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Urinare in autostrada: cosa si rischia?

22 Giugno 2022 | Autore:
Urinare in autostrada: cosa si rischia?

Fare pipì sul guard-rail può costare una multa salata se si viene sorpresi dalla Polizia stradale.

Può capitare a chiunque, durante un lungo viaggio in autostrada, di doversi fermare per un bisogno fisiologico impellente: un’urgenza che proprio non si riesce a trattenere. Così, senza arrivare ad un’area di servizio dotata di bagni, semplicemente si accosta la vettura, si scende a bordo strada e si fa pipì sul posto, in una piazzola di sosta o sul guard-rail della carreggiata. Ma questo comportamento è sanzionabile. Cosa si rischia ad urinare in autostrada? Vediamo.

Atti contrari alla pubblica decenza

Il problema dell’urinare in autostrada sta nella visibilità del gesto, più che nella sicurezza stradale, che non è compromessa da chi compie una fermata momentanea accostando sulla corsia di emergenza o, meglio ancora, in una delle tante piazzole laterali collocate ai bordi della carreggiata.

Di solito, chi deve urinare in un luogo di pubblico passaggio, come un’autostrada dove sfrecciano in continuazione macchine, pullman e camion, si ripara mettendosi di spalle rispetto alla strada, e dietro la propria autovettura parcheggiata; ma se nonostante ciò si viene notati dagli altri automobilisti (e, ovviamente, dall’occhio vigile di una pattuglia della Polizia stradale che passa proprio in quel momento), si può incorrere in una grave contravvenzione, che un tempo era reato e oggi è punita con una sanzione amministrativa pecuniaria, per aver compiuto «atti contrari alla pubblica decenza».

Pipì in autostrada: a quanto ammonta la multa?

La norma di legge [1] non specifica in cosa debbano consistere gli «atti contrari alla pubblica decenza» per essere illeciti, ed è stata la giurisprudenza a definirne i caratteri. Il comportamento di chi espleta un bisogno fisiologico, come quello di urinare, per essere punibile deve avvenire in un luogo pubblico o comunque aperto ed esposto al pubblico, e un’autostrada è certamente tale, anche nei suoi elementi laterali e marginali distinti dalla sede stradale vera e propria, destinata allo scorrimento dei veicoli.

A seguito della depenalizzazione della condotta, la pena detentiva è stata sostituita da una pesante sanzione amministrativa pecuniaria, da un minimo di 5.000 ad un massimo di 10.000 euro. Tuttavia, la Corte Costituzionale, con un recente intervento [2], ha dichiarato incostituzionale l’importo di questa sanzione, ritenendola sproporzionata rispetto all’illecito compiuto da chi fa pipì per strada o in autostrada, osservando che ciò avviene «spesso senza intenzione di recare disturbo ad alcuno», e attraverso un atto, quello di urinare, che è «privo di connotazione sessuale» e dunque va tenuto nettamente distinto dalla sanzione prevista per chi compie atti osceni in luogo pubblico.

Così la Consulta ha dichiarato «manifestamente sproporzionata» la sanzione da 5mila a 10mila euro e l’ha riportata entro il limite previsto per chi compie atti osceni in luogo pubblico per colpa, senza dolo: da 51 euro a 309 euro. Oggi, è questa la multa che rischia chi fa pipì in autostrada, ma in alcuni casi possono esserci delle giustificazioni che rendono non punibile questo comportamento.

Urinare in autostrada: quando è giustificato?

Il comportamento di urinare in autostrada – che, come abbiamo visto, astrattamente integra una violazione della norma che punisce gli atti contrari alla pubblica decenza – in concreto può essere giustificato quando la “sosta tecnica” è imposta da un malessere del conducente, o di un passeggero del veicolo, che rende indispensabile fermarsi per espletare il bisogno fisiologico. In questi casi, i giudici riconoscono l’esistenza di uno «stato di necessità» che consente di fermarsi per soddisfare «il bisogno impellente di fare la pipì» [3].

Anche in questi casi, però, bisogna cercare di mettersi al riparo o, come ha affermato la Corte di Cassazione in una nuova sentenza [4], di «usare tutte le cautele possibili per evitare di essere visto e di offendere la pubblica decenza», altrimenti l’atto di urinare in autostrada integra la violazione, ed a quel punto è irrilevante che la condotta «non sia stata percepita da alcuno e che non sia risultata concretamente offensiva». Basta il verbale elevato dalla Polizia stradale che resoconta le circostanze di tempo e di luogo in cui è avvenuto il fatto.

Nel caso deciso dai giudici di piazza Cavour – che hanno confermato la sanzione inflitta ad un automobilista – il verbale dava atto che l’uomo «era stato sorpreso ad urinare in piedi sul guardrail posto a delimitazione della corsia di emergenza di un tratto dell’autostrada “A11”» e gli agenti avevano specificato che «egli non aveva usato tutte le cautele possibili per evitare di essere visto da altre persone», ed anzi «egli era risultato ben visibile alla pattuglia della Polizia che aveva provveduto poi ad effettuare il verbale».

In definitiva, per evitare di essere multati quando si urina in autostrada deve trattarsi di un bisogno fisiologico davvero impellente e che non si può trattenere, e comunque bisogna fare di tutto per riuscire a non essere notati dagli automobilisti in transito.

Approfondimenti

Per ulteriori informazioni leggi anche “Pipì in autostrada: quali conseguenze?” e “Bisogno fisiologico in luogo pubblico: cosa si rischia?“.


note

[1] Art. 726 Cod. pen.

[2] C. Cost. sent. n. 95/2022.

[3] Cass., sent. n. 13124/2019.

[4] Cass. sent. n. 19573 del 17.06.2022.


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