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Perché al leader cinese le sanzioni a Mosca non piacciono

22 Giugno 2022 | Autore:
Perché al leader cinese le sanzioni a Mosca non piacciono

Xi Jinping, alla vigilia dell’incontro con gli alleati del Brics, ha dichiarato di essere contrario alle sanzioni e all’allargamento di alleanze militari.

È atteso per domani il vertice Brics formato da Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa al quale parteciperanno rispettivamente il brasiliano Jair Bolsonaro, il russo Vladimir Putin, l’indiano Narendra Modi, il cinese Xi Jinping e il sudafricano Cyril Ramaphosa. Si tratta del primo grande incontro internazionale di Putin dopo l’invasione all’Ucraina e l’esclusione progressiva che mezzo mondo ha operato nei suoi confronti.

L’obiettivo di questa importante riunione internazionale, secondo quanto annunciato dal leader cinese, che proprio oggi è intervenuto all’apertura del Brics Business Forum in formato virtuale (perché, da quando nel 2020 è scoppiato il Covid, Xi si rifiuta di stringere le mani e preferisce fare tutto da remoto), è quello di «iniettare energia positiva nel mondo afflitto da turbolenze e sfide».

L’obiettivo del Brics è quello di allargarsi sempre più ai restanti Paesi del mondo, e pare che già siano stati effettuati contatti con Argentina, Messico, Egitto, Nigeria, Senegal, Indonesia, Emirati Arabi, Arabia Saudita e altri ancora.

Anche solo con la loro presenza, comunque, i cinque Paesi del Brics rappresentano quasi la metà della popolazione mondiale (il 40%) e ben il 23% del Pil globale: una forza potenzialmente rivoluzionaria. Secondo i cinesi, il Brics unito sarebbe in grado di risolvere il problema della fame nel mondo.

E proprio in vista del meeting di domani e in virtù dello stretto rapporto tra la Cina e la Russia, oggi il presidente Xi Jinping è tornato a criticare le sanzioni che l’Occidente ha imposto all’alleato Putin.

Secondo il leader cinese «imporre sanzioni in modo ostinato porterà disastri per le persone nel mondo». Xi, riporta l’agenzia Xinhua, ha parlato delle sanzioni come di un boomerang e di armi a doppio taglio: un modo di definire i blocchi occidentali alla Russia che ricordano tanto le parole di Putin sul tema.

Per il presidente cinese – che nel suo intervento ha parlato di pace mentre prosegue il conflitto in Ucraina e ha indirettamente preso di mira l’Occidente senza mai criticare la Russia – «coloro che politicizzano, sfruttano e trasformano in un’arma l’economia globale e impongono in modo ostinato sanzioni approfittando del dominio nei sistemi finanziari e monetari internazionali finiranno per danneggiare altri e se stessi e porteranno disastri per le persone nel mondo».

Il leader cinese non si è risparmiato neppure sull’allargamento di alleanze militari, dichiarandosi fortemente contrario. «La crisi ucraina ha nuovamente lanciato un segnale di allarme per l’umanità», ha detto, convinto – secondo le parole riportate dall’agenzia ufficiale Xinhua – che «i Paesi finiranno sicuramente in difficoltà dal punto di vista della sicurezza se ripongono fiducia cieca nelle loro posizioni di forza, allargano alleanze militari e vanno alla ricerca della propria sicurezza a discapito di quella di altri».

«La storia ha dimostrato che egemonia, gruppi politici e confronti tra blocchi non portano pace né stabilità, ma guerra e conflitto», ha concluso Xi, insistendo su «sforzi congiunti per cercare e salvaguardare la pace».


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Foto tratta da Wikipedia


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