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Mutuo non pagato e pignoramento stipendio: come evitarlo

8 Gennaio 2023 | Autore:
Mutuo non pagato e pignoramento stipendio: come evitarlo

Cosa fare quando non si è in grado di rimborsare le rate di un finanziamento a un istituto di credito. Come evitare che la propria retribuzione venga pignorata.

La maggior parte delle persone, quando deve acquistare o ristrutturare un immobile, si rivolge alle banche per avere in prestito il denaro necessario. Si tratta di una soluzione tutto sommato comoda: se è vero che le somme erogate dall’istituto di credito devono essere restituite con gli interessi, è vero anche che il rimborso viene suddiviso in rate il cui pagamento avviene a cadenza periodica. Chi dispone di un reddito sicuro, quindi, può serenamente affrontare questa operazione, anche se, a volte, con qualche piccolo sacrificio.

I problemi cominciano quando si verificano cambiamenti imprevisti nella situazione economica di chi ha chiesto il mutuo: ad esempio una malattia, la nascita di un figlio, la morte del partner che contribuiva con il proprio reddito alle spese familiari. Improvvisamente, ci si ritrova nell’impossibilità di pagare regolarmente la banca. Se la situazione si protrae nel tempo si rischia, purtroppo, di subire un’esecuzione forzata.

In questo articolo parleremo di mutuo non pagato e pignoramento dello stipendio, spiegando come evitarlo. In particolare, vedremo dopo quante rate non rimborsate si rischia e cosa bisogna fare per evitare conseguenze spiacevoli.

Rate di mutuo non pagate: quali conseguenze?

Non rimborsare puntualmente un finanziamento a un istituto di credito comporta diversi rischi.

Innanzitutto, dopo 30 giorni di ritardo nel pagamento, scattano gli interessi di mora [1]. Essi si calcolano sulle somme non versate e si aggiungono a quelli dovuti per il prestito. Il tasso degli interessi di mora è stabilito nel contratto di mutuo.

La banca, inoltre, segnala il mancato pagamento o il ritardo alla Centrale Rischi della Banca d’Italia, oltre a varie banche dati come Crif o Eurisc. Esservi iscritti significa essere classificati come cattivi pagatori e non godere più della fiducia da parte degli istituti di credito. Questo si traduce nella difficoltà, o più spesso nell’impossibilità, di accedere a nuovi finanziamenti, tenendo conto del fatto che l’iscrizione permane per un periodo di tempo più o meno lungo a seconda dei casi.

A tutela di chi si trova in condizioni di momentanea difficoltà economica, la segnalazione non avviene immediatamente. Infatti essa può essere effettuata solo dopo almeno 120 giorni di ritardo nel pagamento [2]. Inoltre, il Testo Unico Bancario [3] prevede che, prima di segnalare l’inadempimento, la banca deve avvisare il cliente per consentirgli di mettersi in regola.

Quando si rischia che la banca pignori lo stipendio?

Anche se l’inadempimento da parte del debitore si protrae, la banca non può subito procedere al pignoramento. Infatti esso può avvenire soltanto dopo il mancato pagamento di 18 rate [4]; ciò in forza di un decreto legislativo emanato nel 2016 in attuazione di una direttiva europea [5]. Questo beneficio, però, vale solo per i mutui stipulati dal 2017 in poi; per quelli precedenti è sufficiente che il debitore non versi sette rate.

Decorsi i suddetti termini, la banca invia al debitore, a mezzo raccomandata a.r. o pec, una comunicazione di decadenza dal beneficio del termine, con la quale gli comunica la revoca del mutuo e lo invita al rimborso integrale delle somme prese in prestito e non ancora pagate, con gli interessi. Nella lettera, l’istituto di credito assegna al debitore un termine per l’adempimento, avvertendolo che in mancanza procederà ad azioni esecutive nei suoi confronti.

Rate di mutuo non pagate: come avviene il pignoramento?

Dopo la richiesta di pagamento dell’intero importo dovuto, trascorso il termine, la banca notifica al debitore il titolo esecutivo [6]. Quest’ultimo è un atto dal quale risulta esattamente il credito; esso può consistere in un provvedimento del giudice (come una sentenza o un decreto ingiuntivo), ma nel caso del mutuo anche il relativo contratto, stipulato con rogito notarile, ha questo valore.

Successivamente, l’istituto di credito notifica al debitore l’atto di precetto [7]; si tratta dell’intimazione di pagare il debito indicato nel titolo esecutivo, oltre agli interessi e le spese, entro un termine che non può essere inferiore a dieci giorni.

Decorso inutilmente il suddetto periodo può aver luogo il pignoramento. Se il debitore è un lavoratore dipendente e percepisce uno stipendio, pignorare quest’ultimo è un modo per recuperare agevolmente il credito.

L’esecuzione avviene nella forma del pignoramento presso terzi: la banca notifica al debitore e al datore di lavoro un atto con il quale invita il secondo ad accantonare gli stipendi dovuti al primo fino alla concorrenza del credito [8]. Successivamente si svolge un’udienza, nel corso della quale il datore di lavoro conferma al giudice qual è l’ammontare dello stipendio e il magistrato gli ordina di versarne mensilmente una quota direttamente alla banca.

Tuttavia, non può essere pignorata l’intera retribuzione, ma solo 1/5 di quella netta. Facciamo un esempio.

