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Chi sono gli eredi legittimari del donante?

3 Luglio 2022
Chi sono gli eredi legittimari del donante?

Quando diventa definitiva una donazione che lede la quota dei legittimari, ossia i parenti più stretti del donante. 

Le donazioni sono sconsigliate dai notai. E ciò perché, se non sono decorsi 20 anni da quando il rogito notarile è stato trascritto nei pubblici registri immobiliari, il bene già donato e divenuto ormai di proprietà del donatario, può essere comunque ripreso dai parenti del donante. Ciò può succedere solo se quest’ultimo, con il proprio testamento, ha lasciato in eredità, ai cosiddetti eredi legittimari, delle quote del proprio patrimonio inferiori a quelle previste dalla legge.

A questo punto vengono subito a galla due domande: chi sono gli eredi legittimari del donante che possono appunto revocare la donazione e quali sono queste quote minime che devono essere loro riconosciute per legge? 

Alla seconda domanda abbiamo già dato risposta in numerosi articoli già pubblicati su questo stesso giornale (leggi ad esempio: Quali sono le quote di legittima e cosa spetta agli eredi legittimari?); pertanto non ci dilungheremo su questo argomento. Si tenga tuttavia conto che tali quote variano a seconda del numero di eredi presenti e delle donazioni a questi già effettuate dal defunto quando ancora era in vita (le donazioni infatti sono un anticipo dell’eredità).

Piuttosto ci occuperemo della prima questione: andremo cioè a individuare chi sono gli eredi legittimari del donante, cosa possono fare ed entro quanto tempo possono agire per riprendersi i beni donati dal defunto.

Chi sono i legittimari in caso di donazione?

I legittimari sono i parenti più stretti del defunto che questi non può mai diseredare. Non può farlo né con disposizioni testamentarie né, indirettamente, attraverso atti di donazione che, prima della sua morte, siano rivolti a svuotare il suo stesso patrimonio in modo da non lasciare molto agli eredi.

Vediamo chi sono gli eredi legittimari. Essi sono:

  • il coniuge, anche se legalmente separato (a meno che non abbia subito il cosiddetto addebito);
  • i figli, anche naturali e adottivi;
  • i genitori, solo se il donante però non aveva figli. 

Al coniuge è equiparata la parte di una unione civile.

Al coniuge, anche quando concorre con altri chiamati, sono riservati i diritti di abitazione sulla casa adibita a residenza familiare e di uso sui mobili che la corredano, se di proprietà del defunto o comuni. Tali diritti, che si sommano alla quota spettante allo stesso in proprietà (Cass. 13 novembre 2017 n. 26741), gravano sulla porzione disponibile e, se questa non è sufficiente, per il rimanente sulla quota di riserva del coniuge ed eventualmente sulla quota riservata ai figli

A tali soggetti dunque spetta sempre una quota del patrimonio del donante il quale non può mai diseredarli.

Se, con atti di donazione, il defunto ha leso le quote di legittima degli eredi legittimari, questi ultimi possono esercitare la cosiddetta azione di riduzione rivolta a rimettere in discussione tutta la ripartizione fatta con il testamento in modo da ripristinare le loro quote.

Se però ciò non dovesse essere sufficiente per ottenere la legittima, gli eredi legittimari possono esercitare l’azione di restituzione nei confronti di chi ha ricevuto donazioni dal defunto quando ancora era in vita.

Termini per agire contro il donatario

L’azione di restituzione contro il donatario va esercitata entro 10 anni dall’apertura della successione (ossia dalla morte del donante).

Se il donatario ha però ceduto a sua volta la proprietà del bene a un terzo, gli eredi possono agire contro quest’ultimo solo se non sono passati più di 20 anni dalla trascrizione dell’atto di donazione.

Donazione e lesione dei legittimari

Se una donazione lede i diritti successori dei legittimari, il donatario non è sicuro di aver acquisito la proprietà dei beni ricevuti finché non siano trascorsi almeno 10 anni dall’apertura della successione. In questo periodo di tempo infatti i legittimari possono reintegrare la propria quota ereditaria esercitando l’azione di riduzione nei confronti del donatario e rendere inefficace la donazione per riottenere i beni donati.

I legittimari possono rinunciare all’azione di riduzione solo dopo la morte del donante.



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1 Commento

  1. QUALI SONO LE CLAUSE CHE DETERMINA L’ESCLUSIONE DELLA LEGGITTIMA AD UN EREDE PER INDEGNITA’ NEL CASO SPECIFICO, ESSERE QUALIFICATO QUALE FAMIGLIA INDEGNA, FAMIGLIA DI PEDOFILI, E PER FINIRE PEDOFILO DI MERDA! TUTTE CONSIDERZIONI GRATUITE E AMPIAMENTE DIMOSTRABILI. GRAZIE

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