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Credito al consumo: come far quadrare il budget

Pubblicato il 20 ottobre 2014

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> Pubblicato il 20 ottobre 2014

Prestito finalizzato e personale: richiedere un prestito è la via più battuta per riuscire a soddisfare le varie esigenze.

La crisi stringe i cordoni della borsa delle famiglie italiane. Sono sempre più numerosi i nuclei familiari che faticano a conciliare le esigenze di tutti i giorni con il budget familiare. Fin dove si può, si tende a tagliare, ma dopo un certo limite si cercano altre vie e la più battuta in genere è quella del credito al consumo. Una modalità che consente ai privati di ottenere il fatidico finanziamento, grazie al quale si possono acquistare beni o servizi di consumo diversamente inaccessibili. Ma nel momento in cui si decide di ricorrere a questa scelta, è buona regola valutare attentamente l’impegno economico che ne può derivare.

Come avviene per tutti i prestiti, la somma erogata viene restituita attraverso rate periodiche, maggiorate di un interesse e da corrispondere in genere con cadenza mensile.

La natura del prestito può essere di due tipi:

1. finalizzato

2. personale.

Prestito finalizzato

Con la prima tipologia si ottiene il prestito direttamente presso il punto vendita di beni e servizi e la sua erogazione è legata all’acquisto che si sta effettuando: gli esempi più comuni sono l’acquisto dell’automobile, della moto oppure di un mobile, ma con questa modalità è possibile acquistare anche dei servizi, come l’abbonamento in palestra. Insomma, con il finanziamento finalizzato non si ottiene la somma di denaro necessaria per pagare tutto in contanti al momento dell’acquisto, ma si paga a rate il prezzo del bene o del servizio richiesto.

Prestito personale

In questo caso siamo di fronte a un finanziamento che non richiede alcun obbligo di destinazione della somma su un bene o un servizio specifico. Viene erogato direttamente al cliente (da una banca o da una finanziaria), che quindi lo può utilizzare per comprare quello che preferisce. È rimborsabile a rate prestabilite (in genere su base mensile) e ha un tasso di interesse fisso. Il prestito personale rientra all’interno della categoria dei prodotti di credito al consumo se il finanziamento è compreso fra un minimo di 200 euro e un massimo di 75mila euro.

L’acuirsi della crisi, se da un lato è all’origine della necessità di richiedere finanziamenti, dall’altro è anche la ragione per cui questo settore negli ultimi anni è andato progressivamente rallentando. Lo dicono le stime: nel 2008 sono stati erogati prestiti per oltre 60 miliardi di euro, mentre per il 2014 si arriverà a stento a 45 con un decremento nel periodo pari al 25 per cento.

Prima di ricorrere a un prestito, infine, occorre valutare bene quale sia il più conveniente. Come? Attraverso il Taeg, l’indicatore che permette di confrontare le offerte di finanziamento alternative con le stesse caratteristiche in termini di importo e durata.

Carte revolving 

C’è poi un’ulteriore forma di finanziamento, che è quella delle carte revolving, ovvero carte di credito che consentono di ripagare il debito in rate mensili. È uno strumento estremamente flessibile in quanto si ha a disposizione una linea di fido che può essere utilizzata in qualsiasi momento. E non c’è la necessità, a ogni acquisto, di fare le consuete verifiche e accertamenti. Ma per avere questa flessibilità bisogna fare i conti con tassi di interesse molto più alti rispetto a quelli dei prestiti personali e finalizzati. Il Taeg (tasso annuo effettivo globale) delle carta revolving si aggira mediamente intorno al 16% per importi fino a 5mila €, mentre i prestiti finalizzati viaggiano intorno al 9,5%. Tassi più alti giustificati dalla maggiore rischiosità dello strumento carta, in quanto è il primo impegno finanziario che si smette di pagare nel caso in cui dovessero sopraggiungere delle difficoltà. La revolving, comunque, deve essere utilizzata con cautela e va compresa bene fin dall’inizio. È un finanziamento sempre in tasca. Quindi bisogna capirne bene il meccanismo e stare molto attenti ai costi.


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