Se il debito (comprensivo di interessi e spese di procedura) ammonta a 20.000,00 euro e lo stipendio è pari a 2.000,00 euro netti mensili, ogni mese il datore di lavoro verserà all’istituto di credito 400,00  euro. Ciò avverrà per 50 mesi, tempo necessario al rimborso dell’intero debito.

In alternativa, il creditore può decidere di pignorare lo stipendio del debitore quando le somme si trovano già sul suo conto corrente. In questo caso, il pignoramento viene notificato al debitore e all’istituto di credito presso il quale si trova il conto. Dal momento della notifica, se su quest’ultimo è presente denaro il titolare non potrà disporne.

Rate di mutuo non pagate: come evitare il pignoramento dello stipendio?

Finora abbiamo parlato di mutuo non pagato e pignoramento dello stipendio. Vediamo ora come evitarlo, esaminando le varie possibilità previste dalla legge. Esse sono:

  • la sospensione del pagamento delle rate;
  • la rinegoziazione del mutuo;
  • la surroga del mutuo;
  • il ricorso alla legge sul sovraindebitamento;
  • se lo stipendio si trova sul conto corrente del debitore, il ricorso a un assegno circolare.

Come evitare il pignoramento sospendendo il pagamento delle rate?

Questa possibilità, esistente da alcuni anni, è stata confermata dal Decreto Cura Italia, emesso a seguito dell’emergenza pandemica [9]. La sospensione può essere richiesta fino al 31 dicembre 2022 e per un massimo di 18 mesi. Deve trattarsi di un mutuo per l’acquisto della prima casa. La condizione per fruire di questa agevolazione è che il mutuatario abbia subito, nei tre anni antecedenti, uno dei seguenti eventi sfavorevoli:

  • la perdita del lavoro, subordinato, parasubordinato, di rappresentanza o di agenzia;
  • la sospensione del lavoro o la riduzione dell’orario per almeno un mese;
  • l’handicap grave nella misura di almeno l’80%;
  • la morte (caso in cui, naturalmente, la richiesta di sospensione verrà avanzata dagli eredi);
  • in caso di lavoro autonomo, un calo di fatturato superiore al 33% nel trimestre successivo al 21 febbraio 2020.

Durante il periodo di sospensione non va pagata la quota capitale del mutuo; vanno però versati gli interessi.

Come evitare il pignoramento rinegoziando il mutuo?

Se il mutuatario si accorge di avere difficoltà a pagare regolarmente le rate, perché di importo troppo elevato, può chiedere alla banca di rinegoziare il mutuo per ridurle.

La rinegoziazione consente di abbassare il livello delle somme da rimborsare periodicamente, agendo su alcune clausole del contratto. Ad esempio:

  • prolungando la durata del rimborso e aumentando il numero delle rate;
  • modificando il tasso d’interesse;
  • eliminando alcune spese (ad esempio quelle di incasso rata).

Come evitare il pignoramento mediante la surroga del mutuo?

Se il mutuatario individua una banca che pratica condizioni più vantaggiose può chiedere di spostare il mutuo presso di essa, senza necessità di rinnovare le relative spese (come quelle di istruttoria, di perizia eccetera).

L’istituto di credito presso il quale è stato aperto il finanziamento non può opporsi alla richiesta del cliente, né può pretendere il pagamento di commissioni.

Come evitare il pignoramento con la legge sul sovraindebitamento?

Tutti i rimedi di cui abbiamo parlato sono praticabili quando la difficoltà di rimborso del mutuo è temporanea e per superarla basta sospendere le rate per un periodo, oppure ottenere condizioni più favorevoli dalla propria banca o da altri istituti di credito.

Nei casi più gravi, invece, la legge prevede un rimedio più drastico cui ricorrere in caso di sovraindebitamento [10], ossia quando si è nella definitiva impossibilità di onorare i propri debiti.

La procedura si svolge davanti al tribunale, con l’ausilio di appositi organismi di composizione della crisi. In relazione alla situazione economica del debitore viene elaborato un piano di pagamento dei debiti, che prevede la drastica riduzione degli importi da versare ai creditori e un dilazionamento nel tempo.

Come evitare il pignoramento ricorrendo a un assegno circolare?

Se lo stipendio si trova sul conto corrente del debitore e quest’ultimo vuole evitare il pignoramento, una soluzione può essere quella di richiedere alla banca, presso la quale si trova il conto, l’emissione di un assegno circolare di importo pari al saldo attivo. Per emetterlo l’istituto di credito attingerà dal conto, che in questo modo risulterà vuoto.

Al momento del pignoramento, il creditore non troverà quindi nulla. Il debitore conserverà l’assegno, per poi richiamarlo una volta cessato il pericolo. Dopo il richiamo dell’assegno, le somme torneranno sul conto nella piena disponibilità del titolare.


note

[1] Art. 1224 cod. civ.

[2] Art. 4 del Codice deontologico degli Istituti di credito.

[3] Art. 125 Decreto legislativo n. 385/1993

[4] Decreto legislativo n. 72/2016

[5] Direttiva 2014/17/UE

[6] Art. 474 c.p.c.

[7] Art. 480 c.p.c.

[8] Art. 5. 3 c.p.c.

[9] Decreto legge n. 18/2020

[10] Legge n. 3/2012; Decreto Legislativo n. 14/2019


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