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Così la Russia carpisce segreti all’Ucraina

21 Giugno 2022 | Autore:
Così la Russia carpisce segreti all’Ucraina

L’intelligence ucraina ha scoperto il tradimento di alcuni capi dei vertici degli uffici del Consiglio dei ministri e della Camera di commercio.

Come in uno dei più scontati film di 007, le informazioni segrete dell’Ucraina arrivavano ai russi grazie alle più insospettabili spie interne. Il Servizio di sicurezza ucraino ha dato poco fa la notizia dell’arresto di alcuni «traditori della Patria» profumatamente pagati dal nemico per fornire informazioni top secret e segreti di Stato. Era così che l’invasore riusciva (non tanto quanto avrebbe voluto) a essere un passo avanti a Kiev. A finire in manette non sono stati due semplici impiegati messi negli uffici giusti al momento giusto, ma persone che teoricamente dovevano essere di fiducia e che, in questo intricato e critico momento storico, ricoprivano un ruolo prezioso nella gestione del conflitto armato in corso.

«Il servizio di sicurezza di Kiev ha scoperto alcuni agenti del Cremlino che lavoravano negli uffici del Consiglio dei ministri e della Camera di commercio ucraini. È stato fermato il capo del dipartimento del segretariato del gabinetto dei ministri e il capo di una delle direzioni della Camera di commercio. Passavano al nemico informazioni riguardanti la difesa, dati personali dei lavoratori delle forze dell’ordine e dati sulla difesa del confine. Venivano pagati da 2mila a 15mila dollari per il compito e a seconda di quanto fossero segrete le informazioni.  A entrambi è stato consegnata un avviso di garanzia, art. 111 del codice penale dell’Ucraina, per ‘tradimento dello Stato’». Lo ha scritto su Telegram il Servizio di sicurezza ucraino.

Nel frattempo, l’intelligence del ministero della Difesa dell’Ucraina è impegnata anche su un altro fronte: quello del rilascio dei difensori ucraini di Mariupol, così come di due britannici e un cittadino marocchino che sono stati catturati dai russi e minacciati di esecuzione. Lo ha dichiarato il capo dell’ufficio del presidente Andriy Yermak in un’intervista con il media ucraino «Lb».

Yermak ha sottolineato che il problema dei difensori di Mariupol che si erano asserragliati nell’impianto Azovstal prima di arrendersi ai russi è costantemente sotto controllo. Il capo del Servizio di sicurezza non ha saputo dire in quali condizioni sono detenuti i prigionieri di Azov e quali potrebbero essere le scadenze per il loro rientro. «Sappiamo che sono vivi. Per quanto riguarda le condizioni, anche questo problema è sotto controllo. Non possiamo dire esattamente in quali condizioni si trovino. Ma sappiamo per certo che sono vivi», ha detto.



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