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Prima dell’alcoltest quanto tempo deve passare?

23 Giugno 2022
Prima dell’alcoltest quanto tempo deve passare?

La polizia non è tenuta ad aspettare che arrivi l’avvocato.

È a tutti ormai noto che, prima di sottoporre il conducente ad alcoltest, la polizia deve avvisarlo della possibilità di farsi assistere da un avvocato di fiducia e che se tale avviso non viene formulato, l’eventuale successiva multa o, nella peggiore delle ipotesi, la condanna per guida in stato di ebbrezza è nulla. Ma, una volta recitata la formula di rito (“Hai diritto a nominare un avvocato…”), quanto tempo deve passare prima dell’alcoltest? Che, tradotto in altre parole, vuol dire: quanti minuti deve attendere la polizia prima di eseguire l’accertamento affinché il legale possa assistervi? 

È chiaro che non avrebbe alcun senso consentire all’automobilista di nominare un avvocato se poi a questi non viene dato il tempo per recarsi sul luogo del controllo. Dall’altro lato però non è neanche possibile attendere molto tempo prima che il professionista arrivi: più passano i minuti e maggiore è la probabilità che il livello di alcol nel sangue decresca, venendo assorbito dal corpo. 

Insomma, bisogna trovare un compromesso tra le due esigenze. E una soluzione è stata fornita dalla Cassazione con una recente ordinanza [1]. 

Alcuni giudici hanno sino a ieri ritenuto che la polizia dovesse far passare tra i 23 e i 29 minuti dall’avviso al conducente di farsi assistere da un difensore di fiducia prima di procedere con l’alcoltest. Ma, secondo la Suprema Corte, tale tesi è irragionevole e non trova alcun fondamento nella legge. 

È vero che è onere dell’automobilista sottoposto all’etilometro nominare un difensore che viva non troppo lontano. Ma dall’altro lato – sostiene la Corte – è illogico pretendere che gli agenti attendano oltre 20 minuti, così da consentire il possibile arrivo dell’avvocato, prima di effettuare il controllo.

Nella pronuncia in commento si stabilisce che «in materia di accertamento della guida in stato di ebbrezza» «l’accertamento strumentale di tale stato (cosiddetto alcooltest) costituisce atto di polizia giudiziaria urgente ed indifferibile, cui il difensore può assistere senza diritto di essere previamente avvisato, dovendo la polizia giudiziaria unicamente avvertire la persona sottoposta alle indagini della facoltà di farsi assistere da un difensore di fiducia». 

Inoltre, è stato anche precisato che la normativa impone sì che «al soggetto sottoposto ad accertamento alcolemico sia dato avviso della facoltà di farsi assistere da un difensore» ma ciò «non comporta che i verbalizzanti debbano attendere l’arrivo del difensore, eventualmente nominato, per procedere alla effettuazione del test». E comunque «il decorso di un intervallo temporale tra la condotta di guida incriminata e l’esecuzione del test alcolimetrico è inevitabile e non incide sulla validità del rilevamento alcolemico».

Ciò che conta, però, chiariscono dalla Cassazione, è che non è assolutamente previsto che «una volta dato l’avviso della facoltà di farsi assistere da un difensore, si debba attendere un intervallo temporale minimo di 23-29 minuti dall’avviso stesso prima di procedere all’esecuzione di un valido alcoltest» sull’automobilista. Di conseguenza, «l’esame può comunque essere utilizzato ai fini dell’accertamento dell’illecito amministrativo» previsto dal Codice della strada.

Dalla pronuncia dunque si evince che la polizia non è tenuta ad attendere l’avvocato per oltre 20 minuti: i quali però decorrono non dal momento dello stop intimato all’automobilista ma da quando a questi è stato dato l’avviso di nominare il difensore. 


note

[1] Cass. ord. n. 28/21 del 7.01.2021.

Corte di Cassazione, sez. VI Civile – 2, ordinanza 10 luglio 2020 – 7 gennaio 2021, n. 28

Presidente Lombardo – Relatore Casadonte

Rilevato che:

-il Comune di Mogliano Veneto ricorre avverso la sentenza del Tribunale di Treviso che conferma l’annullamento del verbale di contestazione della guida in stato di abbrezza ai sensi dell’art. 186, comma 2, lett.a) C.d.S. per avere ritenuto invalido il rilevamento dell’alcol effettuato alle 12.10 senza attendere il decorso di 23-29 minuti dall’avviso effettuato all’interessato alle 11.50 di farsi assistere da un difensore di fiducia;

-la cassazione è chiesta sulla base di cinque motivi;

-non ha svolto attività difensiva l’intimato Gi. Of.;

Considerato che:

– con il primo motivo si denuncia, in relazione all’art. 360, comma 1, n.3, cod. proc. civ., la violazione degli artt. 186, comma 4, C.d.S., art. 354 cod. proc. pen., art.356 cod. proc. pen., art. 114 disp. att. cod. proc. pen. per avere il giudice d’appello assunto a parametro normativo disposizioni che si applicano solo alle procedure sanzionatorie sconfinanti dell’illecito penale e non a quelle di rilevanza amministrativa;

