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Risarcimento spese mediche per incidente stradale

23 Giugno 2022 | Autore:
Risarcimento spese mediche per incidente stradale

I costi sostenuti per cure e terapie cliniche, farmacologiche e riabilitative possono rientrare nel danno biologico accertato e nel danno morale presunto.

Sei stato vittima di un grave incidente stradale e il recupero completo delle funzionalità fisiche e motorie ha richiesto diversi mesi. Nel frattempo, durante questo faticoso periodo di recupero, hai dovuto sostenere molte spese per medicinali, visite, esami specialistici (Tac, radiografie, risonanze magnetiche) e terapie riabilitative.

Ti occorre, quindi, sapere come funziona il risarcimento delle spese mediche per incidente stradale. Non vorresti certo che gli ingenti costi che hai sostenuto, anticipandoli di tasca tua, non venissero riconosciuti dall’assicurazione in sede di liquidazione dei danni. In effetti, sarebbe ingiusto escluderli: ma le varie voci di spesa per cure e terapie vanno dimostrate e documentate, e deve essere chiara la loro relazione con l’incidente stradale e con l’infortunio, più o meno invalidante, che ne è derivato.

Risarcimento danni da incidente stradale

Il principio generale in materia di risarcimento dei danni derivati da un incidente stradale è quello dell’omnicomprensività: l’art. 2043 del Codice civile obbliga chiunque ha commesso un fatto illecito, doloso o colposo, che ha provocato ad altri un danno ingiusto a risarcire tutti i danni arrecati alle persone e alle cose.

Per i danni conseguenti agli incidenti stradali subentra la compagnia assicuratrice del danneggiante (che altrimenti dovrebbe pagare con il suo patrimonio personale): l’assicurazione per la responsabilità civile (la cosiddetta polizza Rc auto) è obbligatoria per tutti i veicoli a motore circolanti. La responsabilità dell’incidente viene accertata in base alle consuete regole del concorso di colpa stabilite dall’art. 2054 del Codice civile; perciò l’ammontare spettante al danneggiato potrà essere proporzionalmente decurtato in tutti i casi in cui la responsabilità del danneggiante non risulti piena e totale, ossia inferiore al 100%.

Risarcimento del danno biologico: come avviene?

La quantificazione dei danni alle persone è più delicata e complessa di quella dei danni riportati dalle cose, come i veicoli coinvolti e le merci trasportate. Le lesioni personali costituiscono un danno non patrimoniale, che per essere liquidato richiede un’esatta descrizione delle condizioni fisiche del danneggiato a seguito dei traumi riportati e dei tempi di guarigione. Questi elementi vengono inseriti nella documentazione medica rilasciata all’infortunato dai sanitari curanti (certificati del medico di famiglia, referti del pronto soccorso, cartelle cliniche di ricovero ospedaliero, ecc.).

Il danno biologico – ossia il danno alla salute – si calcola in percentuale di invalidità – temporanea o permanente – riportata dal danneggiato a causa dell’incidente; fino a 9 punti le lesioni micropermanenti, sono forfettizzate nell’ammontare, mentre dal 10% in su esistono apposite tabelle utilizzate dai tribunali italiani, che tengono conto anche dell’età del danneggiato e di altri parametri: così, a parità di lesioni, una vittima giovane viene risarcita con una somma maggiore rispetto ad un anziano, perché la sua aspettativa di vita è più alta e dovrà sopportare più a lungo le conseguenze permanenti dell’incidente.

Risarcimento spese per cure mediche e terapie riabilitative

In molti casi, per l’esatta quantificazione del danno biologico è necessaria una perizia medico-legale che accerti la tipologia e l’entità delle lesioni e le conseguenze negative che hanno provocato, come l’impossibilità per il danneggiato di svolgere la propria attività lavorativa o di dedicarsi alla vita di relazione. Nella relazione, il perito quantifica il tempo in cui la vittima dell’incidente è stata incapace di provvedere alle proprie occupazioni e incombenze quotidiane. Tutto questo serve per stabilire in modo esatto e completo l’entità del risarcimento da riconoscere.

In questa fase dovranno essere prodotte e fatte valere tutte le spese mediche sostenute in conseguenza dell’incidente: visite, esami diagnostici, farmaci prescritti ed acquistati, terapie riabilitative svolte, come le sedute di fisioterapia. Ognuna di queste voci di costo dovrà essere documentata da fattura, ricevuta o scontrino fiscale, per attestare la tipologia e il pagamento. Inoltre, le varie spese per cure mediche e terapie riabilitative dovranno sempre avere un rapporto di causalità con i danni alla persona riportati nell’incidente stradale (ad esempio, un motociclista che si è infortunato alla caviglia potrà chiedere il risarcimento delle spese per l’acquisto di antidolorifici, garze e pomate, ma non di un farmaco antiallergico o di una visita odontoiatrica).

Nei casi dubbi, e specialmente quando la compagnia assicuratrice contesta la riconducibilità delle spese mediche, farmacologiche e riabilitative al sinistro stradale, è bene munirsi di una perizia medico-legale di parte; le risultanze di questo elaborato potranno essere fatte valere anche nel corso della causa civile che probabilmente sarà necessario promuovere, con l’assistenza di un avvocato per ottenere il risarcimento dovuto. La legge [1] dispone che, in caso di soccombenza, l’assicurazione è tenuta a risarcire anche il costo di questa consulenza medica e dunque a rimborsare il danneggiato del compenso versato anticipatamente al professionista incaricato.

Spese per cure mediche utili ai fini del riconoscimento del danno morale

La giurisprudenza ritiene che al danneggiato rimasto invalido dopo un sinistro stradale può essere liquidato, oltre al danno biologico, anche il danno morale: la sua sussistenza può essere accertata in via presuntiva attraverso i numerosi esami, accertamenti clinici e trattamenti riabilitativi ai quali il danneggiato si è sottoposto a seguito dell’incidente stradale.

Una recente sentenza del tribunale di Cassino [2] ha affermato che proprio le cure mediche intense e protratte, e la riabilitazione svolta per un lungo periodo, fanno presumere la sussistenza del danno morale riportato dalla vittima del sinistro: si tratta di sofferenze interiori, diverse rispetto a quelle già comprese nel danno biologico, e che, pertanto, meritano un risarcimento ulteriore. Per approfondire questo aspetto leggi “Danno morale da incidente stradale: come si prova?“.


note

[1] Art. 9 D.P.R. n. 254/2006.

[2] Trib. Cassino, sent. n. 825 del 15.06.2022.


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