente sul posto e anche redando il verbale nell’immediatezza, lo stesso non si può comunque consegnare al minore e men che meno farglielo firmare, avendo come conseguenza la inevitabile notifica al genitore/tutore. Quindi la redazione immediata non risulta inutile?

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