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Ora è vietato usare l’acqua: ecco dove

23 Giugno 2022 | Autore:
Ora è vietato usare l’acqua: ecco dove

L’Italia intera corre ai ripari: sindaci e presidenti di Regione invitano i cittadini a utilizzare meno acqua, prevedendo anche tassativi divieti. 

La situazione è drammatica in tutta Italia: i grandi bacini del Nord sono a livelli minimi, con i laghi di Como e d’Iseo vicini al record negativo. Il Po registra una magra mai vista negli ultimi decenni, con una portata che più passano le settimane e più diminuisce. Nelle zone centrali le condizioni non sono migliori, e anche al Sud ordinanze comunali cercano di mettere al riparo i propri cittadini per tutelare il prezioso bene dell’acqua. Da Siena, a Scandicci, passando per Padova e per i piccoli Comuni delle regioni del Nord, si moltiplicano le ordinanze sindacali e gli appelli regionali a combattere insieme la siccità.

Sale a 3 miliardi di euro il conto dei danni causati dall’assenza di pioggia e dal caldo record che assediano città e campagne in tutto il Paese, con autobotti e razionamenti, il Po in secca peggio che a Ferragosto, i laghi svuotati e i campi arsi dove i raccolti bruciano sui terreni senz’acqua ed esplodono i costi per le irrigazioni di soccorso per salvare le piantine assetate e per l’acquisto del cibo per gli animali con i foraggi bruciati dal caldo. Un panorama rovente che, come sottolineato da Coldiretti, peggiora con l’ondata di calore che porta le temperature oltre i 40 gradi con le falde sempre più basse mentre si moltiplicano le ordinanze dei Comuni per il razionamento dell’acqua. In questa situazione di profonda crisi idrica oltre a prevedere uno stanziamento di risorse finanziarie adeguate per indennizzare le imprese agricole per i danni subiti è necessario agire nel breve periodo per definire le priorità di uso dell’acqua disponibile, dando precedenza al settore agricolo per garantire la disponibilità di cibo, in un momento in cui a causa degli effetti della guerra in Ucraina l’Italia ha bisogno di tutto il suo potenziale produttivo nazionale.

In Piemonte, dove il Tanaro è al 30% della sua portata e tutti i fiumi decrescono, ad oggi sono oltre 250 i Comuni che hanno emesso o stanno per emanare ordinanze relative all’emergenza idrica e per un uso responsabile dell’acqua: 83 nelle province di Novara e Vco, 9 in quelle di Biella e Vercelli, 93 in provincia di Torino, 9 nel Cuneese e 58 in provincia di Alessandria, mentre non risultano al momento ordinanze sul territorio astigiano.

In Liguria, tanti corsi d’acqua sono sotto i loro valori minimi, con il torrente Bisagno quasi scomparso: si calcola che da giugno a gennaio sono caduti 100,6 millimetri di pioggia contro i 537,8 di media. Situazione complessa anche in Lombardia, dove la neve in montagna si è sciolta prima del previsto e le precipitazioni che vanno a riempire il bacino idrico dell’Adda sono state 270 millimetri contro i 460 di media, inferiori del 67% al consueto, assieme al -54% sul Brembo, -63% sul Serio, -64% sull’Oglio. Proprio ai cittadini lombardi il Presidente Fontana ha chiesto di utilizzare in modo parsimonioso l’acqua. In Valle d’Aosta, la siccità estrema ha causato valori minimi per la Dora Baltea. Lo scioglimento della neve e la mancanza di precipitazioni anche in Valle d’Aosta preoccupa, tanto che è pronta in alcune zone una campagna informativa sul risparmio dell’acqua per residenti e turisti.

In Veneto, dove il Presidente Zaia ha già sollecitato l’intervento del Governo, il fiume Adige è più basso di due metri e mezzo rispetto allo scorso anno mentre il Livenza è inferiore di due metri. A preoccupare è tutta l’area del delta del Po tra Veneto ed Emilia, che al di là dell’assenza di acqua piovana registra un’entrata maggiore di acqua salata, problematica per gli ecosistemi e le irrigazioni. Proprio per la gravità della situazione il Trentino Alto Adige ha imposto una delle ordinanze più complesse: a Ronzo-Chienis non si può utilizzare acqua potabile dalle 23 alle 6 mentre Tesimo ha vietato l’utilizzo dell’acqua per irrigare orti e riempire piscine.

Anche in Friuli Venezia Giulia il Livenza, assieme al Tagliamento, tocca i valori più bassi degli ultimi anni. Agricoltori seriamente preoccupati anche in Toscana dove le condizioni di siccità sono simili al 2003 e il 30% delle falde idriche sotterranee sono caratterizzate da abbassamenti significativi con tendenza al peggioramento. Proprio qui, città come Siena hanno emesso ordinanze sindacali con le quali viene fatto divieto assoluto, sul territorio comunale, di utilizzare l’acqua potabile, proveniente dagli acquedotti urbani e rurali, per scopi diversi da quelli igienico-domestici, fino al prossimo 31 agosto, salvo eventuali proroghe. A Scandicci si sono anche spente le fontane della città fino ad emergenza cessata. Al lago di Bilancino sono invasati al momento 65 milioni di mc (erano 67 milioni 20 giorni fa) e insieme al lago di Montedoglio, anch’esso molto carico, costituiscono le riserve idriche più importanti in grado di garantire approvvigionamento ai vari territori il livello nel bacino di Massaciuccoli cala di 4 millimetri al giorno. L’Arno continua a ridursi assieme al Serchio, mentre nell’Ombrone scorrono a malapena 640 litri d’acqua al secondo.

Nelle Marche ha piovuto meno del 40% della media, con le dighe che trattengono appena 47 milioni di metri cubi. In Umbria le portate del Tevere, del Chiascio e del Chiani riescono solo a garantire il deflusso minimo vitale, mentre è quasi azzerata quella del Paglia.

Nel Lazio il governatore Nicola Zingaretti ha già dichiarato lo stato di calamità, chiedendo a tutti i sindaci di adottare provvedimenti volti ad ottenere un risparmio idrico. Senza andar troppo lontano anche in Abruzzo, al confine col Lazio, la Marsica registra record negativi con acqua piovana tra i 280 e i 520 millimetri in meno rispetto alla media. In Campania calano i livelli dei fiumi Volturno e Sele, assieme ai bacini del Cilento e al Garigliano, mentre in Calabria la situazione non è drammatica come nelle regioni limitrofe. Si conta, infatti, che la quantità di risorsa idrica stoccata sia in media con quella degli altri anni nella diga di monte Marello, anche se il bacino Sant’Anna a Isola Capo Rizzuto ha registrato la peggiore annata degli ultimi 7 anni.

Non è risparmiata dalla siccità neppure la Sicilia: si calcola che il 70% della sua superficie presenti un rischio medio alto di desertificazione, seguita a ruota dalle caldissime regioni del Molise (58%), Puglia (57%) e Basilicata (55%). Salva, per il momento, è invece la Sardegna per la quale non sono ancora state previste restrizioni, considerando che gli invasi sono ancora all’80% di un volume complessivo di 1.480 miliardi di metri cubi.



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