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Chi sceglie l’organismo di mediazione?

22 Giugno 2022
Chi sceglie l’organismo di mediazione?

Liti e conciliazione: come funziona la mediazione e qual è l’organismo competente per territorio. La domanda congiunta.

A chi non è abituato alla mediazione risulterà difficile da comprendere il perché chi viene “citato” dall’avversario dinanzi all’organismo debba pagare per partecipare all’incontro, anche se le parti non trovano alcun accordo. Un’altra domanda che spesso ci si pone, collegata peraltro alla prima, è la seguente: chi sceglie l’organismo di mediazione?

Cerchiamo di fare il punto della situazione chiarendo innanzitutto cos’è la mediazione, a cosa serve, qual è la procedura. Alla fine di ciò, potremo dedicarci a comprendere chi sceglie l’organismo e secondo quali regole.

Cos’è la mediazione?

La mediazione è una procedura di recente introduzione, rivolta a ridurre il contenzioso giudiziale facilitando – tramite l’incontro personale delle parti – una soluzione bonaria della lite prima che questa sfoci in causa. La mediazione è quindi una “condizione di procedibilità”: deve cioè essere obbligatoriamente esperita, per determinate controversie, prima di depositare gli atti in tribunale. Se infatti l’attore – ossia chi inizia il processo – dovesse saltare tale passaggio e, dinanzi al successivo invito del giudice a sanare l’omissione, non dovesse ottemperare, l’azione verrebbe dichiarata improcedibile.

Dunque, per alcune materie la mediazione è obbligatoria. Ma ciò non esclude che, per le altre, non possa essere ugualmente tentata al fine di evitare lo scontro giudiziale e tentare una soluzione pacifica con l’avversario.

Quando l’esperimento del procedimento di mediazione sia condizione di procedibilità della domanda giudiziale, le parti dovranno essere necessariamente presenti personalmente ed assistite da un difensore. Se al primo incontro non si raggiunge l’accordo, le parti potranno poi rivolgersi al giudice.

In quali materie è obbligatoria la mediazione?

La mediazione è obbligatoria in materia di condominio, diritti reali (ad es. proprietà, usufrutto, superficie, ecc.), divisione della comunione, successione ereditaria, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, risarcimento danni derivanti da responsabilità medica e sanitaria o da diffamazione a mezzo stampa o con altro mezzo di pubblicità; contratti assicurativi, bancari e finanziari, obbligazioni contrattuali.

Chi è il mediatore?

La mediazione si svolge dinanzi a un mediatore, che è un professionista del settore, terzo e imparziale, il cui compito non è rivolto a stabilire chi delle due parti ha ragione o torto ma cercare tra queste una soluzione bonaria della lite. Se l’incontro di mediazione si chiude con l’accordo, il mediatore deve ricevere un compenso proporzionale al valore della lite, secondo i tariffari stabiliti dall’organismo di mediazione, da entrambe le parti.

Chi propone la mediazione?

A proporre la mediazione è, di solito, la parte che intende avviare la causa, colui cioè che, in giudizio, si chiama attore.

Chi sceglie l’organismo di mediazione?

Proprio perché a proporre la mediazione è quasi sempre l’attore, è questi che sceglie anche l’organismo di mediazione senza che l’avversario possa contestare tale decisione e chiedere che l’incontro si tenga presso un altro organismo. Nulla però esclude che le parti si accordino prima della mediazione di incaricare un organismo di comune fiducia. Ma è logico che se tale accordo non c’è, a scegliere l’organismo di mediazione è chi è intenzionato ad avviare il giudizio.

Qual è l’organismo di mediazione competente?

La domanda di mediazione deve essere presentata presso un qualsiasi organismo di mediazione che abbia la sede principale o secondaria nel luogo del giudice territorialmente competente per la controversia.

Quando la mediazione è imposta da una clausola contenuta in un contratto (cosiddetta mediazione concordata), in uno statuto o in un atto costitutivo, la domanda di mediazione è presentata presso l’organismo indicato dalla clausola.

Quando va proposta la mediazione?

In generale, la mediazione obbligatoria deve essere proposta prima della domanda giudiziale.

Nei seguenti procedimenti va invece proposta in un momento successivo:

  • nel decreto ingiuntivo, solo in caso di opposizione;
  • nella convalida di licenza o sfratto: solo in caso di opposizione;
  • nei procedimenti possessori: solo dopo l’ordinanza che pronuncia sul provvedimento d’urgenza.


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