-con il secondo motivo si denuncia, in relazione all’art. 360, comma 1, n.3, cod. proc. civ. , la violazione del combinato disposto degli artt. artt. 186, comma 4, C.d.S., art. 354 cod. proc. pen., art.356 cod. proc. pen., art. 114 disp. att. cod. proc. pen., per avere sostenuto che la pattuglia avrebbe dovuto prima di sottoporre l’Of. a prova alcolimetrica attendere un tempo compreso fra 23 e 2.9 minuti dal rilascio dell’avviso ex art. 114 disp. att. cod. proc. pen.;

-con il terzo motivo si denuncia, in relazione all’art. 360, comma 1, n.4, cod. proc. civ., la censura svolta nei precedenti motivi primo e secondo, la quale viene in tale mezzo articolata dal punto di vista della nullità della sentenza per mera apparenza della motivazione;

-con il quarto motivo si denuncia, in relazione all’art. 360, comma 1, n.3, cod. proc.civ., la violazione del combinato disposto degli artt. 186, comma 4, C.d.S., art. 354 cod. proc. pen., art.356 cod. proc. pen., art. 114 disp. att. cod. proc. pen. per avere erroneamente ritenuto che fra l’avviso ai sensi dell’art. 114 disp. att. cod. proc. pen. e la sottoposizione dell’Of. al test alcolimetrico sia passato un intervallo temporale di venti minuti anziché uno maggiore essendo stato rilasciato il primo avviso alle ore 11.40/11.45;

-con il quinto motivo si denuncia, in relazione all’art. 360, comma 1, n.4, cod. proc. civ., la nullità della sentenza per apparenza della motivazione in relazione all’assunto che nell’iter accertativo ex art. 186 comma 4 C.d.S. , l’avviso ai sensi dell’art. 114 disp. att. cod. proc. pen. può essere valorizzato solo se rilasciato dopo il pre-test quale termine utile di decorrenza dell’intervallo di 23/29 minuti quale intervallo temporale da attendere prima di dare avvio all’esame alcolimetrico;

-i motivi, tutti logicamente connessi possono essere valutati congiuntamente e sono fondati;

-in materia di accertamento della guida in stato di ebbrezza ai sensi dell’art. 186 C.d.S. e dell’art.379 del Regolamento del Codice della strada, la giurisprudenza di legittimità ha chiarito che l’accertamento strumentale di tale stato (cosiddetto alcooltest) costituisce atto di polizia giudiziaria urgente ed indifferibile cui il difensore può assistere senza diritto di essere previamente avvisato, dovendo la polizia giudiziaria unicamente avvertire la persona sottoposta alle indagini della facoltà di farsi assistere da difensore di fiducia (Sez. 4, n. 7967 del 06/12/2013, dep. 19/02/2014, Zanutto, Rv. 25861401);

-in particolare è stato chiarito (cfr. Cass. 41178/2017) che la disciplina di cui agli artt. 354 e 356 cod. proc. pen. impone che al soggetto sottoposto ad accertamento alcolemico sia dato avviso della facoltà di farsi assistere da un difensore; ma ciò non comporta che i verbalizzanti debbano attendere l’arrivo del difensore eventualmente nominato, per procedere alla effettuazione del test;

-è stato altresì precisato – in relazione ad una fattispecie nella quale, dal momento in cui l’imputato si trovava alla guida e quello di esecuzione delle due prove di alcoltest, erano intercorsi, rispettivamente, 23 e 29 minuti – che il decorso di un intervallo temporale tra la condotta di guida incriminata e l’esecuzione del test alcolimetrico è inevitabile e non incide sulla validità del rilevamento alcolemico (cfr. Cass. 21991/2012) ed il principio è stato ribadito in una fattispecie in cui l’intervallo temporale era stato di trenta minuti (Cass. 13999/2014);

-ciò posto, tuttavia, va osservato che, diversamente da quanto sostenuto nella sentenza impugnata a pag. 3, non è previsto dalle disposizioni sostanziali e processuali sin qui richiamate né è stato sostenuto nella giurisprudenza di legittimità pure richiamata dalla pronuncia impugnata [cfr. Cass. 21991/2013 (rectius 2012), e n. 13999/2014] che, una volta dato l’avviso della facoltà di farsi assistere da un difensore, si debba attendere un intervallo temporale minimo di 23/29 minuti dall’avviso stesso prima di procedere all’esecuzione di un valido alcoltest, con la conseguenza che in difetto l’esame non può essere utilizzato ai fini dell’accertamento dell’illecito amministrativo di cui all’art. 186 comma 2, lett. a);

-peraltro, nel caso di specie l’opponente non ha contestato la circostanza di essere stato ripetutamente avvisato della suddetta facoltà, avendo fondato l’opposizione sull’assunto che o verbalizzanti avrebbero dovuto attendere l’arrivo del difensore, tesi che la giurisprudenza ha già chiarito essere infondata;

– in considerazione di quanto sin qui considerato, il ricorso va accolto e la sentenza impugnata va cassata con rinvio al Tribunale di Treviso, in persona di altro magistrato che riesaminerà l’opposizione alla luce dei sopra richiamati principi di diritto e provvedere altresì alle spese del giudizio di legittimità.

P.Q.M.

La Corte accoglie per quanto di ragione, cassa e rinvia al Tribunale di Treviso in persona di altro magistrato anche per le spese del giudizio di legittimità.


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