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Liquidazione danno parentale: come avviene?

27 Giugno 2022 | Autore:
Liquidazione danno parentale: come avviene?

Nell’attesa dell’arrivo della tabella unica nazionale, la giurisprudenza è divisa sull’applicazione delle tabelle milanesi o di quelle romane.

Prosegue senza sosta la disputa giurisprudenziale sulle tabelle da usare per il calcolo del danno parentale, ossia quello riportato dai familiari superstiti delle vittime di un incidente stradale o di altri fatti illeciti. Per capire come avviene la liquidazione del danno parentale, nelle aule di giustizia italiane, basta osservare che, a distanza di pochi giorni, sono intervenute diverse pronunce della Corte di Cassazione per stabilire il confine tra le cosiddette tabelle milanesi, elaborate dall’Osservatorio della giustizia civile del tribunale di Milano, e le tabelle romane, adottate dal tribunale di Roma.

Non si tratta di criteri ondivaghi: entrambi i modelli sono elaborati in modo accurato e trovano fautori presso i vari tribunali italiani, anche se le tabelle di Milano sono attualmente le più utilizzate dai giudici, mentre la Suprema Corte, in diverse occasioni recenti, ha dimostrato di preferire l’applicazione di quelle romane, come ti spiegheremo nel prosieguo. E questo può fare una grossa differenza nella cifra attribuita ai danneggiati come risarcimento del danno da perdita del rapporto parentale che avevano con il loro congiunto deceduto in conseguenza di un sinistro stradale.

La Tabella unica nazionale (Tun)

Lo scontro giurisprudenziale sui metodi di calcolo per liquidare il danno parentale dovrebbe trovare prossimamente una soluzione definitiva con l’introduzione della Tabella unica nazionale (Tun) prevista dal Codice delle assicurazioni private [1] e attesa, ormai, da ben 16 anni. Solo la legge, infatti, potrà stabilire un criterio di liquidazione uniforme in tutta Italia. Ma il provvedimento in arrivo sta subendo un iter di approvazione complesso e contrastato: bisogna tenere conto delle numerose osservazioni provenienti dall’Ivass (l’Istituto di vigilanza sulle assicurazioni private) e dagli esperti di medicina legale, per arrivare ad un’esatta individuazione degli importi spettanti alle vittime.

Risarcimento danno parentale: come avviene?

Nell’attesa dell’arrivo della Tabella unica nazionale – che disciplinerà anche il danno biologico delle lesioni macropermanenti, cioè con percentuale di invalidità superiore al 10% (per quelle inferiori la cifra spettante è già stata forfettizzata) –  la giurisprudenza cerca di colmare le lacune in modo da risarcire i danneggiati in base a criteri suppletivi. Il problema pratico nasce dal fatto che le tabelle romane prevedono criteri di personalizzazione del danno parentale molto più rigidi, e dunque stringenti, rispetto alle tabelle milanesi, che lasciano un’ampia forbice di valori minimi e massimi (dipendenti dall’età della vittima e dei familiari superstiti) entro la quale i giudici possono stabilire la concreta cifra spettante ai danneggiati.

La valutazione del danno da lesione del rapporto parentale avviene necessariamente in via equitativa come prevede la legge per tutti i casi in cui il danno non può essere provato nel suo preciso ammontare [2], perché si tratta di una componente non patrimoniale, che riguarda essenzialmente la sfera interiore: si tratta, cioè, di attribuire un valore economico al dolore subito per la perdita di persona cara – come il coniuge, un figlio, il genitore, un fratello o un nonno – alla quale si era legati da un intenso legame affettivo.

Risarcimento danno parentale: quale sistema usare?

L’ultima pronuncia della Corte di Cassazione sul tema – che puoi leggere per esteso nel box sentenza al termine dell’articolo – [2] ha stabilito che la liquidazione del danno da perdita del rapporto parentale deve avvenire con il sistema a punti, anziché con «somme omnicomprensive». Secondo la Suprema Corte, l’adozione di una tabella basata sul sistema a punti – come quella del tribunale di Roma – consente «non solo un’adeguata valutazione delle circostanze del caso concreto, ma anche l’uniformità di giudizio a fronte di casi analoghi». La vicenda decisa riguardava una richiesta risarcitoria avanzata dai genitori e dai fratelli di un bambino che era rimasto vittima di un incidente stradale.

Danno parentale: come si calcola?

L’iter per arrivare a stabilire la cifra spettante ai familiari danneggiati dalla perdita di un loro congiunto deve considerare l’età della vittima, l’età dei superstiti, il rapporto di parentela e la situazione di convivenza. Dopo aver calcolato questi punteggi, c’è la possibilità per il giudice di applicare, sull’importo così risultante, dei «correttivi in ragione della particolarità della situazione», salvo che l’eccezionalità del caso non imponga una liquidazione del danno che prescinde dai valori tabellari (ma in tal caso il giudice deve fornire un’adeguata motivazione del perché si è discostato dalle tabelle).

