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Risarcimento a chi scivola su una matita durante il lavoro?

21 Ottobre 2014
Risarcimento a chi scivola su una matita durante il lavoro?

Il danno non è diverso da quello che incombe su ogni altro soggetto che si sposti a piedi per ragioni non di ufficio.

Matita letale. Non può essere risarcito il dipendente che, in ufficio, scivoli sulla classica “buccia di banana”. Si può trattare, quindi, di una matita, di un foglio di carta, di una plastica, ma comunque – secondo una sentenza della Cassazione di poche ore fa [1] – deve essere negato il risarcimento per tutti quei danni derivanti da situazioni non strettamente collegate all’ambiente di lavoro.

Per la giustizia italiana, l’infortunio non è indennizzabile, perché, alla luce del Testo unico delle diposizioni per l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali [2], in casi come questo, il rischio “non è diverso da quello che incombe su ogni altro soggetto che si sposti a piedi per ragioni non di ufficio”. Come dire che, siccome cadere su una matita può capitare anche a casa, in un bar o anche per strada, allora il datore di lavoro non è responsabile.

Inutile invocare il fatto che l’Italia non si sia adeguata, entro il 31 dicembre 1992, alla famosa direttiva comunitaria sulla “sicurezza dei luoghi di lavoro[3].

È vero: la Comunità Europea ci ha imposto l’adozione di norme volte a promuovere il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori durante il lavoro. Ma, in realtà, la direttiva comunitaria non prevede alcun obbligo specifico a carico del datore di lavoro per ciò che concerne gli incidenti comuni, che possono verificarsi ovunque.

Peraltro, le norme europee in questione non sono sufficientemente specifiche; quindi non c’è alcuna inadempienza dello Stato italiano per la mancata loro trasposizione nel diritto nazionale.


note

[1] Cass. sent. n. 22280/14 del 21.10.2014.

[2] d.P.R. n. 1124/1965.

[3] Direttiva n. 89/331 del 12.06.1989.

Autore immagine: 123rf com


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