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Come capire se una cartella esattoriale è prescritta

20 Ottobre 2014
Come capire se una cartella esattoriale è prescritta

Se la cartella è andata smarrita o mai ritirata, si deve chiedere l’estratto di ruolo che, tuttavia, non ha valore di prova in una eventuale causa di contestazione sulla notifica.

Ieri vi abbiamo spiegato cosa fare se Equitalia vi invia una cartella prescritta. E qualche giorno fa abbiamo anche visto quali sono i termini di prescrizione. Li elenchiamo ancora una volta:

Dopo quanto tempo decade la cartella Equitalia?

Dopo quanto tempo si prescrivono le multe?

In quanto tempo si prescrivono il bollo auto e il fermo amministrativo?

In quanto tempo si prescrive l’IRPEF?

In quanto tempo si prescrivono i contributi INPS e INAIL?

In quanto tempo si prescrive il credito con la società di recupero crediti?

Oggi, invece, vi spiegheremo come capire se la cartella è prescritta o meno. O meglio, se è prescritto il tributo o la sanzione il cui pagamento viene richiesto nella cartella medesima. E ciò perché Agenzia Entrate Riscossione, ogni volta che vi invia una cartella, è stata a sua volta incaricata da un ente pubblico.

LA RICERCA DEL TRIBUTO

Posto che i termini di prescrizione sono diversi a seconda del tipo di tributo o di sanzione, solo capendo per quale di essi l’Esattore si muove si può stabilire se si è verificata o meno la prescrizione e, di conseguenza, individuare la migliore strategia difensiva.

Nessun problema se avete ricevuto una cartella esattoriale. In essa, infatti, vengono appositamente dedicate delle pagine per la descrizione analitica della “causale”.

E così, per esempio, si farà riferimento a:

sanzioni amm. L. 689/81 per indicare multe per violazione del codice della strada

tassa automobilista Regione… per indicare il bollo auto

e così via.

Il problema, però, potrebbe sorgere qualora abbiate ricevuto un avviso di fermo auto o di ipoteca. In tali casi, infatti, Agenzia Entrate Riscossione si limita a indicare solo il numero delle cartelle esattoriali non pagate e non anche il relativo tributo/sanzione. Pertanto, sarete costretti a ritrovare nel cassetto tutte le vecchie cartelle, facendo attenzione a verificare con esattezza che il numero coincida con quello richiamato nell’ultimo sollecito di Agenzia Entrate Riscossione.

Se infine avete perso le cartelle o non le avete mai ritirate alla posta, l’unica soluzione è quella di andare a chiedere all’ufficio di Agenzia Entrate Riscossione – che non potrà negarvelo – un estratto di ruolo. Si tratta di una stampa interna, priva di valore di prova, dalla quale risulta l’elenco delle cartelle inviate al contribuente, la relativa causale e la data di notifica.

LA DATA DI NOTIFICA

Dopo aver individuato la ragione per la quale Agenzia Entrate Riscossione vi chiede i soldi, dovete accertarvi che non sia passato troppo tempo dal giorno in cui il pagamento doveva essere richiesto, poiché, in tal caso, si è compiuta la cosiddetta prescrizione e nulla dovete corrispondere all’Agente della riscossione.

Anche in questo caso, se avete ricevuto una cartella esattoriale, non ci saranno problemi: dovrete solo limitarvi a verificare la data di notifica di quest’ultima con i termini da noi indicati nei precedenti articoli e fare i relativi conti.

Diverso il discorso nel caso in cui si tratti di preavviso di fermo o di ipoteca. In questo caso, l’atto dovrebbe indicare la data di notifica (abbreviato in “d. not.”) della cartella. In tal caso, la prescrizione potrebbe essersi verificata:

– o dalla data in cui il tributo doveva essere pagato sino al ricevimento della cartella,

– oppure dalla data di ricevimento della cartella sino a quella di notifica del preavviso di fermo o di ipoteca.

Se, viceversa, tale data non è indicata, bisognerà farsi rilasciare l’estratto di ruolo allo sportello di Agenzia Entrate Riscossione.

Attenzione: l’estratto di ruolo non fa prova, così come l’indicazione dell’avvenuta notifica nel preavviso di fermo o di ipoteca. Il fatto che lo dica Agenzia Entrate Riscossione non significa che la notifica sia stata fatta necessariamente nelle forme corrette o che Agenzia Entrate Riscossione sia nella condizione di provare l’avvenuta notifica (posto che spesso gli originali degli avvisi di ricevimento vanno smarriti).


note

Autore immagine: 123rf com


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