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Perché Draghi chiede al Governo di sostenere l’Ucraina

21 Giugno 2022 | Autore:
Perché Draghi chiede al Governo di sostenere l’Ucraina

Per il Presidente del Consiglio l’Italia deve continuare a sostenere la lotta di Zelensky nel combattere gli orrori provocati dalla guerra voluta dalla Russia.

Una decisione assunta dalla maggioranza in merito alla crisi in Ucraina ancora non c’è, nonostante fosse da settimane previsto per oggi il voto del Governo. Volenti o nolenti, nonostante i ritardi e le indecisioni, il tempo per decidere è sempre meno ed è quasi finito. Il 23 e 24 giugno, infatti, si terrà il Consiglio europeo a cui il presidente del Consiglio Mario Draghi parteciperà riportando quella che sarà la decisione italiana. Una decisione che lo stesso Draghi ha sempre escluso possa discostarsi da quella di sostegno dimostrato finora.

Nel discorso tenuto in Senato dopo pranzo, il presidente del Consiglio ha iniziato presentando un quadro attuale dello scontro in atto: «Al 20 giugno sono 4569 i civili uccisi, ma il numero reale potrebbe essere molto molto più alto». «Ci avviciniamo al quarto mese di invasione russa dell’Ucraina. Mosca continua ad aggredire militarmente città al fine di espandere il controllo sul territorio».

«Durante la “visita a Kiev ho visto da vicino le devastazioni della guerra e constatato la determinazione degli ucraini nel difendere il loro paese. Il presidente Zelensky ci ha chiesto di continuare a sostenere l’Ucraina per raggiungere una pace che rispetti i loro diritti: solo una pace concordata e non subita può essere davvero duratura. Continuano a emergere nuove atrocità commesse ai danni dei civili da parte dell’esercito russo. Le responsabilità saranno accertate e i crimini di guerra saranno puniti. A Kiev ho ribadito che l’Italia vuole l’Ucraina in Europa e vuole lo status di paese candidato. Siamo stati tra i primi a sostenere questa posizione con chiarezza in Ue e in Occidente e per la prima volta l’ho fatto proprio in questo Parlamento, continueremo a farlo anche la Consiglio Ue».

«Sono consapevole che non tutti gli Stati membri condividono questa posizione ma la raccomandazione della Commissione è un segnale incoraggiante e confido che il Consiglio Ue raggiunga una posizione consensuale in merito».

Poi, ripercorrendo quanto finora fatto dall’Occidente per fermare la Russia, il premier ha ricordato che «il 3 giugno il Consiglio europeo ha varato un sesto pacchetto di sanzioni» che funzionano e che il tempo ha rivelato che sono efficaci, anche se i canali di dialogo restano aperti.

«L’Italia continuerà a lavorare con l’Ue e il G7 per sostenere l’Ucraina, ricercare la pace, superare questa crisi. Questo è il mandato ricevuto del Parlamento, da voi, e questa è la guida per la nostra azione». Così il premier Mario Draghi, nel corso delle comunicazioni al Senato. «Per frenare l’aumento prezzi e tutelare il potere d’acquisto dei cittadini è importante agire anche sulla fonte del problema» che ha innescato l’inflazione, ovvero «contenere i rincari dei prezzi di gas e energia. I governi hanno gli strumenti per farlo. Quel che proponiamo da diversi mesi è un tetto europeo al prezzo del gas. Questa misura è diventata ancor più urgente con la riduzione delle forniture da parte di Mosca, con le difficoltà per l’Europa che aumentano vertiginosamente. L’Europa deve muoversi rapidamente».

Draghi ha poi aggiunto che «Il conflitto in atto rischia di creare crisi umanitaria di dimensioni straordinarie, la fornitura di grano è a rischio, nei porti sono bloccati cereali che rischiano di marcire, e la devastazione della guerra peggiorerà la situazione.

I bombardamenti russi hanno distrutto la più grande centrale agricola ucraina che conteneva tra i 250 e le 300mila tonnellate di cereali. Le proiezioni ucraine indicano che la produzione potrebbe calare tra il 40 e il 50% rispetto all’anno scorso. Bisogna liberare le scorte in magazzino e fare spazio al nuovo raccolto di settembre e per farlo è necessario realizzare lo sminamento dei porti e garantire l’uscita delle navi in sicurezza. Ma dopo vari tentativi falliti – prosegue il presidente del Consiglio – non vedo alternativa all’adozione di una risoluzione delle Nazioni Unite dove l’Onu garantisca l’operazione sotto la sua egida».

«Per l’Ucraina va fatto uno sforzo collettivo e coinvolgere organi internazionali e banche. Bisogna costruire e ridare una casa a chi l’ha persa, riportare i bambini a scuola e aiutare la ripresa della vita economica e sociale. Oggi spetta a tutti noi di permettere all’Ucraina di rinascere».



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