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Consumatori in crisi: la proceduta di sovrindebitamento non è così facile

20 Ottobre 2014
Consumatori in crisi: la proceduta di sovrindebitamento non è così facile

Diritti dei consumatori: le sentenze dei giudici che chiariscono l’applicazione della legge 3/2012; serve in ogni caso l’assistenza di un avvocato.

 

Anche i privati in crisi che si rivolgono al tribunale per avviare la procedura di “fallimento del consumatore” o da sovraindebitamento devono presentare un piano con scadenze e modalità di pagamento dei creditori, oltre alla documentazione che permette di ricostruire la loro situazione economica e patrimoniale.

A gestire la composizione della crisi possono essere anche professionisti di fiducia dei debitori, ma che devono essere comunque nominati dal giudice.

Imprenditori e famiglie devono essere assistiti da un avvocato.

Sono questi alcuni dei chiarimenti forniti dai giudici nel primo periodo di applicazione del “fallimento dei privati“.

La procedura è stata introdotta [1] per risolvere le situazioni di «sovraindebitamento», cioè di «perdurante squilibrio tra le obbligazioni assunte e il patrimonio prontamente liquidabile per farvi fronte», che non sono soggette alle altre procedure concorsuali.

In questi casi, il debitore deve presentare una domanda di accesso alla procedura con una proposta di ristrutturazione dei debiti e di soddisfazione dei crediti, con l’ausilio di un organismo di composizione della crisi. Inoltre, come ha precisato da ultimo il tribunale di Vicenza [2], il debitore – che nel caso esaminato dal tribunale era un imprenditore – deve anche essere assistito da un avvocato. Questo perché la proposta è in sostanza una domanda giudiziale con il fine di comporre una crisi finanziaria in presenza di interessi contrapposti e anche perché il ricorso introduce una procedura che si svolge davanti a un tribunale, che presenta fasi potenzialmente contenziose. L’assistenza di un legale può non essere necessaria finché non si aprono fasi contenziose in senso stretto – si legge nel decreto – se nell’organismo di composizione della crisi che presenta la domanda c’è anche un avvocato.

Per redigere il piano, il debitore può avvalersi di un soggetto di sua fiducia, ma in ogni caso è l’organismo di composizione della crisi che deve farlo proprio, se lo condivide, verificando e attestando la veridicità e la fattibilità nei confronti del tribunale e dei creditori. L’organismo può essere nominato in piena autonomia dal giudice, visto che non è stato ancora emanato il decreto ministeriale che definisce i requisiti e regola il registro degli organismi di composizione della crisi.

Alla domanda va allegata idonea documentazione per permettere di ricostruire compiutamente la situazione patrimoniale ed economica del debitore, nel caso da redigere ex novo; questo soprattutto [3] per quegli imprenditori che, per legge, non sono obbligati a tenere le scritture contabili, come gli imprenditori agricoli.

Il ricorso deve indicare in modo preciso le scadenze e le modalità di pagamento dei creditori, le dichiarazione dei redditi e l’attestazione di fattibilità del piano. Altrimenti [4], va respinto per mancanza dei presupposti di legge.

Il piano del consumatore è omologabile anche se l’indebitamento globale è costituito principalmente da debiti contratti per sostenere l’attività professionale di un terzo.

Tra gli effetti della procedura ci può essere – se il ricorrente l’ha chiesto nella domanda – il blocco delle azioni esecutive individuali e di quelle cautelari nuove e in corso, fino al momento in cui il provvedimento di omologazione non diventa definitivo.

I CASI DECISI DAI GIUDICI

1 | LA NOMINA DELL’ORGANISMO

Il caso

Un debitore ha presentato al tribunale domanda di liquidazione dei propri beni (articolo 14-ter della legge 3 del 2012) per fare fronte ai propri debiti. Ha anche chiesto al tribunale di nominare un professionista con i requisiti di legge. La richiesta è avvenuta in mancanza del regolamento con le disposizioni per la tenuta dell’albo degli organismi di composizione della crisi e per la determinazione dei loro compensi, previsto dall’articolo 15 della legge 3/2012.

La decisione

Il tribunale ha indicato una società tra professionisti quale organismo di composizione della crisi, incaricandola di produrre la relazione sulla natura e le cause dell’indebitamento del ricorrente.

