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Il commissario giudiziale nel nuovo concordato preventivo

2 Novembre 2015 | Autore:
Il commissario giudiziale nel nuovo concordato preventivo

Compiti, funzioni, inventario, relazione del commissario giudiziale nel nuovo concordato preventivo.

 

Il commissario giudiziale, ai sensi dell’art. 165 L. fall., è, per quanto attiene all’esercizio delle sue funzioni, un pubblico ufficiale al quale si applicano gli artt. 36 (reclamo contro gli atti del commissario giudiziale), 37 (revoca del commissario), 38 (responsabilità) e 39 (compenso).

Ai creditori che ne fanno richiesta, il commissario deve fornire, valutata la congruità della richiesta medesima e previa assunzione di opportuni obblighi di riservatezza:

– le informazioni utili per la presentazione di proposte concorrenti (v. par. precedente), sulla base delle scritture contabili e fiscali obbligatorie del debitore;

– ogni altra informazione rilevante in suo possesso.

Questa disciplina si applica anche in caso di richieste, da parte di creditori o di terzi, di informazioni utili per la presentazione di offerte concorrenti (art. 163 bis L. fall.).

Il commissario giudiziale comunica senza ritardo al pubblico ministero i fatti che possono interessare ai fini delle indagini preliminari in sede penale e dei quali viene a conoscenza nello svolgimento delle sue funzioni (per i procedimenti introdotti dopo il 21-8-2015).

Ai sensi del nuovo art. 172 L. fall., il commissario giudiziale redige:

– l’inventario del patrimonio del debitore;

– una relazione particolareggiata sulle cause del dissesto, sulla condotta del debitore, sulle proposte di concordato e sulle garanzie offerte ai creditori, che deposita in cancelleria (per i procedimenti di concordato iniziati dopo il 21-8-2015) almeno 45 giorni (e non più 10 giorni) prima dell’adunanza dei creditori. Nella relazione deve illustrare (sempre per i procedimenti di concordato iniziati dopo il 21-8-2015) le utilità che, in caso di fallimento, possono essere apportate dalle azioni risarcitorie, recuperatorie o revocatorie che potrebbero essere promosse nei confronti di terzi.

Il D.L. 83/2015, conv. in L. 132/2015, ha aggiunto un secondo comma, secondo cui, qualora siano depositate tempestivamente proposte concorrenti, il commissario giudiziale riferisce in merito ad esse con una relazione integrativa da depositare in cancelleria e comunicare ai creditori almeno 10 giorni prima dell’adunanza dei creditori.

La relazione integrativa contiene, di regola, una particolareggiata comparazione tra tutte le proposte depositate, le quali – compresa quella presentata dal debitore – possono essere modificate fino a 15 giorni prima dell’adunanza dei creditori.

Analoga relazione integrativa è redatta qualora emergano informazioni che i creditori devono conoscere ai fini dell’espressione del voto.

Su richiesta del commissario il giudice può nominare uno stimatore che lo assista nella valutazione dei beni.

Dalla nuova formulazione emerge che l’ultimo momento utile per la modifica di tutte le proposte è il 15° giorno anteriore a quello dell’adunanza.

Nel silenzio della norma, invece, deve ritenersi che tale termine non operi in caso di rinuncia alla domanda, poiché modifica e rinuncia sono istituti nettamente distinti: la prima, infatti, implica la conferma che si intende percorrere la strada intrapresa, ancorché con qualche variante rispetto all’impostazione originaria, mentre la rinuncia presuppone la scelta di non proseguire il procedimento concordatario.

Non è quindi possibile far dire alla norma ciò che essa non ha previsto né voluto prevedere, pena un’eccessiva forzatura nell’approccio ermeneutico, oltre tutto non supportabile dal ricorso all’eadem ratio stante, appunto, l’innegabile alterità concettuale fra modifica e rinuncia.

Il debitore, quindi, può rinunciare alla domanda di concordato fino al momento in cui si chiuda il giudizio di omologazione: “la rinuncia alla domanda di concordato preventivo, la quale si traduce sostanzialmente in un abbandono della relativa proposta, atteggiandosi come revoca della stessa, non è ammissibile una volta che il concordato sia stato omologato” (Cass. 8575/2015).

Il-nuovo-volto-del-Processo-Civile-del-Concordato-Preventivo-e-del-Fallimento


note

Autore immagine: 123rf com


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