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Conversione del decreto legge: come avviene?

24 Giugno 2022
Conversione del decreto legge: come avviene?

Termini di approvazione del decreto legge, presupposti ed efficacia. Cosa succede se non viene convertito in legge?

Spesso, si sente dire che il Governo ha approvato un decreto legge e che lo stesso è in attesa di conversione da parte del Parlamento. Possono a questo punto sorgere una serie di dubbi: il decreto legge è immediatamente vincolante ed efficace? Quando entra in vigore ed entro quanto tempo deve essere convertito? Cosa succede se il Parlamento non approva il decreto legge? A tutte queste domande proveremo a dare una risposta in questo articolo in cui, più in generale, spiegheremo come avviene la conversione del decreto legge. Ma procediamo con ordine. 

Differenza tra decreto legge e decreto legislativo

A differenza del Parlamento la cui funzione tipica è quella di emanare le leggi, al Governo è concessa una funzione legislativa eccezionale ossia solo in due casi: 

  • in presenza di una previa delega del Parlamento, nel qual caso si avrà il «decreto legislativo»;
  • in casi di urgenza e necessità, nel qual caso verrà emanato un «decreto legge» che dovrà poi essere convertito in legge dal Parlamento.

Tanto il decreto legislativo quanto il decreto legge sono atti aventi la stessa forza ed efficacia della legge. Senonché: 

  • il decreto legislativo viene emanato dal Governo in base a una legge delega previamente emanata dal Parlamento che ne fissa i limiti di tempo e di oggetto nonché i criteri direttivi del decreto stesso. Sono vincolanti e definitivi nel momento in cui vengono approvati e pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale;
  • il decreto legge invece viene adottato direttamente dal Governo, senza previa delega del Parlamento, ma solo in casi straordinari di necessità e urgenza. Essi sono immediatamente vincolanti ma diventano definitivi solo dopo la conversione in legge formale effettuata dal Parlamento. Tanto il decreto legge quanto la legge di conversione vengono pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale. 

Limiti al decreto legge

Il decreto legge non può:

  • conferire deleghe legislative;
  • provvedere nelle materie coperte da riserva di legge;
  • rinnovare disposizioni già contenute in decreti legge non convertiti dal Parlamento;
  • ripristinare leggi dichiarate incostituzionali dalla Corte Costituzionale.

Il decreto legge, infine, non può sospendere o derogare leggi costituzionali o la Costituzione stessa, in quanto fonte di rango superiore. 

Come funziona la conversione del decreto legge?

Il decreto legge ha un’immediata efficacia e pertanto è subito vincolante da quando viene pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale (cosa che di solito avviene il giorno dopo la sua approvazione o l’altro giorno successivo). 

Tuttavia, si tratta di un’efficacia provvisoria e limitata temporalmente a 60 giorni. Difatti, il decreto legge deve essere convertito dal Parlamento entro 60 giorni, scaduti i quali esso perde efficacia e non ha più alcun valore, con effetto retroattivo, salvo i rapporti già “consumatisi”. 

La conversione viene fatta dal Parlamento con una legge che “recepisce” il contenuto del decreto legge. Si chiama legge di conversione e si limita a riproporre il testo originario del decreto legge, eventualmente con modifiche. 

Modifiche al decreto legge nella legge di conversione

Secondo la Corte Costituzionale, ben potendo il Parlamento modificare il testo del decreto legge, non può però snaturarne il contenuto: deve infatti esistere una corrispondenza tra decreto legge discusso dal Governo e legge di conversione. Pertanto, non è consentito inserire nella legge di conversione eventuali emendamenti del tutto estranei all’oggetto e alle finalità del decreto originario. 

Ci sono due tipi di emendamenti che il Parlamento può apportare al decreto legge:

  • emendamenti aggiuntivi, ossia che aggiungono qualcosa al contenuto del decreto ed operano solo per il futuro, non avendo efficacia retroattiva;
  • emendamenti soppressivi o modificativi che invece escludono la conversione di una parte del decreto che perde pertanto efficacia con effetto retroattivo.

Che succede se il decreto legge non viene convertito?

Se il decreto legge non viene convertito, perde efficacia con effetto retroattivo: è come se non fosse mai esistito. Tuttavia, il legislatore può intervenire per disciplinare i rapporti già sorti sulla base delle sue disposizioni attraverso un’apposita legge di sanatoria o convalida. 

Entro quanto tempo deve essere convertito in legge un decreto legge?

Come abbiamo anticipato, il decreto legge va convertito entro 60 giorni o perde efficacia sin dall’inizio. In passato, difficilmente le Camere riuscivano a rispettare tale termine a causa delle lungaggini e delle divisioni anche in seno alle stesse maggioranze. Il Governo, così, per evitare la decadenza, aveva cominciato a riprodurre in nuovi decreti il contenuto di quelli non convertiti nei 60 giorni. Senonché, la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittima tale pratica. Sicché, oggi, se il decreto legge non viene approvato nei termini, non può più essere ripresentato dal Governo.



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