 

Tribunale di Vicenza, 8 luglio 2013

2 | L’ASSISTENZA LEGALE

Il caso

Un debitore ha presentato reclamo al tribunale contro il provvedimento con cui il giudice aveva ritenuto inammissibile la domanda per la composizione della crisi da sovraindebitamento per vari motivi, tra cui la mancata assistenza tecnica di un difensore;

la domanda predisposta da un soggetto privo della qualifica formale di organismo di composizione della crisi.

La decisione

Il tribunale ha respinto il reclamo affermando che la necessità dell’assistenza di un avvocato sia desumibile, tra l’altro, dal fatto che la proposta è in sostanza una domanda giudiziale, che la procedura si svolge davanti a un tribunale e che presenta fasi potenzialmente contenziose.

 

Tribunale di Vicenza, 29 aprile 2014

3 | L’IMPRENDITORE AGRICOLO

Il caso

Un imprenditore agricolo ha presentato domanda di composizione della crisi da sovraindebitamento. Il tribunale ha chiesto documentazione aggiuntiva sulla situazione patrimoniale della società e dei soci. Il debitore non ha depositato le scritture contabili affermando che in quanto società agricola semplice non era obbligato a tenere scritture contabili o a redigere il bilancio.

La decisione

Per il tribunale le semplificazioni e agevolazioni di cui l’imprenditore agricolo gode sul piano civile e tributario non producono deroghe alla legge 3/2012, che impone al debitore di redigere un riepilogo della situazione patrimoniale ed economica, a tutela dei creditori.

Tribunale di Cremona, 17 aprile 2014

4 | I DOCUMENTI CONTABILI

Il caso

Un debitore ha chiesto al tribunale di sospendere l’esecuzione immobiliare nei suoi confronti e di fissare un’udienza per concordare con i creditori un piano di ristrutturazione dei debiti, in base alla legge 3 del 2012. Nel ricorso il debitore si è limitato a fornire l’elenco dei creditori, senza presentare i documenti previsti dalla legge.

La decisione

Il tribunale ha respinto l’istanza di sospensione della procedura esecutiva immobiliare, affermando che non poteva essere accolta perché non erano state indicate nel piano le scadenze e le modalità di pagamento dei creditori. Mancavano anche le dichiarazioni dei redditi e l’attestazione di fattibilità del piano.

Tribunale di Firenze, 27 agosto 2012

5 | IL BLOCCO DELL’ESECUZIONE

Il caso

Una società ha chiesto al tribunale l’accesso alla procedura di composizione della crisi da sovraindebitamento. Il tribunale, ritenendo la domanda ammissibile, ha nominato un professionista per l’attestazione di fattibilità, che è stata depositata in tribunale.

La decisione

Il tribunale, nel decreto che fissa l’udienza di discussione della proposta e per la verifica dei voti dei creditori, ha disposto fino all’omologa il divieto per i creditori di iniziare o proseguire procedure esecutive e cautelari, o di acquisire diritti di prelazione sul patrimonio del debitore; inoltre, ha avvertito il debitore che fino all’omologa nessun atto di straordinaria amministrazione può essere compiuto senza l’autorizzazione del giudice.

Tribunale di Lodi, 1° ottobre 2013

6 | I PROFESSIONISTI DI FIDUCIA

Il caso

Un’impresa individuale ha chiesto al tribunale, anche alla luce dello sfratto per morosità ricevuto, la nomina di un professionista o di una società di professionisti per presentare una proposta di accordo e comporre la crisi da sovraindebitamento. La società ha indicato due professionisti di fiducia con i requisiti per predisporre l’accordo.

La decisione

Il tribunale, preso atto della domanda di nomina di un professionista in luogo dell’organismo di composizione della crisi e ritenuto che nell’interesse del ricorrente fosse necessario procedere alla designazione, ha nominato la persona di fiducia indicata dal debitore ricorrente.

Tribunale di Ivrea, 1° ottobre 2013

note

[1] Legge 3/2012.

[2] Trib. Vicenza, decr. del 29.04.2014.

[3] Trib. Cremona decr. del 17.04.2014.

[4] Trib. Firenze decr. del 27.08.2012.

Autore immagine: 123rf com


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