Approfondimenti

Per approfondire gli argomenti trattati, oltre a consultare nel box qui sotto la nuova sentenza che abbiamo commentato, leggi anche questi articoli:


note

[1] Art. 138 D.Lgs. n. 238/2005.

[2] Art. 1226 Cod. civ.

[3] Cass. ord. n. 20292 del 23.06.2022.

Cass. civ., sez. VI – 3 , ord. 23 giugno 2022, n. 20292
Presidente Amendola – Relatore Scoditti

Rilevato che:

S.R., F.E.M., Sa.Ci.Mo. e S.C.M. convennero in giudizio innanzi al Tribunale di Velletri T.S., C.M. e Direct Line s.p.a. chiedendo il risarcimento del danno relativo al decesso del minore S.M. a seguito di sinistro stradale. Il Tribunale adito accolse parzialmente la domanda, liquidando per danno da perdita del rapporto parentale Euro 200.000,00 per ciascuno dei genitori ed Euro 75.000,00 per ciascuna delle sorelle, nonché per danno biologico Euro 162.685,74 per ognuno dei genitori ed Euro 45.334,35 per ognuna delle sorelle. Avverso detta sentenza proposero appello gli attori. Con sentenza di data 14 maggio 2019 la Corte d’appello di Roma accolse parzialmente l’appello, condannando i convenuti in solido al pagamento della somma in favore di S.R. di Euro 455.618,61, di F.E.M. di Euro 446.593,02, di Sa.Ci.Mo. di Euro 148.173,68 e di S.C.M. di Euro 149.098,90.
Osservò la corte territoriale, per quanto qui rileva, che inammissibile era il motivo vertente sull’applicazione delle tabelle elaborate dal Tribunale di Milano non risultando le stesse allegate dagli appellanti e, quanto alla dedotta erronea applicazione con riferimento ai criteri fattuali presi in esame dalle tabelle, che la liquidazione operata dal Tribunale era legata ai valori tabellari che prevedevano (all’epoca) delle somme onnicomprensive per ogni danneggiato in relazione allo specifico rapporto parentale, a prescindere dall’età dei singoli. Aggiunse che andava tenuta ferma l’applicazione delle tabelle romane e che l’errore del Tribunale nella quantificazione del danno andava corretto maggiorando gli importi liquidati di rivalutazione ed interessi legali dalla data dell’evento alla data della sentenza, oltre gli interessi da quest’ultima al saldo. Osservò ancora, circa la dedotta mancanza di personalizzazione del danno biologico, che gli appellanti, omettendo di adempiere alla prescrizione dell’art. 342 c.p.c., non avevano allegato cosa fosse rimasto privo di ristoro per effetto della liquidazione operata.
Hanno proposto ricorso per cassazione S.R., F.E.M., Sa.Ci.Mo. e S.C.M. sulla base di due motivi e resiste con controricorso Verti Assicurazione s.p.a. Il relatore ha ravvisato un’ipotesi di manifesta fondatezza del ricorso. Il Presidente ha fissato l’adunanza della Corte e sono seguite le comunicazioni di rito.

Considerato che:

con il primo motivo si denuncia violazione e falsa applicazione dell’art. 342 c.p.c., nonché omesso esame e difetto di motivazione. Osserva la parte ricorrente che il giudice di appello non si è avveduto del deposito in atti delle tabelle milanesi e che comunque le dette tabelle sono facilmente accessibili sulle riviste specializzate o i siti web. Aggiunge che le tabelle romane hanno adottato un sistema a punti, sicché è errato affermare che tali tabelle prevedano somme “omnicomprensive…a prescindere dall’età dei singoli”.
Con il secondo motivo si denuncia violazione e falsa applicazione degli artt. 1226, 2056 e 2059 c.c., ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3. Osserva la parte ricorrente che il giudice di appello, facendo erroneamente applicazione delle tabelle romane, ha omesso di adottare il criterio uniforme delle tabelle milanesi, sulla base delle quali, utilizzando i parametri vigenti all’epoca della decisione, si sarebbe dovuto pervenire ad una quantificazione diversa da quella operata dal giudice di merito sia per il danno da perdita parentale che per il danno biologico (risultandone importi superiori, rispetto a quelli liquidati, specificatamente indicati in motivo).
I motivi, da trattare congiuntamente, sono fondati per quanto di ragione.
Va rammentato in via preliminare che la morte di un prossimo congiunto può causare nei familiari superstiti oltre al danno parentale, consistente nella perdita del rapporto e nella correlata sofferenza soggettiva, anche un danno biologico vero e proprio, in presenza di una effettiva compromissione dello stato di salute fisica o psichica di chi lo invoca, l’uno e l’altro dovendo essere oggetto di separata considerazione come elementi del danno non patrimoniale, ma nondimeno suscettibili – in virtù del principio della “onnicomprensività” della liquidazione – di liquidazione unitaria (Cass. n. 28989 del 2019; n. 21084 del 2015).
Con riferimento al primo motivo deve essere data continuità a quanto affermato da Cass. n. 33005 del 2021, enunciando il seguente principio di diritto: “ai fini della liquidazione del danno non patrimoniale mediante il criterio tabellare il danneggiato ha esclusivamente l’onere di fare istanza di applicazione del detto criterio, spettando poi al giudice di merito di liquidare il danno non patrimoniale mediante la tabella conforme a diritto;”;
Venendo più direttamente alla liquidazione del danno parentale, il Collegio intende dare continuità anche a Cass. n. 10579 del 2021, la quale ha affermato il seguente principio di diritto: al fine di garantire non solo un’adeguata valutazione delle circostanze del caso concreto, ma anche l’uniformità di giudizio a fronte di casi analoghi, il danno da perdita del rapporto parentale deve essere liquidato seguendo una tabella basata sul sistema a punti, che preveda, oltre l’adozione del criterio a punto, l’estrazione del valore medio del punto dai precedenti, la modularità e l’elencazione delle circostanze di fatto rilevanti, tra le quali, da indicare come indefettibili, l’età della vittima, l’età del superstite, il grado di parentela e la convivenza, nonché l’indicazione dei relativi punteggi, con la possibilità di applicare sull’importo finale dei correttivi in ragione della particolarità della situazione, salvo che l’eccezionalità del caso non imponga, fornendone adeguata motivazione, una liquidazione del danno senza fare ricorso a tale tabella.
Le tabelle milanesi non rispondono ai requisiti indicati in punto di perdita di rapporto parentale, come rilevato dalla stessa Cass. n. 10579 del 2021. La decisione impugnata, per quanto sopra osservato, deve essere cassata, ma nel giudizio di rinvio il giudice di merito dovrà si liquidare il danno non patrimoniale sulla base di tabella, conformemente alla domanda della parte danneggiata, ma facendo applicazione non delle tabelle milanesi, le quali restano conformi a diritto salvo che per la liquidazione del danno da perdita di rapporto parentale, bensì di altre tabelle che rispondano ai requisiti sopra indicati. Ed invero, benché con il ricorso sia invocata la tabella elaborata dal Tribunale di Milano, ciò che rileva, come si è appena detto, è che onere della parte è proporre l’istanza di liquidazione del danno patrimoniale mediante le tabelle, mentre spetta poi al giudice, in sede di qualificazione giuridica, applicare la liquidazione tabellare conforme a diritto.
Resta fermo che per la liquidazione del danno biologico il giudice di merito deve fare applicazione della tabella elaborata dal Tribunale di Milano. Secondo la giurisprudenza di questa Corte in materia di danno non patrimoniale, i parametri delle tabelle predisposte dal Tribunale di Milano sono da prendersi a riferimento da parte del giudice di merito ai fini della liquidazione del predetto danno ovvero quale criterio di riscontro e verifica della liquidazione diversa alla quale si sia pervenuti; ne consegue l’incongruità della motivazione che non dia conto delle ragioni della preferenza assegnata ad una quantificazione che, avuto riguardo alle circostanze del caso concreto, risulti sproporzionata rispetto a quella cui l’adozione dei parametri tratti dalle tabelle di Milano consenta di pervenire (fra le tante Cass. 28 giugno 2018, n. 17018).
Vanno in conclusione enunciati i seguenti principi di diritto a cui dovrà attenersi il giudice di merito:
“ai fini della liquidazione del danno non patrimoniale mediante il criterio tabellare il danneggiato ha esclusivamente l’onere di fare istanza di applicazione del detto criterio, spettando poi al giudice di merito di liquidare il danno non patrimoniale mediante la tabella conforme a diritto;”;
“al fine di garantire non solo un’adeguata valutazione delle circostanze del caso concreto, ma anche l’uniformità di giudizio a fronte di casi analoghi, il danno da perdita del rapporto parentale deve essere liquidato seguendo una tabella basata sul sistema a punti, che preveda, oltre l’adozione del criterio a punto, l’estrazione del valore medio del punto dai precedenti, la modularità e l’elencazione delle circostanze di fatto rilevanti, tra le quali, da indicare come indefettibili, l’età della vittima, l’età del superstite, il grado di parentela e la convivenza, nonché l’indicazione dei relativi punteggi, con la possibilità di applicare sull’importo finale dei correttivi in ragione della particolarità della situazione, salvo che l’eccezionalità del caso non imponga, fornendone adeguata motivazione, una liquidazione del danno senza fare ricorso a tale tabella”;
“per la liquidazione del danno biologico devono prendersi a riferimento i parametri delle tabelle predisposte dal Tribunale di Milano, salvo che l’eccezionalità del caso concreto non imponga di discostarsene dando atto delle relative ragioni in motivazione”.
Nel dare attuazione a tali principi di diritto il giudice di merito dovrà fare applicazione di tabella aggiornata alla data della decisione (Cass. 20 ottobre 2016, n. 21245).

P.Q.M.

accoglie il ricorso per quanto di ragione; cassa la sentenza in relazione ai motivi accolti; rinvia alla Corte di appello di Roma, cui demanda di provvedere anche sulle spese del giudizio di legittimità


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