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Quando si diventa proprietari di un immobile donato?

23 Giugno 2022
Quando si diventa proprietari di un immobile donato?

Donazione: in quale momento si trasferisce la proprietà e quali sono gli effetti dell’intestazione della casa a un’altra persona?

Un nostro lettore ci pone la seguente domanda: quando si diventa proprietari di un immobile donato? La risposta è piuttosto semplice e potrebbe essere liquidata in due parole. La donazione infatti, come tutti i contratti che implicano il trasferimento della proprietà, produce effetti dal momento in cui vengono manifestate le rispettive volontà: quella del donante di voler donare e quella del donatario di accettare. Ma poiché in materia di immobili c’è l’obbligo di procedere tramite notaio, questo momento ha una data ben precisa. Cerchiamo di comprenderla qui di seguito.

Come si fa la donazione di un immobile?

La donazione di immobili deve avvenire necessariamente tramite notaio. È assolutamente indifferente il valore del bene. 

Oltre al notaio ci devono essere le rispettive parti (donante e donatario) e, se sposate in comunione dei beni, anche i relativi coniugi. 

Inoltre, sono necessari 2 testimoni che di solito vengono forniti dallo stesso studio notarile. 

La donazione si esegue presentando al notaio l’atto di provenienza dell’immobile, ossia l’atto pubblico con cui il donante ne ha acquisito la proprietà (ad esempio una compravendita, un’altra donazione, una sentenza, un testamento, ecc.). Dopodiché, il notaio stila l’atto di donazione che le parti sottoscrivono contestualmente. È in questo momento che si incontrano le due volontà e si conclude definitivamente il contratto. 

Dopodiché, il contratto viene registrato a cura del notaio e trascritto nei pubblici registri immobiliari. Attenzione però: registrazione e trascrizione non sono passaggi necessari al trasferimento della proprietà del bene, il primo integrando un adempimento fiscale e il secondo un adempimento di pubblicità nei confronti dei terzi.

Le spese notarili così come l’imposta di registro e sulle donazioni gravano sul donatario, salvo diverso accordo tra le parti.

Quando si diventa proprietari di un immobile donato?

Per stabilire il momento in cui il donatario diventa proprietario dell’immobile donato bisogna verificare la data di stipula della donazione, quella cioè in cui questa è stata conclusa e firmata dinanzi al notaio, indipendentemente dalla successiva data di registrazione e trascrizione nei pubblici registri. È infatti con la sottoscrizione del contratto di donazione che, come abbiamo detto, si trasferisce la proprietà dell’immobile.

Perché è importante capire quando si diventa proprietari di un immobile donato?

Ma perché mai può essere così importante stabilire l’esatto momento in cui si diventa proprietari di un immobile donato? 

Le ragioni possono essere molteplici. 

Innanzitutto, ci sono le questioni fiscali. L’Imu infatti, dal momento del passaggio di proprietà, grava sul donatario, a meno che questi non usufruisca dell’esenzione sull’abitazione principale, di cui può godere se nell’appartamento in questione trasferisce la propria dimora abituale e la residenza anagrafica. 

Anche la Tari, ossia l’imposta sulla spazzatura, grava sul nuovo proprietario dal giorno del passaggio di proprietà.

Poi ci sono i debiti con il condominio: i cosiddetti oneri condominiali. Dal momento del passaggio di proprietà, a dover pagare le “bollette” all’amministratore è il donatario. Ma non solo. Ai sensi dell’articolo 63, quarto comma, delle disposizioni di attuazione al codice civile, il donatario è corresponsabile in solido con il donante per i debiti con il condominio da questi lasciati nell’anno della donazione e in quello anteriore. Sicché l’amministratore potrà, limitatamente a tali somme, agire anche nei confronti del donatario per quanto questi non fosse all’epoca proprietario. 



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