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Nullità della citazione: sanata solo se il convenuto svolge difese nel merito

19 Ottobre 2014
Nullità della citazione: sanata solo se il convenuto svolge difese nel merito

Anche la minima eccezione spiegata nel merito, sia pure accompagnata dalla richiesta di fissazione di nuova udienza, per meglio potersi difendere, comporta la sanatoria della citazione nulla.

La citazione che sia nulla per mancato rispetto del termine minimo di comparizione (90 giorni tra la data di avvenuta notifica e l’udienza) o abbia omesso l’invito al convenuto a costituirsi nel termine di venti giorni prima dell’udienza [1] può essere sanata solo in un caso: se il convenuto si costituisce e solleva anche una sola difesa nel merito. Diversamente, la costituzione che si limiti a eccepire il mancato rispetto della procedura non comporta alcuna sanatoria [2].

Lo ha chiarito la Cassazione in una recente ordinanza [3].

Il codice di procedura civile [2], difatti, stabilisce che la costituzione del convenuto sana i vizi della citazione, con ciò riferendosi però (implicitamente) al convenuto che spieghi eccezioni anche nel merito. Al contrario, continua la norma, se il convenuto si limita a dedurre l’inosservanza dei termini di comparizione o la mancanza dell’avvertimento a costituirsi 20 giorni prima dell’udienza, il giudice fissa una nuova udienza con la rinnovazione dell’atto introduttivo.

Insomma: solo nel caso in cui il convenuto si costituisca limitandosi ad eccepire il mancato rispetto delle norme procedurali non si ha la sanatoria della citazione; al contrario, se insieme a tale eccezione, il convenuto – magari per scrupolo difensivo – svolge anche una minima difesa nel merito, la sanatoria si compie: e ciò anche se si è fatta espressa richiesta di rinnovazione dell’atto e di assegnazione di nuovi termini per la notifica e costituzione. Non basterebbe, per esempio, neanche il fatto che il convenuto contesti la sua impossibilità a prendere una compiuta difesa su tutti i punti della citazione per evitare la sanatoria.

Al convenuto, quindi, che necessiti di maggior tempo per difendersi, non essendogli stato concesso dalla citazione arrivata in ritardo, conviene quindi limitarsi alla sola formulazione dell’eccezione di nullità. Ciò in base al presupposto che il dovere del giudice di provvedere, per effetto della nullità della citazione, alla fissazione di una nuova udienza è ricollegato non già ad un’istanza del convenuto, ma direttamente all’atteggiamento dello stesso di proposizione dell’eccezione. Ne consegue che, se il convenuto costituendosi svolga le sue difese, il presupposto per l’applicazione della norma non sussiste più.


note

[1] Art. 163, n. 7 cod. proc. civ.

[2] Art. 164 cod. proc. civ., comma 3.

[3] Cass. ord. n. 21910/14 del 16.10.2014.

Autore immagine: 123rf com


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