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Lo sai che? Redditometro al giovane che ha l’auto dal padre senza provare il passaggio di denaro

Lo sai che? Pubblicato il 19 ottobre 2014

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> Lo sai che? Pubblicato il 19 ottobre 2014

La prova contraria spetta sempre al contribuente: sempre meglio curare la tracciabilità delle donazioni.

Non fa niente se è giovane, disoccupato e, magari, vive a casa dei genitori. Se si è intestato l’auto che il papà gli ha comprato deve essere pronto a dimostrare al fisco il passaggio di denaro donatogli dal genitore. Diversamente, per l’Agenzia delle Entrate scatta la presunzione di reddito “in nero” accertata attraverso l’allert del redditometro. In altre parole, se il contribuente non fornisce la prova circa la provenienza della somma con cui è stato acquistato il bene di lusso, l’amministrazione finanziaria può far scattare l’accertamento (sintetico), presumendo che si tratti di somme nascoste all’erario.

Con una recente sentenza [1], la Commissione Tributaria Regionale della Puglia ricorda una difficile evidenza della nostra legge:il fisco presume, il cittadino si deve difendere. In pratica, la prova contraria spetta sempre al contribuente. Ecco perché è sempre bene conservare la dimostrazione dei passaggi di denaro, specie se questo è utilizzato per acquistare beni di valore come una casa, un’automobile, ma anche un viaggio, un motorino, ecc.

L’utilizzo del redditometro per la determinazione del reddito dispensa l’Agenzia delle Entrate da qualunque prova rispetto ai fatti-indice di maggiore capacità contributiva ponendo invece a carico del contribuente l’onere di dimostrare che il reddito presunto non esiste o esiste in misura inferiore. Il cittadino può fornire prova contraria con apposita convocazione e contraddicono: in tale sede eglipuò contestare la ricostruzione reddituale dell’Ufficio producendo ogni e qualunque documento utile.

note

[1] CTR Perugia sent. n. 382/14.

Autore immagine: 123rf com


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