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Ecco il nuovo supermissile russo che minaccia l’Europa

22 Giugno 2022 | Autore:
Ecco il nuovo supermissile russo che minaccia l’Europa

La Russia ha promesso ripercussioni dopo l’ennesimo blocco dell’Ue: il rischio è che proprio da Kaliningrad possa partire un attacco.

Continua la guerra diplomatica combattuta dall’Occidente per fermare l’avanzata russa in Ucraina. Dopo i pacchetti di sanzione e gli ultimi blocchi imposti dalla Lituania, la Russia ha ripetutamente annunciato gravi conseguenze per l’Europa, che non ha paura delle minacce russe ma che teme possano portare ad un ulteriore scontro che questa volta vedrebbe protagonista anche la Nato.

Proprio nelle scorse ore la Russia ha annunciato l’arrivo, entro fine anno, di un missile strategico R28-Sarmat, noto anche come Satan II. Si tratta di un’arma capace di portare dieci tonnellate di carico (o meglio, 10 testate pesanti o 15 leggere) e un numero non meglio identificato di veicoli di rientro supersonico. Il missile sarebbe ultraveloce: si parla di una velocità tra 20 e 27 volte quella del suono, come nessun altro al mondo.

Insomma, l’annuncio di un’altra arma potentissima che suona come l’ennesima minaccia russa all’Occidente, giunta proprio dopo le ultime sanzioni imposte.

Il 18 giugno, la Lituania, su accordo con l’UE, ha vietato il transito ferroviario sul proprio territorio di molti prodotti soggetti a sanzioni, scambiati tra Kaliningrad (exclave russa situata tra il Mar Baltico ) e il resto della Federazione Russa. Una decisione che ha mandato su tutte le furie il Cremlino, il quale fin da subito ha annunciato gravi ripercussioni, per la Lituania (e non solo).

«Dovrebbero essere consapevoli delle conseguenze e purtroppo seguiranno conseguenze» ha ribadito ieri, ancora una volta, la portavoce del ministero degli Esteri di Mosca, Maria Zakharova, parlando poi di «passi inammissibili» e minacciando una risposta adeguata perché «se la Russia considera come apertamente ostili le decisioni di altri Paesi, non ci saranno tentativi di trovare una formula per calmare la situazione».

Dal canto suo la Lituania, che lavora a stretto contatto con i suoi partner europei, ha dichiarato di non aver paura delle minacce arrivate dal governo russo, ricordando che Vilnius non ha imposto sanzioni unilaterali, ma ha solamente applicato le sanzioni decise dall’Ue.

La posizione della Commissione Europea riguardo al blocco di alcune merci attuato dalla Lituania sulle linee ferroviarie è molto chiara: le sanzioni adottate contro la Russia per la guerra in Ucraina «comprendono restrizioni su alcune merci e includono anche il transito di quelle merci sul territorio Ue». Ha detto il portavoce Daniel Ferrie, durante il briefing con la stampa a Bruxelles, e «non è la Commissione che dà raccomandazioni ad un Paese membro, ma è il Paese membro che attua decisioni prese dal Consiglio in materia di sanzioni contro la Russia. La Lituania sta facendo quello che deve fare in base al regime sanzionatorio». Le sanzioni, continua Mamer, «comportano dei costi, ma il solo fatto per cui potremo cambiare il nostro modo di pensare sulle sanzioni è che la Russia ritiri le truppe dall’Ucraina e fermi la guerra. E’ questo il motivo per cui abbiamo deciso sei pacchetti di sanzioni».

E proprio avendo ben chiaro l’obiettivo, dopo il blocco ferroviario, adesso è arrivato anche quello stradale: queste sarebbero le nuove restrizioni al transito delle merci dalla Russia decise dalla Lituania. Una ‘stretta’ che a questo punto permetterebbe il trasporto di merci nella regione dalla Russia solo via mare. Come riferisce l’agenzia Interfax, le società di autotrasporti hanno confermato l’annuncio arrivato da Kaliningrad: le autorità doganali lituane avrebbero bloccato il confine con la Bielorussia provocando in breve tempo una coda di mezzi.

Questa ennesima restrizione, che blocca praticamente ogni tipo di trasporto via terra diretto in Russia, ha suscitato la crescita dell’ira di Mosca, già sul piede di guerra per le decisioni di settimana scorsa. Kaliningrad, striscia di terra russa estremamente preziosa, è un nervo scoperto per Mosca, essendo da un lato caposaldo strategico sul Baltico e dall’altro un nodo cruciale nelle relazioni con Vilnius. Un importante snodo che, però, scomodamente richiede un passaggio su terra lituana obbligatorio.

Per l’Europa, invece, Kaliningrad rappresenta un problema nella misura in cui è proprio qui che c’è la base della Flotta russa del Baltico, dove sono schierati i missili balistici Iskander capaci di trasportare testate nucleari. E non solo: la Biellorussia e Kaliningrad sono separate solamente da un corridoio lungo appena 100 km (chiamato Suwalki Gap), un’area scarsamente popolata immediatamente a sud-ovest del confine tra Lituania e Polonia.

La paura è, dunque, che Putin possa nuovamente calcare la mano armata sull’Europa scegliendo di puntare tutto sul Suwalki Gap e, nel caso riuscisse a prenderne il controllo, isolando i Paesi Baltici dal resto della Nato che, va ricordato, come da accordi assicurerà una difesa collettiva ad ogni Paese membro che verrà attaccato.



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